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Corriere di Gela | A Sua Santità
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notizia del 10/04/2005 messa in rete alle 21:53:58
A Sua Santità

Santità, erano le ore 18,45 del 16 ottobre del 1978, quando, dalla Loggia della Basilica Vaticana, il proto diacono, Cardinale Pericle Felici, annunciò – urbi et orbi – l’avvenuta elezione di Vostra Santità al Soglio Pontificio. Lo sgomento, che aveva percorso il mondo intero, per la prematura quanto misteriosa morte di Papa Luciani, dopo poche settimane dalla Sua elezione sul Soglio di Pietro, venne, come per incanto, cancellato dalla fumata bianca che si levò dal camino della Cappella Sistina e dal successivo messaggio che Vostra Santità, in un italiano stentato nelle mie orecchie risuona ancora quella genuina espressione, usata nella circostanza, “ se sbaglierò mi corriggerete...”), volle rivolgere alle migliaia di fedeli raccolti in Piazza San Pietro ed a centinaia di milioni di cattolici, che, in trepidante attesa, per mezzo di radio e televisioni di tutto il mondo, aspettavano di conoscere il nome del nuovo Pontefice.
In quel particolare momento, mi trovavo a Gela, città che mi dette i natali, afflitta da gravi ed annosi problemi, il più grave dei quali era sicuramente rappresentato dalla crisi occupazionale, che, dal dicembre del 1976, aveva portato all’espulsione di migliaia di lavoratori edili e metalmeccanici dall’area dello stabilimento petrolchimico Eni-Anic.
In quel fatidico giorno e proprio nel momento della Vostra elezione, mi trovavo in vico Imperia, a poche decine di metri dal centralissimo Corso Vittorio Emanuele, nell’ufficio di proprietà del prof. Luigi Santagati, che, oltre all’insegnamento nella scuola media “Paolo Emiliani Giudici”, svolgeva anche le mansioni di Agente Mandatario della Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori) e che, per ragioni di salute, era stato costretto a lasciare tale secondo incarico. Incarico che la Direzione Generale dell’Ente, su proposta dell’allora Direttore della Sede Regionale di Palermo, dott. Francesco Paolo Di Simone, aveva conferito a chi scrive.
E fu mentre erano in corso le “consegne” che, dal televisore di un’abitazione vicina, eccheggiò la voce del Cardinale Camerlengo, il quale pronunziò la formula di rito: “Nuntio vobis magnum gaudium, habemus Papam!”.
Stavo per firmare il verbale appena redatto, con il quale venivo formalmente investito dell’incarico di Agente Mandatario della Siae per la Circoscrizione di Gela. Mi fermai, per correre al balcone, per ascoltare, con la dovuta attenzione, la notizia della Vostra elezione, diffusa dalla televisione.
Con il cuore colmo di gioia e di speranza, tornai dentro, per completare le incombenze burocratico-amministrative, che si conclusero da lì a poco.
Quanto tempo è passato da quel fatidico giorno! Quanti cambiamenti sono avvenuti nel mondo, grazie all’apostolato, al pellegrinaggio e all’opera instancabile di Vostra Santità! E quante volte sono venuto in piazza San Pietro o in basilica per ascoltarVi e prendere la Vostra apostolica benedizione!
Lungi da me il pensiero di creare parallelismi tra sacro e profano, ma devo, verosimilmente, a quella casuale e fortunata coincidenza i successi che hanno accompagnato la mia nuova esperienza lavorativa. Perché, quasi dieci anni dopo, vinsi il concorso bandito dall’Ente, per la copertura di dieci posti della carriera direttiva ed entrai nei ruoli, con la qualifica di Titolare di Filiale. A questo primo successo, ne seguirono tanti altri. L’Amministrazione da cui dipendo mi ha mandato in giro per l’Italia: dalla mia amata Gela a Mantova, e da qui a Bergamo, a Pescara, a Milano, per finire nella lontana Trieste, con la prestigiosa qualifica di Direttore della Sede Regionale del Friuli Venezia Giulia.
Certamente le vicende che mi riguardano sono ben poca cosa rispetto al Ministero di Vostra Santità ed alla grandezza del messaggio, dell’insegnamento e del testamento spirituale che avete consegnato all’Umanità intera.
Il popolo di Dio, ne sono certo, conserverà il ricordo del Vostro Apostolato fino alla notte dei tempi, in attesa di poterVi ancora incontrare lungo i prati fioriti del Paradiso, dove, ne sono certo, troverete posto nel girone che ospita i Santi ed i Beati, che, in ogni tempo, furono graditi a Dio Padre Onnipotente.
In questo momento di grande sconforto per la Vostra dipartita, confidiamo nella benevolenza del Padre Celeste, perché, attraverso l’opera dello Spirito Santo, il collegio cardinalizio, che si andrà a riunire in conclave nei prossimi giorni, sappia scegliere un nuovo Pastore della Chiesa, che, con lo stesso Vostro vigore, percorra fino in fondo la strada che Vostra Santità ha già tracciato, per la salvezza del mondo.


Autore : Elio Cultraro

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