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Corriere di Gela | Uno spiraglio per la crisi. La verifica in consiglio?
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notizia del 07/07/2013 messa in rete alle 21:50:21

Uno spiraglio per la crisi. La verifica in consiglio?

Crisi politica rientrata? Si, no, forse. Si è sempre detto che le crisi politiche si sono ricomposte dopo la Madonna d’Alemanna. Sembrava strano che questa volta a fare il miracolo fosse stata la Madonna delle Grazie del 2 luglio! Il miracolo non c’è stato, ma forse qualcosa si sta muovendo, non per risolvere la crisi, ma per un indolore allargamento della maggioranza in linea con l’esperienza regionale. Per il sindaco Angelo Fasulo è improprio parlare di crisi. «Non era una crisi che è rientrata – ci puntualizza al telefono – ma il tentativo di riuscire a dare un impulso in più a questa attività amministrativa. Noi siamo partiti dai funzionari, dagli impiegati, dall’organizzazione amministrativa ed ora dobbiamo riuscire a dare qualcosa in più alla politica. Dobbiamo fare ancora parecchie cose come ad esempio allargare la base. Credo che in questo momento ci siano delle priorità, dei punti programmatici da portare avanti fino alla fine della legislatura».

Ma quali sono queste priorità? Gli chiediamo di anticiparcele. Ma lui si trincera dietro la necessità di un riserbo in quanto saranno oggetto di valutazione col segretario e con i partiti, ossia ne potrà parlare solo quando saranno condivisi da tutti. Ma entro che tempi? Ci fornisce una bella risposta che fa sperare: è questione solo di qualche giorno ancora, se non ore. Ci puntualizza che non si tratta di cambiare questo o tal altro assessore, ma solo ciò che può servire a dare una marcia in più alla compagine politico-amministrativa.

E’ una strana crisi quella che Gela sta vivendo. Ci riferiamo alla crisi politica che si è tradotta con l’azzeramento degli assessori e successivamente con le dimissioni del segretario politico del Pd Carlo Romano. Ci volevano proprio le sue dimissioni? Sembravano essere passate quasi inosservate. Invece tutti ne parlano e persino nei bar dove “sorprendiamo” alcuni consiglieri comunali (nella foto) a discutere dei possibili risvolti politici alla crisi del momento e delle dimissioni rientrate del segretario cittadino Pd. Nella settimana che si chiude, il “buon” Carlo Romano è balzato agli onori di tutte le cronache politiche. Si sono scomodati quasi tutti i suoi compagni di partito per invitarlo a desistere dal suo proposito. Determinante la riunione di lunedì scorso che è stata un atto di fede verso il segretario cittadino. C’erano il presidente del consiglio Fava, assessori, consiglieri comunali e l’on. Arancio. Qualche giorno prima si erano registrati gli atti di solidarietà del segretario provinciale Pd Gallè che ha invitato più volte ilo dottor Romano a restare al proprio posto per la preziosa opera fornita e che potrà ancora dare. Un’ovazione generale che ha così fatto fare marcia indietro al segretario cittadino. «Si è vero. Ho fatto un passo indietro ritirando le dimissioni – ci confida Carlo Romano – ma non è cambiato nulla. Io mi riferisco sempre a quel documento che ho diramato alcuni giorni fa. Voglio darmi una pausa di riflessione. E’ vero che dobbiamo rincontrarci col sindaco e con i partiti, in particolare col Megafono, l’Udc. L’idea è di allargare a quei partiti con cui idealmente condividiamo l’esperienza regionale. Il mio auspicio che a Gela si debba dare un nuovo corso all’azione amministrativa».

Per Romano non si tratta di imporre una scelta politica avanzata, ma di una necessità che sta nelle cose e ci fa un esempio: l’ipotesi di ridimensionare l’ex Mpa. Poi ritorna a parlarci delle sue dimissioni rientrate e così continua:

«Io rientro per senso di responsabilità perché non posso lasciare le cose a metà. Mi sento troppo coinvolto e dopo avere lanciare la pietra sarei un irresponsabile se gettassi la spugna. Certo devo assumermi le mie colpe se questo percorso dovesse essere perdente, anche se penso sempre in positivo. Mai come in questo momento ni sono sentito circondato da affetto e solidarietà persino dal segretario provinciale del partito Gallè, dall’on. Arancio, da assessori, consiglieri comunali, da semplici cittadini che mi incontrano per strada. Ciò che voglio ribadire è che io non voglio imporre nulla e che il risultato finale sarà frutto di una condivisione collettiva».

L’on. Arancio non usa mezzi termini quando afferma che la politica ha bisogno di uomini come Carlo Romano. E’ esplicito anche, con riferimento al documento politico del Pd firmato da nove consiglieri su dieci, nell’affermare che bisognerà «ricalcare la modalità per ricostituire il modello regionale».

«C’è poi la novità che si chiama Megafono – aggiunge Arancio – ed è giusto che si inizi a dialogare non solo con questa formazione politica che è dalla nostra parte, ma anche con gli altri partiti piccoli che hanno appoggiato il sindaco. Riguardo poi all’Mpa, nessuno chiede il loro ridimensionamento, ma solo una verifica se sono sovradimensionati. Io ho il massimo rispetto di assessori e consiglieri comunali».


Autore : Nello Lombardo

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