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Corriere di Gela | Risolto in Consiglio comunale il pasticcio di via Lituania
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notizia del 09/09/2013 messa in rete alle 22:29:28
Risolto in Consiglio comunale il pasticcio di via Lituania

Tutti d’accordo, tutto scontato. Anche i consiglieri di opposizione turandosi il naso hanno detto sì nella seduta urgente di consiglio del 3 settembre scorso, alla proposta dell’amministrazione di ricorrere alla dichiarazione di pubblica utilità dell’area di Via Lituania, per consentire il transito dei veicoli così come è stato da quarant’anni a questa parte. Una via obbligata, questa, per fare rimuovere la recinzione che i condomini di Via Pio X hanno effettuato in forza di una sentenza del Tar che riconosce il loro diritto di proprietà su quell’area. Una guerra a suon di carta bollata tra chi si sente nel diritto di mantenere per sé le aree di pertinenza, e coloro che rivendicano il diritto al transito in quella via divenuta un’arteria di collegamento importante a servizio della chiesa Sant’Antonio e dei numerosi esercizi commerciali insistenti nella zona.

Tutti i 19 presenti hanno espresso voto favorevole, ma con le raccomandazioni sollecitate sia da parte della maggioranza (Gulizzi, Pd) che da parte dell’opposizione (Gallo, Di Dio e Siragusa). Molte le critiche, in gran parte condivise da tutti, per il pasticcio amministrativo degenerato nel tempo in lotta tra condomini, con omissioni o negligenze operate dalle passate amministrazioni.

La voce unanime è stata quella di raccomandare all’amministrazione che nel futuro non si ripresentino casi analoghi a quello di Via Pio X e Via Lituania. Ma perché ciò non accada è necessario un impegno degli uffici comunali preposti facciano al più presto delle ricognizioni del territorio, rivedendo ed aggiornando le convenzioni stipulate con Enti vari e con privati cittadini ed intervenire secondo legge. Sarebbe anche opportuno individuare le responsabilità sia tecniche che politiche intervenendo in tempo. Intervenire significa anche ricorrere alla pubblica utilità di aree con i conseguenti atti di esproprio. Ma è immaginabile che sia sempre il Comune, si fa per dire, a pagare per le irresponsabilità e le negligenze del passato? Ha ben d’onde il consigliere Salvatore Gallo di Scelta civica di affermare: «Tanto, a pagare non è l’ente ma il cittadino».

La seduta convocata in via d’urgenza dal presidente Fava è stata caratterizzata per correttezza e rapidità nel dibattito e la stessa unanimità del deliberato ha lasciato tutti soddisfatti. Lo stesso Fava ha avuto parole di elogio nei riguardi del civico consesso per la sua sensibilità e per avere risolto una situazione che si stava trasformando in una guerra tra poveri.

Nell’emisfero riservato al pubblico sono presenti un cospicuo numero di cittadini che hanno raccolto circa duemila firme per la rimozione della recinzione dell’area della via Lituania e per il ripristino della viabilità. Non hanno partecipato né il sindaco Fasulo, né l’assessore all’annona D’Aleo, i quali qualche ora prima della seduta si erano precipitati in ospedale dove il comandante Montana e due vigili, aggrediti da un ambulante e dalla di lui moglie durante un servizio di controllo, hanno dovuto far ricorso. Un grave gesto, assolutamente ingiustificato, condannato da tutti i consiglieri comunali.

«E’ una violenza gratuita – ha detto Fava visibilmente turbato – che non può trovare alcuna giustificazione. Questo è il momento in cui dobbiamo assumerci la responsabilità di stringerci attorno a Montana ed ai due vigili urbani manifestando tutta la nostra solidarietà dando un forte segnale di unità e forza verso le istituzioni».

Chiusa la breve parentesi, viene concessa la parola al consigliere Udc Di Dio il quale comunica la costituzione di un “gruppo consiliare misto indipendente” cui aderiscono i consiglieri Nicolò Gennuso, Salvatore Mendola e lo stesso Di Dio designato capogruppo. Spiega che non si tratta di una struttura che si contrappone al gruppo misto esistente, ma di un gruppo nel gruppo.

Se qualcuno si aspettava una qualche reazione da parte del presidente, si è sbagliato di grosso. Ha fatto bene Fava a prenderne atto senza suscitare polemiche o dare risposte affrettate. Un comportamento sicuramente prudente dettato dalla necessità di attendere da organi superiori se la costituzione di questo nuovo gruppo debba ritenersi legittima o meno.

Subito dopo avere nominato i consiglieri scrutatori, legge tutto il dispositivo della deliberazione con cui l’amministrazione decide di dichiarare di pubblica utilità l’area insistente sulla via Lituania, comunica che sono state raccolte circa duemila firme a sostegno della rimozione della recinzione e della riapertura della Via Lituania. Dichiara, quindi, aperto il dibattito.

