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Corriere di Gela | C’è bisogno di chiarezza a Rifondazione comunista
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notizia del 17/02/2008 messa in rete alle 22:38:53
C’è bisogno di chiarezza a Rifondazione comunista

“Non ho avuto una sospensione politica. La questione è semplice. Io ho fatto semplicemente un ricorso ritenendo che l’elezione di un nuovo segretario non fosse regolamentare. Il collegio di garanzia si è espresso ed è tutto qui. Io sono un dirigente del Comitato regionale e mi rimetto alla volontà del partito”. A parlare è Nicolo Di Stefano, già segretario di Rifondazione comunista, cooptato il 27 luglio dello scorso anno da Rocco Abela, eletto dal direttivo in quella stessa data. La cosa non è stata digerita da Di Stefano regolarmente eletto durante l’ultimo congresso e quindi a, seguito di un suo ricorso, il Comitato federale di garanzia ha dichiarato nulla la deliberazione da cui scaturiva l’elezione del nuovo segretario nella persona del prof. Rocco Abela.
Intanto, il circolo “Peppino Impastato” allo stato attuale non ha una sede dove riunirsi (è Di Stefano ad affermarlo), tra i compagni c’è una netta spaccatura e nessuno sa cosa possa succedere adesso. Si Pensa ad un commissariamento del circolo ma se commissariamento ha da esserci sarebbe opportuno e giusto – viene detto – sentire un po’ tutti i compagni o quanto meno le due campane. “Io ho un mandato politico che scaturisce da un congresso – incalza Di Stefano –. Le mozioni politiche si discutono nei congressi”. Gli chiediamo se ci sono le condizioni per potere ritornare a discutere, ma ci risponde che ora come ora non c’è neppure una sede. Lui è impegnato a seguire il nuovo soggetto che si riferisce alla “Sinistra Arcobaleno”. In riferimento ai fatti accaduti, alle polemiche ed alle decisioni assunte dagli organi del partito, Di Stefano afferma che è legittimo che ognuno possa avere delle differenziazioni e taglia netto dichiarando di essere stato eletto da un congresso con regolamenti chiari e “del resto – aggiunge – fra un paio di mesi si andrà nuovamente a congresso e quella sarà la sede più adatta a discutere”.
Ma cosa ne pensano il prof. Aldo Scibona, componente del direttivo ed il neosegretario Rocco Abela?
– Prof. Scibona cosa decideste e perché, nel direttivo di Rifondazione il 27 luglio 2007?
«Siamo arrivati a quella data in una situazione grave perchè il partito era allo sfascio, paralizzato dallo scontro tra lui (Nicolo Di Stefano – ndr) e una compagna. Per cui, ad ogni direttivo si creava sempre questo scontro molto personale non legato a motivazioni di carattere politico. Convocammo quella riunione perché avevamo appreso indirettamente che era stato sospeso per due mesi dal Comitato di garanzia.E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.
– Quanto tempo è passato dal giorno in cui Di Stefano era stato sospeso?
«Probabilmente una quindicina di giorni dall’emissione del provvedimento, che naturalmente venne emesso a seguito del ricorso che la compagna Laura Agrò aveva fatto al Comitato».
– Lei conosce le motivazioni del ricorso?
«Ha lamentato di essere stata offesa più volte da lui, che non le veniva rinnovata la tessera, che nessuno riusciva a sapere le persone che avevano rinnovato la tessera. Insomma una gestione arbitraria e fuori da ogni controllo. Non si preoccupava minimamente degli organi del partito, come se lui fosse il partito».
– Così avete pensato di riunirvi e poi?
«Ci siamo riuniti e lo abbiamo sfiduciato per eleggere un nuovo segretario. Questa nostra decisione l’abbiamo comunicata alla segreteria provinciale e alla segreteria regionale».
– E la risposta quale è stata?
«Il Comitato federale ha ritenuto la nostra procedura irregolare. In realtà il segretario può essere sfiduciato dall’assemblea degli iscritti di Gela».
– Dal momento che ne aveva coscienza perché avete fatto questa forzatura?
«Era impossibile convocare l’assemblea perché nessuno aveva i dati degli iscritti che lui teneva per sé come patrimonio personale. Non convocava più il direttivo e infatti ci siamo riuniti per auto convocazione eleggendo a suo posto Rocco Abela».
– Voi, pur sapendo dell’irregolarità avete operato lo stesso. Perché?
«Noi abbiamo operato in una situazione di emergenza. Non potevamo tollerare che il partito venisse gestito a quel modo. Avevamo più volte informato la segreteria nazionale e regionale della situazione insostenibile, ma mai avevamo avuto risposte. Le raccomandate erano giunte alla segreteria regionale regolarmente ma loro non intervennero. Mentre alla segreteria provinciale sono arrivate e rimaste in giacenza per quindici giorni e quindi restituite al mittente. Ciò significa che nessuno della segreteria provinciale era presente e quindi non ha ritirato le raccomandate. Oppure può significare che intenzionalmente non le hanno volute ritirare perché già sapevano di cosa si trattava. Gli organismi federali avrebbero potuto intervenire tempestivamente ed evitare che si arrivasse alla sfiducia del segretario. Abbiamo operato in quel modo perché non c’erano alternative. Il comitato federale di garanzia era al corrente da un anno di questa situazione pesante e non era mai intervenuto. Mi sembra veramente ridicolo che interviene su ricorso dell’interessato».
– Vi aspettavate una reazione di Di Stefano e una decisione del tipo di quella avuta dal Comitato federale?
«Si non ci ha meravigliato più di tanto».
– Potreste decidere di uscire da Rifondazione?
«Per questa motivazione sicuramente no. Se dovesse andare avanti l’allontanamento dalla tradizione comunista allora sì».
Il neosegretario Rocco Abela parla di un mero vizio di forma in quanto la compagna che si è incaricata di inviare le convocazioni ha indirizzato le lettere anziché all’assemblea degli iscritti, ai componenti del direttivo.
«I compagni che erano presenti – aggiunge Abela – erano sia quelli del direttivo che gli iscritti. Abbiamo convocato il direttivo perché non si poteva continuare così in mancanza di un segretario che era stato sospeso».
– Come è nata la sua elezione?
«Sono stato contattato ed ho accettato la carica».
– Che tipo di iniziative politiche avete preso subito dopo?
«Abbiamo comunicato all’Amministrazione comunale che c’è un partito come Rifondazione comunista che vuole partecipare alle scelte della città senza rivendicare alcuna poltrona o altro. Abbiamo fatto presente che il nuovo segretario era Rocco Abela».
– Cosa aspettate che succeda adesso a casa vostra?
«Attendiamo che venga commissariato il partito, che sia indetto poi un congresso e quindi alla elezione di un nuovo segretario».


Autore : Nello Lombardo

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