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Corriere di Gela | Aspettando lo zio d’America
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notizia del 16/07/2010 messa in rete alle 22:15:36

Aspettando lo zio d’America

Un paio di settimane fa, in una conferenza stampa che non esiteremmo a definire storica se dovesse avverarsi il ritorno in terza serie, i fratelli Tuccio lanciarono una sfida all'intera città. Asserire che tale sfida sia stata raccolta significa fare un torto alla nostra ed alla vostra intelligenza. Rispetto al passato, gli stessi tifosi sono apparsi, stranamente, piuttosto freddi. Ai gelesi, forse, non interessa il ripescaggio in prima divisione? O più semplicemente non ci credono? La lettura non è agevole, lo ammettiamo.

Eppure, come in una fortunata fiction Rai, è spuntata anche la figura dello "zio d'america". Non stiamo parlando di Christian De Sica, ovviamente, ma di Lino Di Caro: uno che fa la spola tra gli Stati Uniti e la Sicilia ogni 4 mesi. E' un imprenditore nel settore alimentare.

L'incontro con Tuccio è già avvenuto. Così come quello tra i rispettivi commercialisti. L'ingegnere s'è detto pronto a qualsiasi ipotesi, compresa quella del passaggio dell'intero pacchetto azionario. Di Caro s'è preso qualche giorno di riflessione: è chiaro che a breve dovrà dare una risposta. Un suo ingresso nella società, anche se con quote minoritarie, non sarebbe male. Tuccio ne gioverebbe, comunque e non solo economicamente. Come ha ammesso egli stesso, l'entusiasmo mostrato da un gelese che ha saputo fare impresa negli Usa, disponibile ad investire in un progetto sportivo nella propria città natale, potrebbe rinvigorire quella voglia che il presidente ha per larghi tratti smarrito.

Sappiamo tutti come stanno le cose. Il Gela Calcio si ferma alle 800 mila euro. Sarà lo “zio d'america” a sborsare le rimanenti 400 mila, diventando socio a tutti gli effetti? Sembrerebbe troppo facile e troppo bello. Quasi una fiction. Forse è per questo che i tifosi non ci credano tanto, probabilmente da sempre preparati ad abituarsi al peggio più che al meglio. Nel frattempo, però, la possibilità del ripescaggio si fa sempre più concreta. Ci sono almeno 6 posti vacanti in prima divisione (Gallipoli, Mantova, Perugia e Rimini non iscritte, Arezzo e Marcianise non hanno presentato ricorso), a cui sono da aggiungere le incognite rappresentate dall'Ancona (in B), dalla Salernitana e dal Figline: le loro speranze, come si suol dire in casi del genere, sono appese ad un filo.

Tra le squadre retrocesse, hanno diritto Giulianova e Paganese, ma solo quest'ultima è rimasta in corsa. In seconda divisione, nella parte bassa dello stivale, Catanzaro, Brindisi, Barletta, Siracusa e Gela possono ambire: ma le due pugliesi sono in difficoltà e lo stesso Catanzaro non pare abbia risolto tutti i problemi. Al centro-nord, possono aspirare sulla carta al ripescaggio Pavia, Fano, San Marino, Prato, Bassano e Nocerina ma, anche in questo caso, l'onerosa garanzia richiesta dalla Lega Pro potrebbe favorire alla fine proprio l'ultima, peraltro tra le più attive in sede di mercato. L'occasione, qualora si concretizzi, è davvero ghiottissima. Significherebbe che, non essendosi verificato già quest'anno, la stagione ventura vedrà una rivoluzione nei tornei a cui risulterebbe interessata anche la Serie B destinata a non sostenere più i ritmi folli con cui sta procedendo - con tanto di numeri da capogiro - e, tutt'al più, ridotta a galleggiare per un altro anno al massimo.

Anche sul piano della guida tecnica, la prudenza suggerisce di attendere la risposta dell'imprenditore italo-americano coinvolto dal sindaco Fasulo e dal deputato regionale Donegani. Sarebbe inopportuno cedergli una quota azionaria, figuriamoci l'intero pacchetto, estromettendolo completamente dalla decisione sull'allenatore e, quindi, vincolandolo anche su questo aspetto oltre che solo all'esistente parco giocatori sotto contratto. Ma i tempi sono strettissimi. Si vociferava di un riconfermato Provenza in caso di ripescaggio in prima divisione, ovvero di un gelese d'adozione come Fofò Ammirata a valorizzare soprattutto i giovani in caso di seconda divisione. Indiscrezioni che non ci hanno mai convinto.

Nulla, innanzitutto, esclude che Ammirata possa allenare anche in prima divisione, sebbene provenga da un'esperienza non proprio positiva con il Real Marcianise: ma sappiamo anche, per un altro verso, com'è andata a finire da quelle parti (leggasi fallimento). La nostra impressione è che la proprietà sia stata dibattuta tra i due, a prescindere dalla categoria e dal campionato che si dovrà affrontare.

Il favorito al ballottaggio è indubbiamente Provenza, ma finché non sarà ufficializzato il tutto, l'alternativa Ammirata rimarrà in piedi. In ogni caso, si dovrà decidere prima di partire per la volta della Sila, a Moccone: il che avverrà il 23 luglio (rientro il 14 agosto) e non a fine mese. Nel ritiro calabro, ci saranno tre abbondanti settimane di tempo per provare a preparare una squadra che affronti dignitosamente il primo impegno ufficiale rappresentato dalla Coppa Italia Lega Pro, il cui inizio è previsto per l'appunto a ferragosto. Sono 13 i gironi, di cui uno a 3 squadre. Dopo il 15 si giocherà il 18 ed il 25 agosto, nonché l'1 e l'8 settembre. Saranno 21 le squadre che passeranno alla fase finale: le prime classificate nei 13 gironi e le 8 migliori seconde nei dodici gironi a cinque squadre. (Nella foto il portiere Nordi)


Autore : Filippo Guzzardi

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