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Corriere di Gela | No-crisi, no-rimpasto, Fasulo non cambia
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notizia del 13/07/2013 messa in rete alle 22:15:19
No-crisi, no-rimpasto, Fasulo non cambia

Le due ultime sedute consiliari sembrava dovessero segnare la svolta per l’amministrazione comunale, dentro e fuori la quale negli ultimi mesi c’è stata non poca turbolenza, scoppiata con le dimissioni (poi rientrate) del segretario cittadino del Pd, Carlo Romano, e a quanto pare quietatasi con l’avvenuto chiarimento tra questi e il sindaco Fasulo, che intanto lo aveva preceduto azzerando “virtualmente” la sua giunta, volendo con questa mossa dimostrare che era disposto – qualora lo si ritenesse necessario – a modificarne l’assetto, sia con qualche esci-ed-entro sia con una meno traumatica rimodulazione delle deleghe. O con l’una e l’altra.

Sotto questo aspetto, non è successo nulla. Tutto risolto? Macchè! Il 9 e 10, due sedute consiliari, la prima di question time, ed è andata – si fa per dire – tutto liscio; la seconda con un ordine del giorno ben nutrito, conclusasi, come capita spesso, con un pasticcio tipico di questa classe politica (emendamenti approvati, di cui uno in contrasto con l’altro. E poi tutti a casa per il venir meno del numero legale. Se ne sarebbe riparlato il giorno successivo (venerdì).

Come sta la giunta Fasulo? Bene, grazie. Ed il civico consesso? In ordine sparso. I consiglieri fanno il bello ed il cattivo tempo, ma di fatto non succede nulla che possa compromettere il disegno politico del primo cittadino. Nuccio Cafà può anche ironizzare con gli assessori “congelati”, ma che congelati non sono perché continuano a svolgere le loro funzioni in maniera egregia presenziando sempre alle sedute consiliari, quasi a volere dire: “Siamo qui più vivi che morti, come alcuni vorrebbero”.

Non è solo Nuccio Cafà ad uscire dal seminato per lanciare i soliti segnali di malcontento a Fasulo. C’è anche Enrico Vella, il capogruppo consiliare del Pd, che gioca il suo ruolo di guastatore. Arriva in Consiglio quando vuole, esce dall’aula quando vuole, vota come vuole e in tutto questo suo agire vorrebbe far trasparire la sua onnipotenza. Quasi a voler dire: «Guardate, io sono il capogruppo del partito più forte (Pd – ndr) e senza di me non si va da nessuna parte». Spesso si erge a moralista, ma anche a dare lezioni di carattere amministrativo. A volte ci riesce e a volte no.

Sarebbe più apprezzato se riuscisse a tenere compatto il suo gruppo politico che non poche volte si frantuma in gruppetti d’assalto. Meno male che le fibrillazioni di questo consiglio, in sostanza finiscono con lo scalfire per nulla la compagine amministrativa. Infatti Fasulo va avanti speditamente, risponde a tamburo battente, con la presenza dei suoi assessori, a tutte le interrogazioni che gli pervengono dai consiglieri. Che dire? Tutto procede per il meglio. Che motivo c’è di cambiare, rimodulare, ridare slancio alla coalizione allargandone la compartecipazione a partiti minori? Per il sindaco, che ben vengano. Del resto ha già iniziato la rivoluzione, ossia ha già avviato la rotazione di funzionari e dirigenti incrostati da decenni in uffici da dove esercitano il loro “comando”, spesso capaci di zittire assessori deboli o incapaci di farsi valere.

«A me non interessano i rimpasti – va sempre predicando Fasulo – interessano invece elementi migliori per amministrare al meglio. Infatti abbiamo riorganizzato servizi e personale in tutti i settori». Quindi niente rimpasti. Comunque è in corso un confronto con gli assessori per arrivare a concordare insieme quale seguito dare a questa “rivoluzione” politica oltre che amministrativa. Ma cosa ci sarà di così tanto atteso? «Ci sarà il cambio delle deleghe – precisa il primo cittadino – che sto concordando con gli assessori. Con i partiti stiamo discutendo sulla loro disponibilità per ampliare la maggioranza o appoggiare i punti di fine programma. L’attività amministrativa sta andando avanti con questo rilancio».

