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Corriere di Gela | Trufolo e i liberali
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notizia del 06/03/2005 messa in rete alle 22:11:54

Trufolo e i liberali

Il 27 febbraio 2005 segna la rinascita del piccolo ma glorioso Partito Liberale ed il ritorno alla politica attiva di Grazio Trufolo (nella foto), un personaggio che a tale partito è rimasto sempre legato. La sua nomina a segretario provinciale é avvenuta per acclamazione.
Grazio Trufolo, 55 anni, era entrato in politica a 33 anni, esattamente nelle elezioni comunali del 1983, quando, con circa 400 voti di preferenza su 1.400 di lista, era stato eletto consigliere comunale e subito dopo era stato chiamato a ricoprire la carica di assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo, nella Giunta guidata dall'avv. Giacomo Ventura, ex socialdemocratico, passato alla Democrazia Cristiana ed oggi deputato alla Camera, per Forza Italia.
Fu proprio sotto la sua lungimirante gestione che a Gela venne organizzato, con la modica spesa di 15 milioni di vecchie lire, il 1° Carnevale gelese, cui parteciparono, con grandissimo entusiasmo, tutte le scolaresche della città (evento storico, perché segnò la fine di una balorda ed incivile tradizione, caratterizzata da scherzi pesanti e di cattivo gusto, dal lancio di uova marce, di petardi, ecc.).
Grazio Trufolo venne nuovamente chiamato a far parte dell'amministrazione comunale, guidata dal socialdemocratico prof. Vincenzo Giunta, il quale gli assegnò la delega ai Lavori pubblici. Fu il periodo in cui in città si cominciarono a realizzare le prime grandi opere pubbliche, attraverso i finanziamenti ottenuti dalla Cassa per il Mezzogiorno e dalla Regione Siciliana, con i buoni uffici del sen. Saverio Damagio, a Roma, e dell'on. Salvatore Placenti, a Palermo.
Trufolo mantenne la carica di assessore fino al 1988, permettendo al suo partito di diventare soggetto di primo piano nel panorama politico locale. Ed infatti, proprio nelle elezioni di quell'anno, il Partito Liberale triplicò i voti di lista, passati da 1.400 a 3.600. Trufolo fu un autentico mattatore, con 1.400 preferenze. Alle elezioni provinciali venne eletto consigliere, ma optò per il Comune di Gela, per continuare così la sua azione politica ed amministrativa nella nostra città (la sua opzione per Gela permise l'ingresso in Consiglio Provinciale del primo dei non eletti, geom. Rocco Giorrannello).
Nel 1990 decise di dimettersi, perché indagato per la vicenda delle cosiddette "fogne d'oro", che, successivamente, (era il 1992) porta anche allo scioglimento del Consiglio comunale, con la scusa di presunte infiltrazioni mafiose.
I due procedimenti penali si sono poi conclusi con la piena assoluzione (Trufolo rinuncia sinanco al beneficio della prescrizione, per vedere riconosciuta la propria innocenza dall'Autorità giu-diziaria). Ma da quel momento si ritira a vita privata, fino alle ultime elezioni amministrative, nelle quali è stato l'ispiratore del movimento femminile "Donne e libertà", dichiaratamente di ispirazione liberale, che ottiene 800 voti di lista.
Alcuni mesi fa, l'on. De Luca, rendendosi conto che Forza Italia non era stata capace di diventare un partito liberale di massa, ma era divenuto solo un partito di massa, nel quale il deus ex machina è l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, rompendo gli indugi, decide di rifondare il Partito Liberale, convocando, unitamente all'ex segretario, on. Renato Altissimo, il congresso nazionale, che si é celebrato a Roma il 3 e 4 dicembre. Trufolo partecipa al congresso, come semplice spettatore, ma viene travolto dall'entusiasmo di migliaia di persone di antica ispirazione liberale, per cui, seduta stante, chiede ed ottiene la reiscrizione al partito.
Tornato a Gela, Trufolo riprende i contatti con i vecchi amici ed anche con giovani che vogliono avvicinarsi alla politica, fino al 27 febbraio scorso, quando si celebra il congresso provinciale, a conclusione del quale, per acclamazione, viene eletto segretario provinciale del partito. Per Trufolo è un trionfo, che si consuma dinanzi ad una folta rappresentanza politica bipartisan, che vede fra gli ospiti il forzista on. Giacomo Ventura, il diessino on. Lillo Speziale, l'assessore Miguel Donegani, in rappresentanza del sindaco Rosario Crocetta, i capigruppo consiliari di tutti i partiti, il segretario della Camera del Lavoro Emanuele Scicolone, il segretario provinciale dell'Ugl, Franco Tilaro, il presidente dell'Asi arch. Rossano Gennuso, e molti altri.
Come leggere questo clamoroso ritorno? Sicuramente con grande interesse. Perché non è la vecchia classe dirigente che riemerge, ma è quella attuale che è irrimediabilmente destinata al tramonto, perché non si è dimostrata all'altezza del compito che gli elettori le avevano assegnato, sperando in un reale e sostanziale cambiamento, che – non c'è bisogno di essere raffinati politologi per affermarlo – è rimasto solo un miraggio. Che, come tale, è svanito nel giro poche primavere.


Autore : Elio Cultraro

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