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Corriere di Gela | Emanuele Scicolone (Cgil): “Non c’è sviluppo senza infrastrutture”
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notizia del 19/03/2004 messa in rete alle 22:12:37

Emanuele Scicolone (Cgil): “Non c’è sviluppo senza infrastrutture”

Si prevede che nel 2010 l'area mediterranea diventerà un'area di libero scambio Euro-Mediterranea con oltre 600 milioni di persone, 40 paesi con uno scambio
commerciale intra-area pari al 60% del totale.
I prossimi anni si riveleranno decisivi per lo sviluppo economico della Sicilia e del nostro territorio che grazie alla sua posizione geografica potrebbe diventare il naturale interlocutore dei paesi del mediterraneo e del Nord Africa in particolare. Lo si va predicando ai quattro venti da parte di tutti i nostri rappresentanti politici, però sino ad ora ben poco si è fatto per creare le condizioni di uno sviluppo e di un punto di riferimento per i Paesi rivieraschi. Guardando il problema dal punto di vista nazionale sicuramente c’è la necessità di avviare rapporti di natura economica, culturale, finanziaria, industriale con un grosso mercato quale potrebbe essere quello dei Paesi del mediterraneo. Studiosi ed economisti sono concordi nell’affermare che si realizzerà una trasformazione epocale a seguito dell'integrazione con i paesi del Nord Africa dove si registrerà l'innalzamento del reddito dei popoli interessati e forse potremo assistere ad un’accelerazione del processo di pace tra l’Europa e l’Africa per la caduta di barriere culturali e razziali.
La Sicilia è destinata a divenire uno snodo essenziale nel rapporto tra Nord Africa ed Europa e Gela in particolare potrebbe giocare un ruolo importante per la sua posizione di testa di ponte.
Nella prospettiva della data del 2010 occorrerà da parte del governo siciliano rimboccarsi le maniche e favorire le condizioni per lo sviluppo del turismo, puntare sulla ricerca ed l’innovazione tecnologica, valorizzando l’industria agroalimentare, mantenendo e potenziando i poli industriali e soprattutto investendo sulle infrastrutture. Il sindacato ed in particolar modo la Cgil consapevole che il nostro territorio non può arrivare impreparato a quella data, ha lanciato una piattaforma per il rilancio produttivo del comprensorio. Per saperne di più abbiamo incontrato presso la Camera del Lavoro il segretario Emanuele Scicolone al quale abbiamo posto alcune domande alle quali ha risposto volentieri.
– Scicolone nel documento che avete diramato sottolineate la necessita di intervenire sulle infrastrutture. Vuole spiegarci quali sono le vostre proposte?
“Si. Le infrastrutture sono fondamentali per lo sviluppo di un territorio, anzi determinanti per rendere più produttive le aziende che vi operano. Un’area non competitiva è condannata a rimanere un’area di sottosviluppo. Occorre quindi accelerare tutti i processi che portano all’ammodernamento delle infrastrutture esistenti. Consideriamo un’offesa a questo territorio il fatto che vengano finanziati sempre i lotti che partono da Siracusa ed è una miopia politica perché in quest’area insistono delle condizioni che non meritano simile trattamento. Basti pensare come i nostri prodotti non riescano a raggiungere i mercati in tempo utile perché ci mancano le strade. Abbiamo una strada Gela-Catania a collo di bottiglia, una rete ferroviaria obsoleta, mentre a pochi passi abbiamo importanti mercati, quelli di Vittoria ed un aeroporto vicino, quello di Comiso, condizioni favorevoli per lo sviluppo di quel territorio. Se non riusciremo a determinare nuove condizioni, noi rimarremo a piedi e tagliati fuori”.
– Al di là queste priorità che voi ritenete essenziali, c’è dell’altro che va valorizzato?
“Riteniamo che vada ristrutturato il porto rifugio che fa spendere miliardi su miliardi per via del suo continuo insabbiamento. Va creata una progettazione dell’interporto e va chiusa la scorrimento veloce Caltanissetta Gela collegandola con il raccordo Gela Siracusa. Queste le priorità del nostro territorio per essere inserito nel circuito nazionale e regionale ed aggiungo che è nostra intenzione batterci perché Gela sia candidata dal governo regionale tra i siti da inserire nel piano europeo dei trasporti perchè il porto di Gela è baricentro per tutte le navi che transitano nel canale di Sicilia”.
– Non ritenete che si debba fare qualcosa anche per il problema delle risorse idriche insufficienti alla bisogna?
“Anche qui non è concepibile pensare allo sviluppo se mancano le risorse primarie come l’acqua. A tal proposito voglio sottolineare che è necessario realizzare interventi strutturali per un ciclo integrato delle acque e precisamente mi riferisco al rifacimento della rete idrica, al raddoppio del biologico, al potenziamento del biologico di Macchitella, alla manutenzione straordinaria del dissalatore, interconnessione tra le dighe e collegamento con il biologico, disinterramento della diga Comunelli, completamento della rete di canalizzazione. E’ vergognoso che una città come Gela che produce acqua anche per i Comuni vicini, debba essere costretta ancora a subire il torto di vedere uscire dai rubinetti acqua non potabile”.
– Sull’Eni, sui suoi impegni futuri, sulla politica di dismissioni, sul potenziamento, sul disinquinamento, come la pensate?
“L’Eni da questo territorio ha tratto molti benefici, ed è una fatto normale. Però tali profitti sono costati amari a questo territorio in termini di guasti ambientali e di costi sociali. L’Eni deve assumere come protagonista l’impegno a realizzare il polo energetico perché garantirebbe un consolidamento della chimica della raffinazione nella prospettiva dell’arrivo del metano. Un investimento riesce a consolidarsi se sarà competitiva nel mercato, altrimenti le aziende dovranno chiudere”.

