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Corriere di Gela | Un Gela dal volto nuovo
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notizia del 03/12/2007 messa in rete alle 22:00:48

Un Gela dal volto nuovo

Rilassato o ben carico, il tifoso gelese presente domenica al Ceravolo di Catanzaro o fermatosi in Sicilia per ascoltare la sfida in radio, avrà avuto un lieve malore nell’apprendere, a pochi minuti dal fischio d’inizio, la formazione che Sanderra s’accingeva a mandare in campo. Una squadra parzialmente rivoluzionata, con ben cinque cambi rispetto all’undici-base, una scelta peraltro adottata nell’ambito di una gara particolarmente difficile. Dentro Perrotta, Orlandi, Palma, Ambrosecchia e Mento, fuori Bucolo, Zahalka, D’Aiello,
Lo Piccolo e lo squalificato Enzo Berti. Cosa sarà mai frullato nella testa di Sanderra, solitamente restio a cambiare modulo di gioco ed undici titolare? Avrà deciso questo per dimostrare a qualche giocatore, cullatosi del posto fisso in squadra, che in questo Gela non ci sono titolari e riserve, oppure, su pressione della dirigenza, avrà voluto mettere in vetrina qualche elemento per favorirne un eventuale cessione in vista del mercato di riparazione? A prescindere dalla motivazione che ha indotto il tecnico ad assumersi una responsabilità talmente elevata, al tirar delle somme, per quanto visto in campo, ha stravinto lui. Gela ordinato in fase di contenimento e pericoloso in avanti, con Franciel, (nella foto con falconieri), Ike ed Omolade costantemente attivi e alla ricerca del gol.
Trovato il vantaggio su calcio di rigore trasformato dall’indispensabile brasiliano, il Catanzaro raramente è riuscito nell’intento d’impensierire Orlandi, trafiggendo il portiere biancazzurro ad un quarto d’ora dalla fine con un calcio di punizione dal limite. Il Gela meritava i tre punti, e se Omolade, tanto attivo quanto sciupone, non avesse fallito una colossale palla-gol, in settimana avremmo certamente festeggiato l’abbandono della zona play-out. Il club del presidente Angelo Tuccio rimane invece impantanato nei bassifondi della classifica, ma il calendario può fornire una mano d’aiuto con tre gare casalinghe nelle prossime quattro giornate. Sfide non insormontabili, e per aver ragione degli avversari Sanderra adesso sa di potersi affidare a più elementi.
I cinque “intrusi” di domenica hanno infatti offerto un rendimento altamente positivo: Orlandi si è mosso bene tra i pali ed è quasi certa la partenza a gennaio di uno tra lui e Zahalka, poiché la società non può reggere lo stipendio di due portieri titolari; Ambrosecchia ha confermato la notevole forza fisica di cui dispone, utile per fronteggiare gli avversari in trasferta, sebbene il terzino lucano lasci a desiderare sotto l’aspetto qualitativo; Palma ha assicurato alla difesa maggiore garanzie rispetto a D’Aiello, il quale si esprime meglio in casa dove non patisce il fattore “ambientale”; Perrotta ha corso a lungo sulla fascia destra, regalando alla squadra un contributo prezioso; e infine Mento ha eseguito a dovere l’unico compito assegnatogli, ovvero contrastare efficacemente a centrocampo gli avversari calabresi.
Ambrosecchia e Mento hanno le valigie pronte, ma cercano in tutti i modi, impegnandosi in allenamento, di convincere Sanderra a trattenerli fino a giugno. Nella stessa situazione si trovano altri elementi, quali Tedesco, Di Franco, Iannelli e Monastra. Gli ultimi tre hanno pochissime speranze di rimanere. Domenica arriva il derby, un’occasione propizia per abbandonare la zona play-out e rilassarsi un po’ dopo quattro mesi abbastanza travagliati. L’Igea Virtus attraversa uno stato di forma straordinaria, anzi, per dirla tutta, insieme al Melfi è la squadra che ha mostrato maggiori progressi negli ultimi due mesi. Si schiera in campo con il 4-4-2, è molto solida in difesa, ed è trascinata dalla coppia-gol, rivelazione del torneo, Di Cosmo-Montella. Il primo, attaccante argentino al primo anno in Italia, giunto in sordina, è attualmente capocannoniere del girone con sette reti, e ha segnato cinque gol nelle ultime quattro giornate.
Il secondo, Montella, apre invece gli spazi in favore della spalla sudamericana, ha segnato tre reti, proviene dalla “primavera” del Messina e nella prossima stagione ritornerà a far parte della rosa peloritana, ma in prima squadra. Dopo aver cercato inutilmente il salto in C1, la dirigenza dell’Igea ha cambiato progetto puntando unicamente sui giovani, affidati ad un tecnico esperto quale Castellucci. A dire il vero i dubbi sull’affidabilità dell’organico rimangono, e sebbene i barcellonesi attualmente offrano alla platea uno spettacolo piacevole, in futuro potrebbero pagare l’assenza di valide alternative in panchina. Domenica, per esempio, dovranno fare a meno del capitano della squadra e leader della difesa Alizzi, la bandiera dell’Igea, e tale defezione potrebbe nettamente favorire un Gela altrettanto forte in attacco, ma costretto dal canto suo a rinunciare ad Omolade, squalificato dal giudice sportivo per l’evitabile espulsione rimediata a Catanzaro dopo il fischio finale.
Sanderra, a differenza di Castellucci, dispone di una panchina più che valida, e potrà sostituire il nigeriano con un elemento del calibro di Vito Falconieri, sempre affidabile quando è stato chiamato in causa. Tanti gli ex in campo o in panchina: nelle fila gelesi hanno un passato recentissimo nell’Igea i vari Tamburro, Palma e Mento, ma anche Berti e Lo Piccolo hanno militato nel team messinese. Tra gli avversari invece ci sarà un solo ex del Gela: il solito Santo Matinella.
Salvo nuove follie di Sanderra, contro l’Igea si dovrebbe rivedere l’undici-base, mentre i tifosi attendono con ansia il debutto di Russiano, elemento che forse il tecnico non ritiene ancora pronto per il duro campionato italiano. In occasione del derby entreranno in funzione, per la prima volta, i tornelli per l’ingresso allo stadio, utilizzando un apposito biglietto elettronico consegnato dalla società sia agli abbonati, sia a chi acquista il tagliando ai botteghini.


Autore : Paolo Cordaro

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