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Corriere di Gela | bimbo malnutrito? Una montatura
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notizia del 28/11/2005 messa in rete alle 21:51:44
bimbo malnutrito? Una montatura

Non è vero che il bambino gelese, figlio di una vedova quarantenne originaria di Busto Arsizio che lavora regolarmente a Gela come assistente domiciliare presso una persona anziana, era stato ricoverato quindici giorni fa all’ospedale per malnutrizione. Era semplicemente affetto da una grave patologia intestinale. Ad affermarlo non solo è la mamma che smentisce quanto era stato dichiarato ad una emittente locale dal parroco della Chiesa del Carmine padre Pippo Bentivegna, ma anche gli stessi medici del nosocomio gelese. La no-tizia nell’arco di ventiquattr’ore era stata ripresa da tutte le testate giornalistiche e dai mass media ledendo – come ha affermato il primo cittadino – l’immagine della città. Dopo le prese di posizione del sindaco e le di-chiarazioni della madre del bambino denutrito, che smentiscono quanto riportato dalla stampa, il caso si sgonfia. Il bambino è veramente malato ma non denutrito.
“Adesso chiederò il risarcimento danni – ha aggiunto ilo sindaco Crocetta – a tutte quelle testate che hanno descritto Gela come la città che non si accorge dell’esistenza di un bimbo malnutrito e non fa nulla per porvi rimedio. Tutto questo per risarcire i cittadini di Gela. I soldi che riceveremo da questa cause saranno destinati agli indigenti, compresi i contributi che dovevano andare per attività culturali al Carmine. A questo punto è giusto che le som-me da erogare andranno trasferite a questo bambino. Nessuna guerra con la Chiesa del Carmine. Ma è allucinante come uno fa uno sforzo incredibile per cercare di fare emergere il lato positivo di questa città e si lavora per cercare di demolire tutto quanto riusciamo a costruire. Occorrerebbe stare più attenti perché non si può infangare una città in questo modo. Ieri sera ho parlato col vescovo che mi ha dato la sua solidarietà e mi ha confermato che tutte le volte che noi siamo stati chiamati dalla Chiesa per dare una risposta in termini sociali, lo abbiamo sempre fatto. Ho incontrato dieci giorni fa Padre Bentivegna e mi ha parlato di un contributo per iniziative culturali perla parrocchia e non mi ha parlato né di disagi né di poveri. Questo da un lato.
Dall’altro c’è l’irrompere di una situazione in cui viene descritta una patologia da terzo mondo. Si parla di un bambino malnutrito. Mentre la mamma lavora. Ho fatto verificare all’assessorato ai servizi sociali e non risulta che quella signora abbia chiesto contributi per il suo bambino, ma per la casa e la bolletta della luce. Non ci ha mai rappresentato una situazione di disagio familiare. Le pratiche sono state istruite positivamente e verranno erogate nei prossimi giorni. Si é sbattuto il mostro e Gela nelle prime pagine dei giornali, ed ancora una volta questa città é stata descritta come il regno di ogni male”.
Tutto l’equivoco nasce dalla denuncia di Padre Bentivegna lanciata durante l’omelia ai fedeli nella Chiesa del Carmelo domenica scorsa. Il parroco Bentivegna racconta di una donna dignitosa ed onesta “che ha cercato lavoro tentando di sbarcare il lunario ottenendo il minimo indispensabile per sopravvivere. Mai bussato ad una porta per chiedere l’elemosina, mai una visita in sagrestia per ottenere aiuto dalla chiesa. Soltanto pellegrinaggi senza speranza ogni settimana presso l’assessorato ai servizi sociali che da un anno le fanno fare la spola senza darle un soldo perché non ci sarebbero fondi nelle casse per i poveri. Una società che si definisce civile – ha continuato Padre Bentivegna – non può assistere passiva e fredda a drammi come quello di una famiglia che muore di povertà, di fame e di abbandono nell’indifferenza delle istituzioni”. Parole pesanti come un macigno. L’assessore alla solidarietà sociale Paolo Cafà trasecola e fortemente preoccupato oltre che sorpreso afferma di non essere mai stato messo a conoscenza dal suo ufficio di un caso del genere.


Autore : Nello Lombardo

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