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Corriere di Gela | Il Gela tenta il miracolo
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notizia del 18/04/2005 messa in rete alle 22:08:01

Il Gela tenta il miracolo

Galliani, Zamparini, Pisanu, Berlusconi e tanti altri: tante voci alzatesi all’unisono per protestare contro migliaia di persone che provocano incidenti, sugli spalti e non, ogni settimana, uccidendo il calcio e allontanando le famiglie dagli stadi. La dura risposta (era ora!) della Figc non è tardata ad arrivare, generando una norma, immediatamente operativa, il cui contenuto dispone che in caso di lancio in campo di petardi od altri oggetti pericolosi, l’arbitro ha il potere (e in certe situazioni il dovere) di sospendere la gara, con successive decisioni disciplinari a danno della società la cui tifoseria ha determinato l’interruzione dell’incontro.
La sensazione generale è che, ancora una volta, si sia puntato il mirino sui club, anziché fare piazza pulita con i veri responsabili degli incidenti. L’Inghilterra è il paese da emulare: lì, al minimo tafferuglio, e indipendentemente dall’età (anche se minorenne) di chi lo provoca, o semplicemente al minimo insulto nei confronti degli avversari, si paga con la conduzione in carcere e possibilmente con la permanenza tra le sbarre per qualche mese. In Italia vige il principio opposto, alquanto bizzarro, della responsabilità oggettiva: Tizio lancia un oggetto in campo e colpisce un avversario o l’arbitro? Ne risponde la società; cinquanta persone aggrediscono la tifoseria avversaria picchiandoli selvaggiamente? La società paga una multa cospicua e rischia la squalifica del campo. In Italia si tende a rendere più difficili i problemi più semplici, poiché appare ovvio che un’adeguata sanzione individuale in grado di colpire pesantemente chi vede il calcio come una guerra, disincentiverebbe tali soggetti a reiterare comportamenti e atteggiamenti incivili.
Ma la Figc e la Lega dovrebbero affrontare il problema combattendo anche il marciume insito nella stessa giustizia sportiva: il giudice Carmelo Quattrocchi, responsabile delle sanzioni disciplinari per le gare di serie C, ha inflitto martedì una multa di 1500 euro al Gela e di 2000 euro alla Cavese e alla Juve Stabia, le quali si sono affrontate in un “caldo” scontro diretto che ha visto le vespe di Di Costanzo trionfare al Lamberti. In teoria nulla da eccepire, ma entrando nel merito della decisione presa dal giudice, dalle motivazioni risulta un’evidente presa in giro, veramente spudorata, nei confronti del Gela: il club giallo-rosso è stato punito per avere i tifosi lanciato dei piccoli sassi al guardalinee, colpendolo in vari punti e provocandogli testualmente “momentaneo dolore”, mentre la Cavese ha pagato cinquecento euro in più per avere i suoi tifosi determinato la sospensione dell’incontro per vari minuti, attuato inoltre una duratura guerriglia con i tifosi della Juve Stabia, insultato arbitri e guardalinee per il rigore accordato agli ospiti, provocato un piccolo incendio sugli spalti, distrutto le docce (staccate dal muro!) negli spogliatoi riservati agli ospiti. Bollettino finale: ventiquattro contusi e un poliziotto che ha rimediato la frattura del setto nasale.
Più volte abbiamo difeso la Lega da varie illazioni, dalle accuse di voler favorire la Cavese, il Manfredonia o la Juve Stabia, ma la difesa può reggere fino ad un certo punto, poiché l’evidente voglia di utilizzare due pesi e due misure nell’applicare le sanzioni disciplinari alimenta i sospetti e i dubbi sul mancato rispetto dell’etica sportiva da parte dei vertici della Lega. Anche in tal modo è possibile provocare incidenti, in quanto i tifosi gelesi, scottati dagli errori del signor Marzaloni in Juve Stabia-Gela, e shoccati dalle decisioni del giudice sportivo, nell’impegno di domani a Cava dei Tirreni potrebbero pensar male in caso d’errore dell’arbitro in favore della formazione locale, con il rischio di reagire in maniera non appropriata. Naturalmente ci auguriamo che, come sempre, il pubblico gelese mantenga un atteggiamento corretto ed elegante, una delle caratteristiche positive che lo hanno sin qui contraddistinto. Sia per la Cavese che per il Gela l’incontro sembra essere uno spartiacque decisivo ai fini del primo posto: i metelliani di Campilongo non possono più permettersi battute d’arresto, mentre il Gela deve cercare il successo e approfittare, come ha fatto la Juve Stabia, del momento-no dei locali (soltanto cinque punti nelle ultime sei giornate), considerato che un pari servirebbe a ben poco ai fini della vetta.
La squadra di Domenicali non sta attraversando una fase brillante, e il successo maturato con il Castel di Sangro nell’ultimo turno di campionato è dovuto più al cuore e al carattere mostrato da Abate e compagni che ad altro, in quanto gli abruzzesi hanno giocato meglio, seppur con un calcio catenacciaro d’altri tempi. Ma era necessario vincere, e i tre punti hanno dato morale all’undici gelese, privo però di Marco Comandatore per squalifica nell’impegno di Cava. Quasi scontato l’utilizzo di Unniemi al suo posto.


Autore : Paolo Cordaro

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