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Corriere di Gela | Il Consiglio già stecca alla prima
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notizia del 22/06/2007 messa in rete alle 22:00:07
Il Consiglio già stecca alla prima

Anche se non all’ordine del giorno, perché questo era stato già stilato dal presidente uscente Pino Federico, un po’ tutti attendevano che il sindaco Crocetta forte dei suoi 35 mila voti andasse in aula ed annunciasse i nomi degli assessori della sua giunta bis. Crocetta c’è stato in aula, ma evidentemente quello che pensava di fare deve essergli andato storto all’ultimo momento. Inoltre ha comunicato ai consiglieri l’inconveniente che si sarebbe creato nel momento in cui i consiglieri nominati assessori avrebbero dovuto dimettersi e contestualmente avrebbero dovuti essere presenti quelli in scorrimento della graduatoria. Si sarebbero determinati dei vuoti. Pertanto ha preferito rinviare il tutto alla prossima settimana quando il quadro complessivo si sarebbe delineato. Quindi niente annuncio. Se ne parlerà martedì prossimo, data in cui è stato aggiornato il consiglio. Margherita ed Italia di mezzo hanno finito per mandare all’aria tutto. I veri retroscena non sono balzati agli occhi dei presenti. Centro sinistra, presidenza del consiglio e sindaco hanno cercato di minimizzare di fronte alle proteste e all’attacco feroce di Pino Federico perché si è deliberato di rinviare di una settimana la seduta perché il centro sinistra non ha trovato ancora l’accordo sulla composizione della Commissione elettorale. Si è voluto far passare per problema tecnico (nomina delle commissioni comunali) quello che invece era è un problema politico. Ancora martedì sera si registravano le fibrillazioni di Margherita e un po’ meno di Italia di Mezzo. La Margherita nonostante avesse avuto nominato il suo assessore (Giuseppe Fava) non si riteneva ancora soddisfatta e per bocca del suo segretario Renato Cassarà denunciava che gli accordi erano stato traditi. La seduta è stata caratterizzata da una presa di posizione compatta di tutto il centro destra a nome del quale ha parlato Federico.
Ma andiamo per ordine. La seduta di martedì 19 giugno scorso ha avuto inizio con qualche quarto d’ora di ritardo.
Espletate le formalità di rito, è stato invitato a prestare giuramento il consigliere Grazio Trufolo che non lo aveva fatto nella prima seduta di insediamento del Consiglio. In quell’attimo si sono registrati forti tensioni e voci di protesta tra il pubblico dove si sono fatti vivi ancora una volta alcuni lavoratori dell’ex EMI. “Vogliamo i nostri soldi che sono lavorati – si gridava – venditi le proprietà e ci paghi.. Se sei stato eletto devi ringraziare i lavoratori dell’Emi”. E’ dovuto intervenire il presidente Giuseppe Di Dio energicamente e rivolto al pubblico ha invitato tutti a rimanere composti pur riconoscendo validi i motivi del loro disappunto. Subito dopo avere letto la formula di rito del giuramento, il consigliere Trufolo si è recato al suo posto mentre il consigliere di Italia di Mezzo Fabio Collorà chiedeva la sospensione della seduta per un quarto d’ora perché si trovasse un accordo sulla composizione della Commissione elettorale. Nel frattempo il consigliere Santino Giocolano annuncia che assieme al consigliere di “Tutti per Gela” Carmelo Susino hanno costituito un gruppo misto. Dopo una mezz’ora e passa si rientra in aula per la prosecuzione dei lavori. Nulla di fatto. Non c’è stato accordo. Prende la parola ancora una volta il consigliere Collorà e propone il rinvico dei lavori a martedì 26 giugno prossimo per le ore 20,30. A questo punto proteste dagli scranni del centro destra. Chiede subito di parlare Pino Federico.
“Siamo al solito gioco – dice l’ex presidente del Consiglio - voi avete il dovere di amministrare e non ne siete capaci. Non potete rinviare i lavori solo perché non vi siete messi d’accordo per due nominativi. Sono passati 35 giorni e non avete ancora formato la giunta aggiungendo ritardi su ritardi per governare questo territorio. Non si può indugiare ancora. Parlo a nome di tutto il centro destra e del gruppo misto. Vi coincediamo ancora qualche ora per mettervi d’accordo. Siamo disposti ad aspettare ancora. Ma cercate di non rinviare di giorni e giorni. Intanto dichiariamo di essere contrari al rinvio di una settimana”. Interviene quindi il consigliere capogruppo dell’Udc Enzo Cirignotta.
