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Corriere di Gela | Come vivere nel “giardino delle belle”
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notizia del 16/02/2013 messa in rete alle 21:54:57

Come vivere nel “giardino delle belle”

Ogni giorno siamo bersagliati da tante difficoltà e, ogni giorno, cerchiamo di provare a cambiare vita, il nostro destino. La maggior parte della gente ci prova e nulla più. Altri invece ce la fanno.

Mario Carbone (nella foto) era un fotografo-pubblicitario attivo a livello nazionale ed internazionale, operante in centri metropolitani ai maggiori livelli professionali. Un giorno ha deciso di passare alla parte opposta della pubblicità, lasciando tutto e diventando un contadino per trovare risposte e consigli attraverso la permacultura e l’insegnamento di Fukuoka.

Originario di Napoli, Mario Carbone intraprende nel lontano agosto 2006 l’idea di realizzare la sua isola che non c’è, il suo Giardino delle Belle che è, prima di tutto, un progetto di vita. Tre parole: natura, paesaggio, biodiversità. Il protagonista di questa storia di vita vive di ciò che produce, si dedica con infinita passione alla terra e ha realizzato un progetto che va avanti ormai da anni.

Il Giardino delle Belle si trova a pochi chilometri da Butera. Questo è il regno di Mario. Un posto in cui tutto va creato, immaginato, progettato giorno dopo giorno. Questa è la sua casa e – come tale – va curata e amata. E’ strano come un napoletano si crei un mondo tutto suo nel nostro entroterra siciliano seguendo i consigli di un maestro giapponese, Fukuoka. A detta di Mario per Fukuoka bastano 1000 mq a persona per arrivare all'autosufficienza alimentare, svincolarsi così da tutti i sistemi economici, emanciparsi dai bisogni indotti della società consumistica, dai suoi ritmi frenetici, dagli stipendi e dalla previdenza sociale, creando un piccolo orto e coltivandolo con pochissimi accorgimenti. Mario cerca di creare un luogo incontaminato, cerca di rievocare le sensazioni del poeta Virgilio, magari scrivendo le sue personali “Bucoliche”.

«Il Giardino delle Belle – dice Mario – è stato immaginato come un piccolo eco-parco contenitore di molteplici attività, un’oasi naturale dove ritrovare se stessi e la propria libertà interiore. Un luogo in cui, io e coloro che verranno, vogliamo occuparci del nostro crescere e migliorare, giorno per giorno, godere del bello della vita nel maggior rispetto possibile della natura e delle persone. Proteggere il nostro pianeta e lasciarlo, almeno in parte, cambiato in meglio, seguendo la filosofia del vivere naturale».

Sono tanti i prodotti che stanno crescendo in questo territorio, a partire da olivi, varietà di frutti e agrumi, circa cento essenze differenti appartenenti alla macchia mediterranea, ortaggi e molto altro. Mario lavora la sua terra seguendo principi e teorie, senza lasciare nulla al caso. La permacultura è un metodo per progettare e gestire paesaggi in cui l’uomo possa soddisfare i suoi bisogni primari senza difficoltà.

Come qualsiasi stile di vita ha le sue regole che devono essere rispettate: bisogna lavorare con e non contro la terra, favorire la biodiversità, pianificare gli sviluppi futuri, riflettere prima di agire e imparare dagli errori commessi.

Mario Carbone ha deciso di vivere alla sua maniera. «Sto andando in automobile da qualche parte. Una di quelle auto moderne per la quale si fatica per comprarla. Ho fatto un lavoro qualsiasi per guadagnare abbastanza per vivere con un auto, una casa, dei mobili, dei vestiti, un telefono, del cibo in tinta. Tutto per essere connesso. Mi accorgo che la mia lucina arancione inizia a lampeggiare e faccio una cosa semplice, ma talmente semplice: spengo il motore, apro lo sportello e scendo.

Cammino, così scopro a cosa servono i piedi. Mi guardo intorno e mi accorgo che ci sono moltissime traverse che portano fuori dal percorso quotidiano. Sentieri che raggiungono luoghi mai visti prima. Un mondo nuovo, reale, pieno di vita. Non mi sono trasformato, tutto era già in me, come in tutti, da sempre. La differenza è che non ho aspettato che la macchina finisse il carburante, ma l'ho spenta un po' prima». Non servono altre parole.


Autore : Greta Smecca

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