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Corriere di Gela | Consiglio, al Question time tiene banco la vicenda Mauro
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notizia del 08/12/2013 messa in rete alle 21:40:01
Consiglio, al Question time tiene banco la vicenda Mauro

Interrogazioni di fuoco durante la seduta di question time di martedì 3 dicembre scorso. Particolarmente critiche quelle presentate con richiesta di risposta scritta dal consigliere Peppe Di Dio.

La prima interrogazione è stata del consigliere Lo Nigro che ha chiesto chiarimenti in merito ad una notizia giornalistica secondo cui in occasione dell’anniversario dello sbarco a Gela, la Regione avrebbe stanziato delle somme. Il sindaco ha risposto che le 400 mila euro cui fa riferimento il consigliere comunale, sono un fatto interno alla Regione e che il Comune sconosce quale destinazione abbiano avuto.

Nella seconda interrogazione è stato affrontato da Di Stefano e Lo Nigro il problema della vivibilità urbana a Macchitella e nel centro storico. Macchine parcheggiate sui marciapiedi, schiamazzi notturni. Fasulo ha risposto che il problema è stato affrontato e la polizia municipale è già intervenuta con specifici servizi.

C’è stata poi un’interrogazione del consigliere Verdone riguardante gli interventi strutturali in Via Romagnoli.

Quindi Di Stefano è intervenuto sul problema dei parcheggi e sulle strisce blu, sulle macchinette dei ticket attualmente mascherate in attesa del nuovo servizio. Con un’altra interrogazione ha chiesto interventi drastici (multe!) per costringere le persone che portano a passeggio i loro cagnolini a munirsi di sacchetto e paletta perché è indecoroso lasciare sporchi i marciapiedi.

Ma l’attenzione del question time è stata focalizzata soprattutto dagli interventi di Di Dio, che con la prima interrogazione ha chiesto al sindaco come mai l’avvocato Giovanni Pitruzzella ha rinunciato all’incarico conferitogli dall’amministrazione comunale in un contenzioso tra Comune e Raffineria di Gela comunicando la sua incompatibilità solo a pochi giorni dal giudizio, tra l’altro indicando alla giunta il sostituto nel nome dell’avv. Polizzotto.

Il neoconsigliere dell’art.4 ha chiesto anche i motivi e da cosa nascesse l’incompa-tibilità. Il sindaco gli ha risposto di non trovare nulla di strano in quanto in quella indicazione non c’era stata alcuna imposizione e poi se Di Dio dovesse avere notizie di reati, non ha che da informarlo per girare tutto alla procura. Di Dio ha ribattuto di ritenere anomala questa circostanza in quanto chi dichiara la propria incompatibilità ha il dovere di astenersi dall’indicare il nome del sostituto. E infine ha aggiunto: «Ci sono voluti 4 anni per comunicare la sua incompatibilità?»

Con la seconda interrogazione, la tensione è salita alle stelle quando si è parlato di un presunto conflitto di interesse facente capo al direttore generale Renato Mauro.

Di Dio nel richiamare la vicenda legata all’iter amministrativo di cambio della destinazione d’uso dell’Albergo di Caposoprano a Rsa (Residenza sanitaria assistita), ha detto di essere venuto a conoscenza che l’ingegnere Mauro, già socio della struttura sanitaria, nella qualità di direttore generale del Comune avrebbe fatto pressioni nei confronti del dirigente ing. Nanni Costa per l’acceleramento della pratica e sbloccare tutte le autorizzazioni.

Il sindaco ha fatto presente a Di Dio che tutte le sue interrogazioni avrebbero avuto adeguata risposta scritta e che era, comunque, pronto a dire che i reati da lui elencati devono essere provati. «Lei lancia accuse senza provare alcunchè sotto forma di interrogazioni – ha replicato Fasulo –alimentando solo dubbi.

E’ probabile che lei abbia motivi di contrasti personali con l’ing. Mauro. Le assicuro che se tra la documentazione a me pervenuta dovessi riscontrare gli estremi di reato, sarò io stesso ad inviare alla procura gli atti in questione». Naturalmente Di Dio pur non dichiarandolo, ha lasciato intendere la sua totale insoddisfazione ribadendo al sindaco che se dovesse riscontrare dei reati non si rivolgerebbe sicuramente a lui, ma andrebbe direttamente in procura.


Autore : Nello Lombardo

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