“ Si comincia male – afferma - Noi siamo d’accordo con Federico perché non è possibile continuare negli attendismi. C’è una città che aspetta l’inizio dei lavori del Consiglio comunale. Sono del parare che bisogna proseguire nei lavori e arrivare alla composizione della Commissione elettorale. La città non può aspettare che voi vi mettiate d’accordo. Abbiamo il dovere di andare avanti e che il sindaco presenti alla città la sua giunta”.
Anche il consigliere più votato di Forza Italia Gaetano Trainito manifesta tutto il syuo disappunto per “lo spettacolo stucchevole manifestato dal centro sinistra. Ancora siamo agli inizi – afferma Trainito – e già si rinvia perché non si trova accordo nella maggioranza. Non è possibile per un fatto tecnico che riguarda la nomina della Commissione elettorale mi debba sentire dire di rinviare di una settimana i lavori consiliari perché ci sono contrasti all’interno della maggioranza. Non è possibile iniziare così quando sono in ballo i grandi temi della città. Siamo anche noi d’accordo con Federico quando vi chiede di rinviare di qualche ora, ma cercate in questo frattempo di mettervi d’accordo”.
A questo punto visti gli animi accesi, interviene il consigliere-assessore Miguel Donegani che cerca di minimizzare l’episodio del rinvio sostenendo che democrazia vuole che si trovino gli accordi su fatti squisitamente tecnici e che gli attacchi, specialmente quello di Federico non sono in tono con la solennità del consiglio. Ne ha richiamato le doti di grande equilibrio e di saggezza nella conduzione dei lavori del Consiglio. Nel pieno rispetto delle loro opinioni Donegani invita i consiglieri a comprendere come sia necessario in una fase iniziale trovare tutti i tasselli per fare quadrare scelte tecniche. Nonostante l’invito alla calma del delfino del sindaco (Donegani) lo scontro verbale tra centro destra e centro sinistra continua senza soluzione di continuità.
Interviene Rocco Celona, interrotto dal presidente Di Dio perché al di là delle dichiarazioni di voto non è consentito più il dibattito. Celona si limita soltanto ad aggiungere che i consiglieri del centro sinistra stanno offrendo alle telecamere e alla città uno spettacolo indecoroso e a differenza del centro destra che ha dimostrato di sapere parlare una sola lingua e manifestare compattezza, loro invece non si sono ancora “compattati”.
Il consigliere Ds Paolo Cafà si stupisce dell’attacco di Pino Federico che è andato “sopra le righe”. Richiama all’attenzione di tutti i consiglieri tutte le volte che nella passata legislatura si sono affrontati i problemi con tanta serenità confrontando le posizioni di ciascuno, senza mai trascendere ed andare oltre. “Invito tutti ad abbassare i toni – continua l’ex assessore alla solidarietà - perché poi infine si tratta di argomenti di natura burocratica e di marginale importanza. Il confronto ed il dibattito serrato dovrà realizzarsi sui grandi temi, come le opere pubbliche, il piano triennale e così via”
A mettere fuoco sui carboni già abbastanza accesi interviene il consigliere Fortunato Ferracane che richiamando le parole di Cafà, accusa il centro sinistra di essere affetto da bulimia. Cioè mangia con gran quantità ma non è mai sazio.
Collorà fortemente risentito per certe frasi provenienti dal centro destra risponde per le rime affermando che Italia di Mezzo non ha bisogno di lezione da parte di nessuno e che loro non sono assolutamente attaccati alle poltrone come si vorrebbe insinuare e che lui a nome di Italia di Mezzo poteva a ben diritto prendersi “il lusso di rinviare la seduta a qualunque data”. Nel corso del dibattito anche il sindaco interviene sornione affermando che si registrano polemiche inutili e fuor di luogo per fatti di natura tecnico – burocratica.


Autore : Nello Lombardo

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