Mentre per la parte tecnica è presente l’architetto Galanti, a rappresentare l’amministrazione ci sono l’assessore Casano ed il vicesindaco Ferracane il quale manifesta subito solidarietà per l’increscioso episodio che ha visto protagonisti il comandante Montana e due vigili urbani. Dopodichè ha illustrato brevemente l’atto deliberativo e le motivazioni alla base del ricorso alla dichiarazione di pubblica utilità.

Pur riconoscendo i diritti soggettivi dei singoli ha sottolineato come in questi casi debba essere prevalente la pubblica utilità. «Si tratta di un breve tratto di strada – ha aggiunto Ferracane – molto importante perché nell’arco degli anni si è rivelato strategico per lo sviluppo urbanistico ed economico della zona, dove i diritti della comunità si sono consolidati. E’ nata una chiesa ed parrocchia, si sono moltiplicate le attività commerciali e determinata una viabilità che collega più arterie della Via Palazzi. Sono certo che anche il consiglio concorderà con le ragioni dell’amministrazione approvando quest’atto. E con ciò voglio ringraziare anticipatamente tutti i consiglieri».

Interviene Nuccio Cafà (Pd) chiedendo all’assessore se sono state avviate le azioni di responsabilità e ricercate le cause per le quali i cittadini hanno recintato la zona adiacente alla via Lituania. Giacomo Gulizzi (Pd), a nome dell’intero gruppo dei democratici annuncia che il Pd esprimerà un voto favorevole alla deliberazione.

«Chiedo al dirigente ed all’assessore al ramo – aggiunge infine – di effettuare un censimento di tutte le aree che si trovano in situazioni analoghe, verificare tutte le convenzioni stipulate con privati ed accertarsi se corrisponde al vero che molti condomini si sono riappropriati delle aree di pertinenza ai loro edifici. L’iniziativa va subito avviata ed entro trenta giorni vogliamo esserne informati».

Giovanna Cassarà (Pd), anche lei con un certo imbarazzo si chiede come si pone l’amministrazione di fronte a questa situazione. Come hanno agito i dirigenti di allora nel realizzare la piazzetta, nel formarsi della via Lituania. “Noi voteremo favorevolmente – afferma la Cassarà – ma non possiamo far finta di nulla. Come sono state realizzate quelle strade, la piazzetta San’Antonio, chi erano i dirigenti e il direttore dei lavori? Ad evitare di ritrovarci un domani dinanzi a situazioni così incresciose, concordo con Gulizzi che si debba avviare una ricognizione generale.

Ed infine mi chiedo e chiedo: ci saranno casi analoghi?”. Peppe Collura, intervenendo a nome dell’ex Mpa e come capogruppo, dichiara che voteranno favorevolmente.

Riguardo a quanto è successo afferma che ci si trova dinanzi ad una situazione complessa con i diritti soggettivi legittimi, ma che a prevalere debba essere l’utilità pubblica. «Non è pensabile – aggiunge – chiudere una piazza o una strada dall’oggi al domani per impossessarsi di propri spazi. Nell’arco di quarant’anni è successo di tutto: è nata una chiesa, degli esercizi commerciali, si sono moltiplicate le abitazioni. Oggi è impensabile chiudere quello spazio. Pertanto è necessario intervenire con la dichiarazione di pubblica utilità». Di Dio parla di un aspetto politico ed un aspetto tecnico-amministrativo. Sul primo si dichiara subito pronto ad intervenire risolvendo subito il problema che nel tempo si è andato incancrenendo. «Sono d’accordo con Gulizzi – continua – ma ritengo che sia opportuno andare alla ricerca delle responsabilità, al di là della sentenza del Tar.

Non è questo il modo di utilizzare il bene comune e non esserci mai nessuno che paghi per gli errori commessi. Andare avanti come se nulla fosse, significherebbe il dispregio delle regole democratiche. I cittadini non possono essere sempre chiamati a pagare somme per la negligenza del Comune. Noi voteremo per senso di responsabilità e per dare risposte alla città».

Guido Siragusa (Udc), che ha studiato approfonditamente il problema, spiega ai colleghi che esistono situazioni e storie diverse per le due particelle catastali dove insistono gli immobili e le vie Pio X e Lituania. Anche lui è del parere che a prevalere debba essere l’interesse collettivo. Non crede infine all’esistenza di negligenze o abusi amministrativi. «Il nostro compito – conclude – è quello di risolvere il problema. Per ora facciamo la dichiarazione di pubblica utilità ed il passo successivo sarà quello dell’esproprio”.

Gallo sostiene che debba farsi una riflessione sugli errori fatti nel passato. Insiste sulla necessità di verificare tutte le aree di pertinenza degli altri condomini ed accertare se siano state rispettate le convenzioni. “Chi è pagato per fare un lavoro – continua Gallo – lo deve fare bene. Quando paga il Comune, non è l’ente che paga, ma siamo noi cittadini».

Dopo un intervento chiarificatore dell’architetto Galanti, si passa alla votazione dell’atto. Presenti e votanti 19 consiglieri. Voti favorevoli 19. Una buona seduta, un buon risultato.


Autore : Nello Lombardo

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