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Corriere di Gela | Gela, assalto alla capolista
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notizia del 23/12/2006 messa in rete alle 22:13:22

Gela, assalto alla capolista

“L’aspettavamo da settimane, è la gara più importante del girone d’andata per noi. Vogliamo battere la capolista, daremo il massimo per un successo, ma occorre l’apporto del pubblico”. Queste le dichiarazioni di Alessandro Grando (nella foto), terzino del Gela, sulla partita-clou del prossimo turno di campionato, su una sfida che potrebbe consacrare il team di Sorbello, riaprire i giochi per la vetta della classifica e al contempo riportare sugli spalti un pubblico caloroso e incisivo dopo settimane, anzi mesi, caratterizzate da un flebile sostegno.
Per quanto riguarda l’ultimo aspetto, nutriamo pochi dubbi: al Presti tornerà il tifo assordante, gli ultras della curva hanno annunciato una coreografia spettacolare, degna dei tempi migliori, e la disputa dell’incontro a ridosso della vigilia di Natale dovrebbe favorire un’affluenza notevole, e non sorprenderebbe il tutto esaurito sugli spalti. Dal punto di vista tattico si affrontano due squadre che vivono un momento simile nel rendimento e nei risultati conquistati: il Sorrento ha ottenuto sei punti nelle ultime quattro gare a differenza del Gela che ha ottenuto un punto in più. Entrambe appaiono inoltre in leggera flessione, e le rivali sembrano aver ormai compreso certi schemi e meccanismi eseguiti in campo dalle due compagini.
A far pendere la bilancia del pronostico favorevole verso i padroni di casa contribuisce il terreno di gioco: il Gela in casa è un rullo compressore, con sei vittorie e due pareggi in otto gare, mentre in trasferta il Sorrento ha ultimamente sofferto più del dovuto perdendo gli ultimi due incontri giocati lontano dalla Campania, in favore di Melfi e Monopoli. Non solo, ai rosso-neri mancheranno ben tre centrocampisti per squalifica, e due di loro sono pilastri dell’undici titolare, complicando così i piani del tecnico avversario.
Ma sarà importante anche l’approccio alla gara: “Partiremo subito aggressivi, evitando l’iniziale fase di studio che un po’ tutti s’aspettano. Dovremo sorprenderli con la nostra grinta, e d’altro canto in casa, eccezion fatta per l’ultimo impegno contro la Pro Vasto, abbiamo sempre pressato l’avversario sin dal primo minuto”. Grando avrebbe dovuto saltare l’avvincente sfida contro la matricola campana, qualora avesse scontato regolarmente i tre turni di squalifica ingiustamente inflittegli dal giudice sportivo, ma la dirigenza ha presentato ricorso, ottenendo lo sconto di un turno e restituendo a Sorbello una pedina fondamentale per la sua squadra. Per il terzino di proprietà del Genoa, giunto in prestito in Sicilia, è una gran soddisfazione: “Era un ingiustizia la mia squalifica, anzi, oserei aggiungere anche l’espulsione subìta ad Andria, mi aspettavo solo un cartellino giallo. Poi l’arbitro ha pure mentito su quanto annotato nel referto, e quest’ultimo aspetto fa male, io non voglio pensare ad un accanimento nei confronti della mia squadra, altrimenti è meglio che questo sport chiuda immediatamente.
Però avverto strane e fastidiose sensazioni. Al di là di questo, ciò che conta risiede nel fatto che, dopo la squalifica, possa rientrare in una gara quasi decisiva per il campionato del Gela, soprattutto per capire se possiamo ambire a traguardi prestigiosi”. La squadra parla di salvezza, il direttore generale Zappalà dichiara pubblicamente che l’obiettivo è il salto di categoria. Una contraddizione che rischia di confondere i tifosi. “Non so perché il direttore dica così, probabilmente lui crede molto alla C1. Non nego che anche noi giocatori ci facciamo un pensierino, però l’obiettivo prioritario resta la salvezza”. E proprio alla permanenza in C2 sembra puntare il Gela quando scende in campo in trasferta. Poca spregiudicatezza, si punta innanzitutto a contenere l’avversario per poi eventualmente imbastire un azione offensiva che possa infliggere un duro colpo ai padroni di casa. Ma a Celano i biancazzurri avrebbero dovuto osare con maggiore convinzione, e sebbene abbiano prodotto qualche occasione da gol, soprattutto con Cirillo che ha colpito un palo nel finale, è pur vero che hanno rischiato il ko con un rigore fallito dall’abruzzese Giacalone a quindici minuti dalla conclusione del match. Anche Grando è d’accordo sulla mezza delusione provocata dal risultato di Celano. “Io non ero in campo, e non è facile giudicare l’andamento della gara, però è vero che a Celano avremmo potuto fare di più. Io e i miei compagni siamo rimasti scontenti del risultato, e questo ci stimolerà ancor di più in vista dell’incontro con il Sorrento”.
Abbiamo già evidenziato l’assenza nella capolista degli squalificati Marciano, Teta e Ottobre, e soprattutto quest’ultimo è l’elemento più importante del centrocampo rosso-nero. Teta è una riserva, Marciano è un altro titolare molto rilevante, e sarà sostituito dal giovane Maiorano, al posto di Ottobre sarà ripescato l’eterno Gennarino Ruotolo, ripartito, a quarant’anni, dalla squadra della sue città dopo gli splendidi stagione disputate a Genova e Livorno. Rientra inoltre, dopo la squalifica, il trequartista Russo. Nonostante i problemi a centrocampo è l’attacco però a far paura, con l’ex stabiese Sibilli, con l’esperto Rastelli (anch’egli in A e B per tanti anni con Napoli, Avellino, Reggina e Lucchese) e soprattutto con lo spauracchio Ripa, ventun’anni, sin qui autore di quindici gol in sedici gare di campionato. Ma dietro il miracolo-Sorrento, oltre alla competenza della dirigenza, v’è il lavoro del bravissimo e giovanissimo (classe ’71) tecnico Renato Cioffi, in passato una fugace esperienza da giocatore nella Juveterranova durante la prima stagione in C2, 96-97. Giocò due gare, fu deludente, litigò con Ammirata, rescisse il contratto dopo solo un mese, non militò più tra i professionisti, ringraziò un anno dopo il pubblico di Gela per il suo calore, si ritirò in giovane età, e la grinta e l’umiltà che lo contraddistinguono nel ruolo di tecnico gli stanno regalando risultati straordinari.
Un futuro luminoso lo attende. Per quanto riguarda Sorbello, a parte il solito Omolade, per sua fortuna avrà tutti a propria disposizione, compreso ovviamente Grando, al quale Fabbro farà posto. E proprio a Grando chiediamo il perché del suo arrivo a Gela, dopo esser stato riserva nel Genoa in C1 nella passata stagione. “Quando due anni fa militavo nella Reggiana ho subìto un brutto infortunio, a Genova ho giocato poco, e pertanto avevo bisogno di un club che mi garantisse una presenza in campo continuativa. Qui a Gela ho avuto delle garanzie ben precise, mi trovo bene, e ho legato con tutti. Siamo un gruppo unito, possiamo ottenere grandi risultati. Ma il pubblico deve aiutarci”.


Autore : Paolo Cordaro

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