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Corriere di Gela | Il governo del risanamento distrugge la cultura
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notizia del 23/07/2012 messa in rete alle 22:23:40
Il governo del risanamento distrugge la cultura

Qualche anno fa ci scandalizzammo quando il ministro Brunetta disse che il cinema era inutile e bisognava chiudere i rubinetti ai “cinematografari”. Ma Monti e il suo governo “illuminato” si sono superati e sempre in nome di quel risanamento del Paese che vanno sbandierando come una “guerra santa”, continuano a infierire su tutto e tutti. Ora nella falce mortale del “feldmaresciallo” Monti, grazie alla “spending rewiew”, sono caduti nella rete dei tagli la sanità, la cultura, gli enti di ricerca. E questo ci indigna e ci sembra osceno. Così come oscena è la soppressione dell' Icbsa (Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi), ovvero l'ex Discoteca di Stato che, fondata nel 1928, conserva 500.000 reperti sulla storia del nostro Paese. Un patrimonio inestimabile di dischi, foto, registrazioni, supporti audiovisivi; insomma davvero la memoria del nostro Paese.

Il mondo della Cultura è ovviamente indignato per questo nuovo grave colpo che gli viene affibbiato indiscriminatamente, e già si raccolgono firme e petizioni per fermare la disgregazione di questo istituto. Fra i primi a gridare al grave pericolo di smembramento di una così importante istituzione è stato Renzo Arbore, ma anche altri musicisti, registi e artisti delle varie discipline si stanno mobilitando. Davvero pensiamo che questo governo dei professori, in realtà tanto gretti, ignoranti e insensibili, stia superando la misura, credendo di potere fare il buono e il cattivo tempo. E davvero ci viene spontaneo chiederci se siamo ancora in Democrazia o la stretta oligarchia di questi “tecnocrati” non rappresenti oggi una velata dittatura, dove il cittadino deve sempre e comunque obbedire per non finire al “muro”. Tornando quindi all’Icbsa ci preme sottolineare come questo straordinario istituto sia già stato segnalato dall’Unesco come “luogo privilegiato” nel progetto “La Memoria del Mondo”, e come la chiusura dello stesso segnerà la fine di importanti e prestigiose collaborazioni con enti ed università internazionali. Ancora l’Istituto in questi ultimi anni ha anche garantito il Deposito Legale dei beni sonori ed audiovisivi (L. 106 del 2004). Insomma siamo davvero davanti ad una situazione grave dalle conseguenze imprevedibili. Quando anche la memoria e le radici di una nazione sono messe al bando, siamo già alla barbarie. D’altronde, bisogna pure dire che la chiusura dell’Icbsa rappresenta un pericoloso precedente e ci dice come altre importanti istituzioni culturali domani potrebbero essere perentoriamente chiusi per decreto. Certo, preoccupa anche il fatto che in tutto questo, nel nome di un ipocrita “senso di responsabilità”, nessuna voce si sia sollevata dai partiti a difesa del nostro patrimonio storico, a conferma di quanto sia distante “la stanza dei bottoni” dal mondo reale del Paese.


Autore : Gianni Virgadaula

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