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Corriere di Gela | Lavori consiliari a singhiozzo
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notizia del 17/02/2008 messa in rete alle 22:38:20
Lavori consiliari a singhiozzo

Si è tentato di tutto soprattutto tra i banchi del centro sinistra perché la mozione sulla viabilità, trasporti e sicurezza del consigliere Pdci Giovanna Cassarà venisse ritirata dall’interessata. La si voleva ritenere ormai superata dopo che l’on. Speziale si era attivato a creare un tavolo a Palermo alla presenza di autorità comunali, provinciali, regionali e Anas. Il consigliere Cassarà, nel corso dell’illustrazione della sua mozione, pur riconoscendola superata dagli eventi, con arguzia e forza di persuasione, è riuscita a mantenere l’impianto originario con le dovute correzioni e rivolgendosi ai suoi colleghi ha dichiarato che il documento era aperto ad ogni contributo in modo da rafforzarne la validità e gli obiettivi, divenendo così la mozione del Consiglio. Al dibattito sono intervenuti numerosi consiglieri a più riprese, mettendo a dura prova la resistenza del presidente Di Dio nel coordinamento del dibattito. Purtroppo, in mancanza di un regolamento snello che avrebbe dovuto essere approvato nella stessa serata e che invece è stato ritirato dal presidente perché stava mancando il numero legale, i consiglieri disordinatamente prendevano la parola per controbattere e replicare appesantendo la discussione.
Rinciani (Sdi) ha accolto positivamente l’invito della Cassarà ed ha chiesto, parlando di ambiente e trasporto, che l’amministrazione predisponga delle somme da utilizzare nei progetti finanziabili che hanno ottenuto il parere positivo.
Paolo Cafà (Sinistra democratica) ha parlato di necessità di una programmazione delle cose da fare e non dopo che ci è scappato il morto. Sulla mozione Cassarà si è dichiarato contrario ad esprimere un voto in quanto mancano molti elementi di valutazione. Favorevole invece ad una conferenza di servizi.
Trainito (Forza Italia) ha chiesto che il sindaco di Gela lotti a fianco ai sindaci di Vittoria e Comiso sul fronte della viabilità.
Santino Giocolano (indipendente) che ha attribuito alla mancata manutenzione delle strade la causa maggiore di incidenti mortali, ha chiesto l’impegno dell’amministrazione di provvedere alla manutenzione delle strade ed anche di quelle interpoderali.
Grazio Trufolo (Pli), nel ricordare i risultati della conferenza di servizi convocata da Speziale, ha proposto una conferenza dei capigruppo per verificare qual siano i progetti presentati alla regione da parte dell’amministrazione e trovare quindi le soluzioni.
Fortunato Ferracane (Mpa) ha incentrato il suo intervento sulle malattie conseguenti all’inquinamento e ha concluso, ricordando la sua fede socialista, di trovarsi d’accordo con Rinciani e che in tema di inquinamento occorre tenere alta la guardia ed essere continuamente da pungolo all’amministrazione.
Ventura ha chiesto più impegno all’amministrazione perché intervenga per e sue competenze sulla viabilità e sulla manutenzione.
Fabio Collorà (Idm) ha criticato l’amministrazione in fatto di viabilità considerando Gela ancora all’anno zero ed ha invitato il sindaco a darsi delle scadenze.
Anche La Folaga si è dichiarato favorevole alla convocazione di una conferenza di servizio con le parti interessate per capire lo stato dell’arte. Infine ha detto che il documento non doveva essere votato in quanto era stato sottoscritto da tutti i consiglieri.
Lucio Greco (Forza Italia) si è dichiarato favorevole a firmare la mozione ma in un prossimo consiglio dopo avere sciolto tanti nodi ed avere ottenuto i dovuti chiarimenti.
E’ stato molto difficile mettere d’accordo tutti. Alla fine la spunta la Cassarà.
Alla fine, si arriva alla votazione finale con un risultato di diciassette voti favorevoli su diciassette presenti. Una vittoria della Cassarà che nel corso del dibattito argutamente apporta le dovute correzioni al suo documento alla luce dei recenti fatti (conferenza servizi a Palermo e venuta dei tecnici Anas a Gela), ma anche un buon lavoro di ricucitura da parte del presidente Di Dio che con abile alchimia riesce a mettere d’accordo tutti ed ottenere l’approvazione unanime.
Una proposta vuole che il dibattito non si chiuda e che quindi la votazione della mozione venga rinviata a dopo avere acquisito tutti gli elementi. L’altra proposta (Giovanna Cassarà) invece ritiene che si debba arrivare alla votazione con le correzioni ed integrazioni scaturite dal dibattito in aula. Alla fine il presidente Di Dio accontenta tutti e chiede che si voti sulla sua proposta unificante composta di tre punti essenziali
: 1) Il dibattito resta aperto in attesa di acquisire tutti gli elementi;
2) Convocazione conferenza dei capigruppo per individuare gli attori e i progetti messi in campo l’amministrazione;
3) Successivamente alla conferenza dei capigruppo convocare una conferenza di servizi assieme agli attori esterni.
Questa la mozione del consigliere Giovanna Cassarà: “... si propone dare mandato al presidente del Consiglio comunale di indire nel più breve tempo possibile una conferenza dei servizi alla quale invitare a partecipare tutti i soggetti preposti alla risoluzione del problema de quo sia tecnici che politici e precisamente: il Sindaco di Gela, e il comandante della Polizia municipale, il legale rappresentante dlel’Anas, il presidente della provincia e quant’altri organi ai quali il presidente del Consiglio stesso intendesse estendere l’invito, nonché i capigruppo consiliari onde avere lumi approfonditi e possibili soluzioni in merito alla vicenda, all’esito degli impegni assunti da tutte le parti in seno alla conferenza dei servizi del 17 gennaio scorso, dopo una conferenza dei capigruppo alla presenza della pubblica Amministrazione”.
Il presidente del Consiglio voleva accelerare l’approvazione della cosiddetta Question time. Ma non ce n’è il tempo. Di Dio è comprensibilmente angustiato perché quasi tutti i consiglieri del centro destra se ne vanno alla chetichella. Restano solo Biundo, Nastasi, Di Dio, La Folaga, Cassarà, Ventura, Marchisciana, Cafà Paolo, Collorà e Giocolano. A quel punto il presidente ritira nervosamente l’atto e preannuncia a partire dalla prossima seduta l’applicazione severa del vecchio regolamento, senza eccezione per nessuno.
La seduta di martedì non ha storia. Il Consiglio, dopo un dibattito turbolento per via di cosa si dovesse fare sulla vicenda del lavoratore licenziato dalla Smim, dopo una sospensione di un quarto d’ora, decide di solidarizzare col lavoratore, manifesta piena “preoccupazione” per l’accaduto e invita la ditta Smim Impianti a sospendere il licenziamento, in attesa di chiarimenti, al fine di salvaguardare la sacralità della vita umana.


Autore : Nello Lombardo

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