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Corriere di Gela | Eni, 3 miliardi per bonifiche
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notizia del 19/03/2011 messa in rete alle 21:35:39
Eni, 3 miliardi per bonifiche

Eni esce allo scoperto in tema di bonifica e lo fa attraverso il suo Ad Paolo Scaroni, nel corso di un'audizione in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati. Sollecitato da direttive europee, l'Eni vorrebbe chiudere una faccenda – che riguarda la chimica se non altro – una volta per tutte. Nove i siti interessati: Gela, Porto Torres, Priolo, Crotone, Brindisi, Cengio, Pieve Vergonte, Mantova e Napoli orientale. La bonifica dovrebbe costare al colosso petrolifero circa 3 miliardi di euro, tenendo conto ovviamente anche degli investimenti e dei danni ambientali. “Siti ereditati da altri”, precisa Scaroni.

Quella che appare una precisazione fatta dal vertice del mangement dell'Eni, in realtà è un'avvertenza in vista dell'intesa unica da raggiungere con il Ministero all'Ambiente cui spetta il calcolo del danno ambientale. Più precisamente, l'Eni per sé e per conto di alcune società controllate tra cui, in particolare, la Syndial, in realtà ha già presentato al Ministero un'istanza per la stipula di una “transazione globale” relativa ai 9 siti, tutti d'interesse nazionale, coinvolti in interventi di bonifica e riparazione ambientale, ai fini della chiusura del contenzioso pendente. La proposta comprende la transazione globale in materia ambientale prevista dall'art. 2 del Decreto Legge n. 208 del 2008 che riguarda, fra gli altri, il sito di Gela; l'adesione ad accordi di programma già stipulati per altri siti tra cui Priolo e la definizione del pendente contenzioso civile per danno ambientale per il sito di Pieve Vergonte. Con l'istanza presentata, Eni e le controllate quantificano in 600 milioni di euro gli investimenti a carattere ambientale previsti nel piano industriale 2011-2014; ribadiscono l'impegno alla realizzazione di progetti di bonifica nelle aree di proprietà per un valore complessivo di 1 miliardo e 250 milioni di euro; si rendono disponibili al versamento al Ministero dell'Ambiente di 450 milioni di euro a titolo di contributo per gli interventi di bonifica delle aree di proprietà pubblica esterne alle aree di proprietà Eni e delle controllate; offrono la devoluzione gratuita alle amministrazioni competenti di aree industriali per favorire programmi di sviluppo dei territori interessati. Si tratta, in ogni caso, di una spesa complessiva che verrà diluita negli anni, con l'erogazione dei fondi stanziati che avverrà di pari passo con il raggiungimento degli accordi attuativi relativi ai singoli siti. Un procedimento, in definitiva, complesso che impone al Ministero dell'Ambiente la predisposizione di uno schema di transazione, dapprima sottoposto a pareri preliminari tecnico-giuridici, successivamente pubblicato da parte del dicastero ambientale, quindi esaminato in una Conferenza di Servizi a cui parteciperanno i soggetti pubblici coinvolti: ossia Regioni, Province e Comuni. Dopo la sottoscrizione da parte dell'azienda, il testo sarà sottoposto alla deliberazione finale del Consiglio dei Ministri. Insomma, siamo solo all'alba.


Autore : Filippo Guzzardi

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