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Corriere di Gela | L’opinione /La valanga Crocetta
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notizia del 23/07/2012 messa in rete alle 22:07:48
L’opinione /La valanga Crocetta

Ha proprio le caratteristiche di un’autentica valanga quella che da alcune settimane si sta abbattendo sul mondo politico siciliano. Migliaia di persone, molte delle quali lo conoscono solo attraverso gli organi d’informa-zione, sono scese in campo, prima per lanciare e poi per sostenere la candidatura alla presidenza della Regione Siciliana dell’eurodeputato Crocetta. Una così massiccia mobilitazione, verosimilmente, neanche l‘interessato l’aveva preventivata. Perché da ogni parte dell’isola arrivano notizie sulla nascita spontanea di comitati pro Crocetta, di cui fanno parte, professionisti, operai, giovani e donne di ogni età. Tutta gente che, stanca della vecchia classe dirigente regionale, delle sue ruberie, del suo pressappochismo e delle sue continue baruffe, ha individuato nell’ex sindaco di Gela l’uomo della possibile auspicata svolta.

Svolta che può essere perseguita solo da chi, non solo ha l’armadio personale sgombero da… scheletri, ma che, al contrario, ha fatto della legalità e della trasparenza amministrativa quel modus operandi, purtroppo, sconosciuto a molti suoi colleghi, che, però, l’ha costretto, seppur ob torto collo, a vivere blindato e sotto rigida scorta, in quanto sempre più esposto a possibili attentati. Un pedigrèe che, in Sicilia, pochi possono vantare e che lo metterebbe nelle migliori condizioni per reclamare più rispetto per la nostra terra e per il suo popolo. Che – è bene ricordarlo, specie agli immemori e/o a quanti fanno finta di non conoscere la storia italiana, specialmente quella immediatamente successiva all’unificazione ed alla scomparsa del Regno delle due Sicilie – dallo Stato italiano ha avuto solo briciole, se raffrontate alle grandi ricchezze, di cui il popolo siciliano, e quello meridionale più in generale, è stato praticamente derubato, a favore delle regioni del nord (della cosiddetta Padania, tanto cara ad Umberto Bossi ed ai suoi seguaci), che hanno visto nascere, in pochi decenni, migliaia di fabbriche (grandi e/o piccole), che hanno, di fatto, trasformato, rendendola prima ricca e poi opulenta, l’economia delle regioni del cosiddetto triangolo industriale (Piemonte, Lombardia e Liguria) a scapito delle aree meridionali, relegate a recitare solo il ruolo di serbatoio di manodopera e/o di pattumiere d’Italia, con le devastanti connesse conseguenze di carattere sociale ed umano (forzato distacco dalle famiglie d’origine per chi era costretto ad emigrare) e la contemporanea realizzazione di alcuni stabilimenti petrolchimici che, oltre ad offrire occasioni di lavoro a migliaia di persone, provocarono gravissime forme d’inquinamento atmosferico, marino e delle falde acquifere, da cui derivò la massiccia diffusione di gravissime patologie tra la popolazione, con migliaia di soggetti colpiti da varie forme di tumore, prima fra tutte quella all’apparato respiratorio.

In questo contesto si è trovata coinvolta anche la Sicilia, che ha pagato un altissimo prezzo, in termini di vite umane, specie nelle zone maggiormente industrializzate (Priolo e Melilli, in provincia di Siracusa, e Gela), le cui comunità sono state letteralmente decimate dalla grave patologia, che, nel tempo, ha provocato decine di migliaia di decessi.

Ora, proprio sulla scorta della descritta realtà della nostra amata terra, è giunto il momento di dire basta! Basta alla demagogia, basta al populismo antimeridionalistico, di cui continuano a macchiarsi uomini delle istituzioni democratiche, con la negazione finanche dei più elementari e sacrosanti diritti del popolo siciliano. Ma per reclamare il dovuto rispetto e la dovuta attenzione da parte del governo centrale bisogna avere le carte in regola ed essere al di sopra di ogni sospetto! E noi gelesi quest’uomo lo conosciamo bene, perché lo abbiamo visto all’opera: Rosario Crocetta, che può portare la Sicilia verso una nuova, radiosa alba.


Autore : Elio Cultraro

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