E sulle fibrillazioni dei consiglieri Pd? C’è molta attesa da parte di alcuni di loro. «Su questi punti – è sempre il sindaco a parlare – a giorni tutti i consiglieri si pronunceranno e saranno fatti concreti, sui quali nessuno potrà più dire di pensarla in un modo o nell’altro. Occorrerà solo esprimersi se ritenersi dentro o fuori i punti programmatici indipendentemente dal fatto se il tal partito ha in quota assessori o meno. Chi ci vuole stare ci sta, chi non li accetta può anche andarsene. Faremo subito la rimodulazione delle deleghe».

Si era parlato (lo aveva anche affermato il segretario Pd Carlo Romano) di sovradimensionamento dell’ex Mpa e di uscita dell’assessore socialista Marina La Boria. Ma andiamo per ordine. Riguardo alla La Boria, che fino a qualche tempo veniva considerata fuori dalla giunta, per Fasulo sono cose da fantapolitica. «Io non ho mai parlato di assessori che vanno via – ci ribatte – o di assessori che entrano. Per me questo non è importante quanto lo sono invece i punti programmatici. Io sto andando avanti con gli assessori che mi sono stati dati da questa maggioranza e sulla base del programma che è stato condiviso da tutti».

E sentite che dice il socialista Piero Lo Nigro, sponsor politico della La Boria. «Qualcuno ha messo in campo una voce secondo cui l’assessore La Boria verrebbe sacrificata, però ai socialisti verrebbe offerto in compenso un sottogoverno. Non credo che da noi questo potrebbe essere accettato. Confermiamo in maniera assoluta sia La Boria che l’assessorato».

Ma se il sindaco dovesse chiedergli che c’è l’esigenza di una rimodulazione? “Se la ricetta che propone il sindaco – risponde Lo Nigro – mostra segnali che possono essere di miglioramento potremmo anche valutare la cosa ed analizzarla, se invece l’azione non dovesse essere per nulla proficua ad aiutare la città e i suoi problemi, non staremo a guardare”. Quando si parla di allargare la base, si presuppone che qualcuno dovrà pure fare un passo indietro. «Ma scusate – risponde Lo Nigro – perché dobbiamo essere proprio noi che siamo un piccolo partito? Ci sono partiti più rappresentativi in termini numerici». Chi, gli ex Mpa? Gli chiediamo. Risposta? Bocca cucita. Da queste dichiarazioni che raccogliamo è chiaro che il quadro generale è destinato a rimanere quello che è.

Cari consiglieri del Pd che aspirate a fare gli assessori, non avete nulla da sperare. E sicuramente continuerete a fare i guastatori, ma senza alcun risultato perché la giunta attuale va bene e tutt’al più si avvarrà di un allargamento di consensi.

Anche il Megafono, il movimento- partito di Crocetta, ora presente in Consiglio con ben due consiglieri (Trainito e Pingo) che potrebbero presto divenire 4 o 5, potrebbe facilitare il lavoro di Fasulo in questo scorcio non certo breve di consigliatura.

Per quanto riguarda l’ex Mpa – ci confida una fonte attendibile – non verranno toccati gli assessori attuali, ma forse ci sarà una rimodulazione sui vertici della Ghelas. Infine – ci informa la stessa fonte – l’ampliamento della compagine amministrativa con l’ingresso dell’Udc, è cosa passata. Concludiamo con le parole del sindaco il cui senso è pressappoco questo: Entro tre-quattro giorni, dai punti programmatici contenuti nel cilindro delle consultazioni verranno fuori le nuove indicazioni dei partiti. Cioè nulla che possa rompere le uova nel paniere – diciamo noi – e siamo certi di non sbagliare.

La Madonna d’Alemanna, che cade l’8 settembre, ha anticipato il miracolo. Per chi? Naturalmente per gli assessori in carica che dormiranno sonni tranquilli. Speriamo che Gela possa assurgere a città normale.


Autore : Nello Lombardo

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