1 2 3 4 5
Corriere di Gela | Il calcio a Gela ai tempi di Ferrante
Edizione online del Periodico settimanale di Attualità, Politica, Cultura, Sport a diffusione comprensoriale in edicola ogni sabato
notizia del 14/07/2012 messa in rete alle 22:42:20

Il calcio a Gela ai tempi di Ferrante

Fra i tanti paradossi di Gela, rientra anche quello della scomparsa, la scorsa estate, di quella che – dopo Catania e Palermo – era diventata la terza realtà siciliana, al pari del Siracusa, nel calcio professionistico. E' passato giusto un anno da allora ed a ben guardare di paradosso si trattò se si pensa che l'anno prima, il Gela Calcio aveva chiesto ed ottenuto il ripescaggio, alquanto esoso sul piano economico, nella Terza Serie nazionale.

Nel giro di un anno, cioè, la squadra ottenne il ripescaggio nella Prima Divisione Lega Pro (ex Serie C1), con tanto di credenziali sul piano gestionale riconosciute anche a livello federale, si guadagnò la salvezza con una giornata d'anticipo, legittimando anche agonisticamente il salto di categoria conseguito a tavolino, per poi non iscriversi al campionato successivo. Oggi, a mente inevitabilmente più fredda, abbiamo pensato di chiedere un parere oltre che un ricordo a chi, in una situazione economica altamente instabile, contribuì in maniera determinante a proiettare Gela nell'anticamera del calcio che conta, la serie C1, entrandoci di diritto dopo aver vinto i play-off in C2, con tanto di conferma la stagione seguente: si tratta di Nicolò Ferrante (nella foto), direttore sportivo dell'allora Gela JT.

«Massimo Romano e Giuseppe Cammarata, presidente e dg della società biancazzurra, mi chiamarono – esordisce Ferrante – a Gela in qualità di direttore sportivo (stagione 2004-05). Uscivo da analoga esperienza ad Isernia e la chiave di quello che si rivelò un autentico successo, fu semplicemente l'aver trasferito a Gela, di sana pianta, l'ossatura e qualcosa di più di quella squadra: i giocatori si conoscevano benissimo e la sintonia con il tecnico Domenicali rasentava la perfezione. Partimmo per salvarci in C2 ed alla fine ottenemmo la promozione in C1. Ricordo che c'erano forti difficoltà economiche – racconta Ferrante – che coinvolgevano chiunque, compreso me e forse più di tutti, ma al giro di boa del torneo, le difficoltà furono temporaneamente appianate grazie all'ausilio, più che mai tempestivo, dell'ingente contributo comunale elargito dall'amministrazione all'epoca in carica, retta da Rosario Crocetta».

«L'anno dopo – prosegue Ferrante – ci fu una smobilitazione generale, con allenatore e molti giocatori cardine (Montalbano, Scopelliti, Cuffa, Giardina) che andarono a Pisa e non solo, ciononostante e benché in fretta ed in furia, sono riuscito ad allestire un gruppo competitivo tanto da chiudere il girone d'andata del girone B di C1, nel quale quella stagione (2005-06) militavano club storici come Napoli e lo stesso Perugia, al 3° posto. Nel girone di ritorno pagammo inevitabilmente l'assenza di una preparazione estiva come si conviene, ma riuscimmo lo stesso a salvarci sul campo con relativa tranquillità, chiudendo al 9° posto.

Ero solito non preoccuparmi – puntualizza Ferrante – dei rapporti tra la società e l'ambiente politico circostante, ma debbo onestamente ammettere che in quel biennio, il più bello della mia carriera, la politica locale, con il sindaco Crocetta in testa, fece la sua parte. Il primo cittadino arrivò persino ad offrirmi la presidenza della società ma dovetti rifiutare perché ero un direttore sportivo e non avevo la “grana” per poter fare il presidente. Del resto, se poi la città aderì al Lodo Petrucci ripartendo dalla C2 fu grazie all'interessamento del suo sindaco. Ho saputo che Crocetta si è candidato alla presidenza della regione siciliana ed approfitto dell'occasione per fargli i miei migliori auguri.

Conservo pure – prosegue Ferrante – un gran ricordo dei tifosi e con essi della città, anche se rimane in me un forte rammarico, nonché un pizzico di rancore, per non essere mai stato contattato durante la gestione Tuccio. Avrei dato volentieri il mio contributo ma evidentemente a qualcuno in seno ai quadri societari la mia figura non era gradita. Certo è strano, quasi un mistero, che a Gela il calcio professionistico sia scomparso giusto quando aveva finalmente trovato un presidente come Angelo Tuccio disposto ad investire. Da tre anni, oramai, mi occupo di settore giovanile – conclude Ferrante – e mi è dispiaciuto eliminare alla finale regionale il Real Gela di Spadaro. Chissà, visti i tempi di crisi che vanno oltre lo sport ma che sullo stesso si riflettono, magari Gela riuscirà a risalire la china ripartendo proprio dai giovani e dal suo ricco vivaio».


Autore : Filippo Guzzardi

» Altri articoli di Filippo Guzzardi
In Edicola
Newsletter
Registrati alla Newsletter Gratuita del Corriere di Gela per ricevere le ultime notizie direttamente sul vostro indirizzo di posta elettronica.

La mia Email è
 
Iscrivimi
cancellami
Cerca
Cerca le notizie nel nostro archivio.

Cerca  
 
 
Informa un Amico Informa un Amico
Stampa la Notizia Stampa la Notizia
Commenta la Notizia Commenta la Notizia
 
㯰yright 2003 - 2019 Corriere di Gela. Tutti i diritti riservati. Powered by venturagiuseppe.it
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120