– E sul recupero ambientale cosa chiedete all’Eni?
“Devo dire che questo impegno l’Eni lo sta mantenendo. C’è un piano di risanamento ambientale sul quale l’Eni sta investendo grosse somme. Questo processo è iniziato, sta andando avanti, noi vigileremo e continueremo ad attenzionarlo. Lo sviluppo al quale noi pensiamo, compreso il polo energetico è uno sviluppo ecocompatibile”.
– A parte le problematiche sopra esposte, nel vostro documento piattaforma, voi parlate anche di decentramento e potenziamento dei servizi? Vuole puntualizzare di cosa si tratta?
“Un servizio che non viene decentrato dove esiste l’utenza, costa dieci volte in più alla collettività. Quindi è prerogativa di una classe dirigente miope non realizza il decentramento dei servizi, perché poi a pagarne le spese la collettività. Un risparmio andrebbe a compensare una migliore qualità dei servizi”.
– Da cosa nasce l’esigenza di andare a rispolverare un agenzia di sviluppo come quella che esisteva fino a qualche tempo fa, come “Gela sviluppo”?
“Riteniamo che questa società consortile di sviluppo ha una ragion d’essere perchè dovrebbe raccogliere le esigenze vere di questo territorio, partendo dalle potenzialità e trasformandole in progetti esecutivi. Complessivamente mi permetto di dire che questa proposta di sviluppo che si articola nei vari settori debba trovare spazio attorno a due accordi di programma: uno per l’area di Gela e l’altro che riguarda la Regione siciliana che definisca un’area di distretto agro alimentare. Mi sia consentito di concludere con le grandi manifestazioni che in questi giorni si stanno svolgendo a Gela e altrove, promosse dall’Associazione Libera, di cui come Cgil ci sentiamo parte integrante. Dobbiamo insistere sulle problematiche della legalità, della guerra al lavoro nero, della lotta al fenomeno del racket per arrivare ad avere un territorio normale dove il cittadino, l’imprenditore, il commerciante, l’agricoltore debba sentirsi sicuro di svolgere la propria attività rischiando rispetto al mercato e non rispetto ad altri fattori come il pagamento del pizzo, la mancanza di tranquillità. Quando qualcuno afferma che dovremmo parlare molto di più di lavoro e non di legalità, continuo a dire che parlare di legalità è esattamente il modo migliore per parlare di lavoro. Lottare per contrastare le forze criminali e mafiose del nostro territorio, significa lottare perché si liberino energie e quindi sviluppo”.


Autore : Nello Lombardo

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