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Corriere di Gela | Il porto industriale apre ai privati
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notizia del 04/06/2012 messa in rete alle 22:37:31
Il porto industriale apre ai privati

Nei prossimi mesi il porto isola potrebbe ritornare ad essere fruito dai circa 4 operatori commerciali (Barranco, Di Francesco, Genovese ed altri) per l’imbarco e lo sbarco di merci secche. Dopo la grande mareggiata del 2004 che causò enormi danni alla diga foranea, per motivi di sicurezza fu solo la raffineria ad essere autorizzata ad utilizzare il porto isola. Una necessità dettata dal fatto che c’era in ballo un ciclo produttivo e migliaia di lavoratori da salvaguardare. A piangere le conseguenze furono alcune agenzie marittime e operatori commerciali che dovettero dirottare altrove (Licata, porto Empedocle) i loro carichi secchi. Un centinaio di operatori che marittimi che lavoravano al pontile hanno visto seriamente compromesso il loro lavoro. Nel novembre scorso la questione venne affrontata in consiglio comunale con l’approvazione all’unanimità di una mozione a forma dei consiglieri Antonino Biundo, Enrico Vela e Nuccio Cafà. Quel documento ha avuto una certa eco fino a che di recente si sono registrati incontri ad alto livello per trovare una via d’uscita visto il grave momento che la città sta attraversando dal punto di vista economico e sociale. E’ di qualche giorno la notizia che si sta valutando la possibilità di dividere in due parti lo spiazzo terminale del pontile con un muro separatore in modo che da una parte possano attraccare le petroliere a servizio dell’Eni e dall’altro le navi a servizio degli operatori commerciali. Ad affermarlo è il comandante della capitaneria di porto Rosario Loreto che ci ha informato di tutte le iniziative allo studio per rendere funzionale il pontile ed in regime di sicurezza.

Con la messa in cassa integrazione dei cinquecento dipendenti della Raffineria e la chiusura delle linee 1 e 3 dello stabilimento, ovviamente l’attracco di petroliere si ridurrà di circa il cinquanta per cento. Mentre i lavoratori della raffineria potranno fruire degli ammortizzatori sociali, così non sarà per quel centinaio di addetti (tassisti, lavoratori portuali, ormeggiatori ecc.) che in forma varia operano nel porto isola.

«Ci siamo posti il problema di tutta quella parte logistica – ci racconta il comandante Loreto – che lavora a mare. Mentre i dipendenti della raffineria sono cassintegrabili, buona parte di lavoratori marittimi resterebbero senza lavoro. Allora stiamo studiando una soluzione per venire incontro a questi lavoratori, nei dodici mesi di fermo, facendo in modo che ricevano il minor danno possibile. Così abbiamo pensato di ripristinare una parte del pontile destinandolo anche alle navi con carico secco, come avveniva prima che la diga foranea subisse i danneggiamenti noti».

Qualche settimana addietro c’è stato un incontro tra Regione, Raffineria e capitaneria di porto in cui la Raffineria, dopo il rinnovo della concessione da parte della Regione, ha dato la sua disponibilità a togliere dal pontile una parte di infrastrutture che aveva creato per sé, rendendo così libero un ampio spazio fruibile esclusivamente dalle navi a servizio degli operatori commerciali. «Vista la disponibilità di entrambi – continua Loreto – abbiamo fatto una riunione allargata alle agenzie marittime che hanno confermato anche la loro disponibilità. Dato l’input, già una settimana dopo ci potrebbe essere la prima nave. I signori Barranco, Di Francesco e Genovese hanno detto che nell’arco di un anno potrebbero attraccarvi circa 100-110 navi che si aggiungerebbero alle circa 150 della raffineria. Da questo momento inizia la fase più delicata che non è molto semplice e scontata come è stato affermato dai media nei giorni scorsi. Bisognerà vedere se i due traffici si potranno espletare e saranno compatibili . Occorrerà realizzare una perimetrazione seria in modo che i due spiazzi siano completamente separati».

Ci viene preannunciato che in settimana ci sarà una riunione tra capitaneria, vigili del fuoco e genio civile per studiare assieme tutte le misure di sicurezza. Il comandante Loreto che ha preso a cuore la situazione, sarebbe del parere di alternare gli attracchi in modo che nei giorni in cui c’è la petroliera non debba esserci la nave col carico secco. Ossia un’alternanza in giorni o fasce orarie diversi. Bisognerà trovare, comunque uno standard di sicurezza. Considerato che la raffineria avrà bisogno di circa un mese per sgomberare il pontile, è ipotizzabile che già a fine giugno il porto isola potrebbe già riaprire agli operatori commerciali.

«Tecnicamente, commercialmente e giuridicamente è una cosa fattibile – conclude il comandante Loreto – ce la stiamo mettendo tutta. C’è la volontà di tutti. Vediamo adesso se dal punto di vista della sicurezza possiamo far quadrare il cerchio».

Se un plauso va dato a tutti gli attori che si stanno dando da fare per ripristinare il pontile allo statu quo, non va dimenticato che del problema del ripristino della funzionalità del porto isola, si occupò il consiglio comunale di Gela approvando all’unanimità una mozione a firma di Enrico Vella, Antonino Biundo e Nuccio Cafà.

«Dobbiamo ringraziare il comandante Loreto della capitaneria di porto – dicono i firmatari della mozione – che ci è stato molto vicino assicurandoci tutto il suo impegno dal momento che Regione e Raffineria hanno trovato un accordo. In un momento così difficile è giusto pensare a centinaia di famiglie che non potranno tirare avanti perché resteranno senza lavoro tassisti, portuali, trasportatori, agenzie marittime. Ci auguriamo che al più presto venga riaperto il pontile così come è stato concordato e che la cosa non sia limitata solo ad un anno, ma che diventi una fatto continuativo».


Autore : Nello Lombardo

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I Vostri commenti
Alla data odierna 19 Settembre 2012 non è stato fatto niente. La raffineria continua tranquillamente ad usufruire di tutto il pontile e nessuna infrastruttura petrolifera è stata rimossa. E' stata una bella mossa quella della raffineria ed intanto la città di Gela continua a perder + di 8 milioni di euro per mancato introito per le navi di carico secchi. In questa città dove la disoccupazione è dilagante non c'è molto da stare allegri. Però gli organi preposti se ne stanno (scusate l'espressione) fottendo e continuano a prederci per i fondelli. Li vedrò tra qualche giorno quando verranno a chiedere i nostri voti per farsi eleggere. Sono una vergogna questi politici da strapazzo.

Autore: Interessato molto 
data: 19/09/2012
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