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Corriere di Gela | Dello strappo in Forza Italia parla l’ex capogruppo Giudice
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notizia del 04/04/2006 messa in rete alle 22:07:11

Dello strappo in Forza Italia parla l’ex capogruppo Giudice

Non è stato un fulmine a ciel sereno, come ci ha spiegato Franco Giudice(foto) già capogruppo consiliare di Forza Italia, ma fatto sta che assieme al collega Gianfranco D'Aleo ha deciso di lasciare Forza Italia. Il loro gesto costituisce un atto di protesta verso la dirigenza provinciale, regionale e nazionale mentre si dichiarano indipendenti in Consiglio comunale.
Formalmente è stato il consigliere D’Aleo ad annunciarlo nell’ultima seduta consiliare dopo che già la settimana precedente avevano lasciato un breve comunicato alla stampa locale. Tanta amarezza per il gesto ma anche tanta delusione di tutti gli iscritti e militanti di Forza Italia all’indomani della notizia che l’on. Giacomo Ventura era stato relegato al 10° posto della lista della Camera dei deputati per le Politiche del 9 e 10 aprile. Un boccone amaro che i più, compreso il candidato Ventura, hanno dovuto ingoiare, ma non così il capogruppo consiliare di Forza Italia Giudice ed il collega Gianfranco D’Aleo, i quali hanno manifestato tutto il loro disappunto accompagnato da tanta amarezza per il fatto che la città non è stata presa nella giusta considerazione dai dirigenti di Forza Italia.
Mentre il documento ufficiale di dichiararsi indipendenti e le motivazioni sono state pronunciate da D’Aleo in Consiglio comunale, abbiamo voluto ascoltare l’ex capogruppo di Forza Italia al cellulare di ritorno da una gita con gli studenti giovedì scorso.
– Ingegnere Giudice, lei manca da Gela da una settimana. Ha appreso che il suo collega D’Aleo ha comunicato le dimissioni congiuntamente alle sue in Consiglio comunale?
"Certo, le abbiamo scritte insieme qualche giorno prima ch’io partissi".
– Quali le motivazioni del vostro abbandono di Forza Italia?
"La nostra è la constatazione del fallimento di tutti i partiti e di tutti i leaders di Gela sia di centro sinistra che di centro destra, i quali non hanno saputo determinare candidature in posizione tale da potere uscire eletti. Questa delusione ed amarezza diventano ancor più forti per me e Gianfranco perché noi avevamo un deputato eletto a suon di voti e che il partito locale, regionale e nazionale ha annientato relegandolo alla decima posizione dove non esiste alcuna certezza di elezione. Non credo che la quinta città della Sicilia non meritasse una rappresentatività. La situazione attuale è che non avremo più persone che potranno adeguatamente difenderci non avendo più alcun deputato di riferimento.
La nostra lotta è contro questo tentativo di ricondurre di nuovo la politica di Gela all’ascarismo peggiore di ricorrere a punti di riferimento esterni a Gela. Saremo costretti in tal modo a rivolgerci a soggetti politici di altre città. Con ciò non voglio pensare che altri deputati non gelesi non ci ascolteranno, ma sicuramente non è la stessa cosa. Gela meritava una rappresentatività con persone proprio del territorio. E’ da dodici anni che con passione e coerenza milito e mi batto con Forza Italia assieme a Gianfranco D’Aleo, e con me tanti altri amici. Ed ora questo partito vuole umiliare il nostro patrimonio, precludendo la possibilità di ciò che si sarebbe potuto fare con un nostro rappresentante al parlamento nazionale in termini di risposte alle problematiche che in decenni il centro sinistra non è riuscito a dare".
– Ma l’on. Ventura non ha gradito questa vostra presa di posizione.
"Lo ha chiarito con sue dichiarazioni, ma per noi sono incomprensibili. Le nostre dichiarazioni sono state tutte a difesa del territorio innanzitutto e della deputazione di centro destra senza distinzione di candidato. Qui non è in ballo il problema Ventura, Giudice, Tizio o Sempronio. Con la nostra azione abbiamo reso evidente un malessere ed una umiliazione subita. Io dico che dovrebbero ribellarsi i consiglieri e persino i partiti di sinistra, perché neppure da quella parte hanno cercato di imporsi per fare emergere uomini del nostro territorio. E ciò è umiliante. E’ inconcepibile inserire nella lista nostri rappresentanti dietro uomini neppure conosciuti. Come interpretare questo messaggio se non come un disinteresse e poca considerazione verso i leader del nostro territorio?".
– Il vostro è un addio definitivo?
"Sicuramente siamo alla ricerca di una prospettiva che veda il centro destra emergere nella nostra città e che si proietti nel futuro con un progetto di governo e di sviluppo del nostro territorio. Questo è un momento delicato e lo comprendono tutti. Tanto che ci stanno cercando specialmente quelli che lavorano per aggregare anziché disgregare. E’ il tentativo di volere ricostruire nel prossimo futuro una prospettiva che veda il centro destra di nuovo protagonista di un progetto coerente con i bisogni della città". – E’ ipotizzabile un rientro nella prospettiva delle prossime elezioni regionali?
"No allo stato attuale non posso dire altro".
– E’ ipotizzabile che la vostra uscita da Forza Italia sia da collegare a screzi o dissensi con la deputazione o con il partito a livello locale o provinciale?
"Riguardo alla deputazione no, ma riguardo al partito a tutti i livelli regionale e provinciale oltre che nazionale sicuramente sì. Certamente c’è stata poca attenzione per il deputato locale. Ci sono stati gruppi e contro gruppi che alla fine hanno giocato contro la città anziché costruire e andare avanti alla ricerca delle migliori rappresentatività e soluzioni del territorio".
– Il maggior cruccio è per il partito a livello locale?
"Assolutamente no! E’ il partito a livello regionale e nazionale che ha fatto le liste, decidendo uomini e posizioni. E’ il partito regionale è quello che ha le maggiori responsabilità di questa forte defezione e l’attore principale nella scelta".
– Non è stato un voltafaccia il vostro, nel momento in cui si richiedeva più compattezza e coesione?
"No. Il voltafaccia alla città lo ha fatto il partito regionale che se n’è infischiato della nostra rappresentanza parlamentare. Non so se a livello provinciale ci sia stata qualche azione a protezione della deputazione locale. Io ne dubito. Credo che la nostra città sia stata tradita a Palermo. Noi consiglieri comunali e personalmente il sottoscritto, in qualità di capogruppo, circa tre settimane fa in tempi non sospetti e prima che fosse resa pubblica la lista, ho scritto un documento a sostegno di una candidatura forte che desse visibilità al nostro territorio e quindi confermando il nostro deputato Ventura. Ho raccolto le firme dei consiglieri comunali. Non c’è stato il cento per cento dei consensi ma quasi tutti l’abbiamo firmato. Abbiamo inviato il documento a Berlusconi, Bondi, Alfano e Miccichè, motivando il fatto che il territorio resta scoperto dal punto di vista del centro destra. Questa nostra richiesta è stata totalmente disattesa e quindi a tradire è stato il partito cui abbiamo dato lustro per oltre dodici anni. Lasciare è stata una dura decisione che ci lascia tanta amarezza. Quello che non capisco è il perché di queste reazioni che ci sono a livello locale e che sono irriconoscenti a chi ha dato molto non solo ai candidati personalmente e al partito in senso generale".


Autore : Nello Lombardo

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