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Corriere di Gela | Gela, la mostra presentata alla stampa estera, a Roma
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notizia del 18/02/2004 messa in rete alle 21:29:25

Gela, la mostra presentata alla stampa estera, a Roma

Mercoledì scorso, nella sede della stampa estera di via Dell’Umiltà a Roma, Gela e la Sicilia al centro dell’attenzione. L’occasione è stata data dalla presentazione della Mostra “Ta Attika. Veder greco a Gela. Ceramiche attiche figurate dall’antica colonia”. Vi hanno preso parte il sindaco di Gela Rosario Crocetta, l’assessore regionale ai beni culturali Fabio Granata, che ha promosso l’iniziativa, il soprintendente ai beni culturali e ambiantali della Provincia di Caltanissetta Rosalba Panvini, lo studioso Dieter Mertnes e il giornalista del Tg1 della Rai Puccio Corona. Ospite d’eccezione e testimonial della manifestazione, lo scrittore siciliano Andrea Camilleri. Oltre ai giornalisti della stampa estera, tra cui i gelesi don Giuseppe Costa e Francesco Ricupero, dell’Osservatore Romano, alcuni rappresentanti della stampa gelese. Tra gli invitati, il presidente del Consiglio comunale Pino Federico e mons. Grazio Alabiso.
Ecco cosa hanno detto.

Rosario Crocetta
Vogliamo veicolare un’immagine di Gela più completa e più vera. Molto spesso ciò che passa della Sicilia sono le immagini legate ad eventi negativi che sono sicuramente veri, che noi abbiamo il dovere di combattere e denunciare e che richiedono un intervento da parte della classe politica sicuramente più attenta. Molto spesso si dimentica che la Sicilia ha uno dei patrimoni archeologici e culturali più importanti d’Italia e quindi del mondo. La mostra che presentiamo stamattina è una mostra che raccogli reperti greci di Gela che sono presenti in molti musei del mondo. Gela ha un museo tra i più importanti del mondo e l’unico esempio di fortificazioni greche in mattoni crudi, un patrimonio archeologico immenso e noi vorremmo che questi beni culturali che possiede Gela e la Sicilia venissero conosciuti. Spesso di Gela si parla come ‘inferno’ come un luogo dove cova il male. Una concezione assolutamente parziale di questa realtà che invece assieme al Petrolchimico contiene un patrimonio naturalistico incredibile, come spiagge bellissime, una piana verde fertilissima. Allora noi vorremmo in qualche modo che queste iniziative contribuissero a fare un po’ di giustizia. In questo caso guardare il passato è come guardare al futuro. Noi vorremmo anche che ci aiutaste a fare giustizia di una città che punta al rinascimento, a rinnovare se stessa, ad eliminare gli errori del passato e a reinventarsi un nuovo futuro che deve essere fatto di una ge-stione pubblica sicuramente più attenta rispetto al passato. Un ringraziamento a tutti voi per essere presenti, al maestro Andrea Camilleri che stamattina è venuto per darci testimonianza di questa Sicilia civile, oserei dire militante, che vuole mettere or-dine rispetto ai fenomeni del passato, ma anche all’assessore regionale ai Beni culturali on. Fabio Granata che ha investito ingenti risorse su questa mostra.
Fabio Granata
Ringrazio il sindaco Crocetta di questa opportunità importante che ha dato al dipartimento dei Beni culturali della Regione siciliana di potere presentare in questa sede autorevole in presenza di tanta autorevolissima stampa e soprattutto di tanti personaggi che ringraziamo tutti per l’attenzione che hanno voluto rivolgere a questa iniziativa avendone colto, ne sono certo, la grande valenza simbolica. Credo che bisogna assegnare un grande plauso da una parte all’Amministrazione comunale nella persona del sindaco Rosario Crocetta dall’altra la nostra rappresentante su territorio la nostra instancabile Rosalba Panvini per quella intelligente capacità di progetto, che hanno messo in campo non soltanto con questa mostra ma che certamente rappresenta la sintesi massima di offerta culturale di questo percorso. Con questa ed altre operazioni c’è la volontà di far diventare Sicilia la Sicilia perché in questi trent’anni in preda a tutta una serie di questioni ha subito un processo di sradicamento e di aggressione legata ad un’idea folle foriera anche di protezione di interessi di sviluppo. E questo ripensamento è un progetto e non soltanto un fatto immagine. Non ho difficoltà a dirlo che artefice nella sua azione amministrativa è stato un Crocetta, con il quale apparteniamo a schieramenti politici diversi, ma con un perfetto accordo sulle precondizioni della politica che riguardano i concetti di legalità e di trasparenza e soprattutto la difesa dell’identità culturale che non deve essere vista come progetto di parte ma come progetto della comunità.
Questa mostra è importante per noi anche perché apre un anno che la Sicilia ha inteso dedicare per intero all’archeologia con uno slogan significativo ‘il passato è presente’. E’ una mostra straordinaria anche nel suo contenuto oltre che nel suo significato simbolico e coincide anche con il nuovo, grande restaurato contenitore culturale. C’è una grande valenza simbolica e sostanziale perché si tratta di un progetto. La presenza di Andrea Camilleri sollecita una riflessione. Tempo fa abbiamo coprodotto la trasposizione televisiva dello sceneggiato Montalbano. Lo abbiamo fatto perché quella Sicilia della memoria, del riguardo per i luoghi era in fondo quella Sicilia che sta molto a cuore a Crocetta quando parla di nuovo progetto per la Regione siciliana. Quello sceneggiato si era potuto individuare in una zona che non era quella legata ai romanzi del maestro Camilleri, ma era la zona degli Iblei. Gela, per quanti danni si sono arrecati in questi anni, ha una volontà prepotente e progettuale fuoriuscire da quella follia e quindi ci riuscirà. Ciò che si è pregiudicato in venti anni potrà essere ristabilito. Quello che è certo è che Gela attraverso questa mostra sta ripercorrrendo una strada lunga, probabilmente difficile, ma questa – lo posso dire – è la strada mia e di Crocettta e per questo ci sono motivi per esprimere la nostra soddisfazione.
Rosalba Panvini
Innanzitutto desidero ringraziare il sindaco Rosario Crocettta che ha voluto pensare a questa manifestazione per presentare la mostra internazionale ‘TA ATTIKA’veder greco a Gela. Ringrazio tutti gli intervenuti, l’assessore Granata che ha scommesso insieme a me su questa mostra, il testimonial maestro Andrea Camilleri. In questa Sicilia che tante volte è stata depredata che ha subito furti archeologici, la Regione ha investito proprio nella ricerca archeologica 300 milioni di euro. E’ proprio questa regione che ha realizzato parchi archeologici con una precisa normativa ed è l’unica regione che ha istituito la Soprintendenza del mare partendo dalla grande scoperta della nave di Gela. Parto da una frase pronunciata dal sindaco Crocettta, l’inferno di Gela. Eppure da quell’inferno di Gela siamo andati tante volte alla ribalta internazionale grazie alle scoperte che sono state fatte. Ed ora ci inseriamo in questo scenario internazionale con TA ATTIKA. Uscendo da quell’inferno, e lo dico con padre Dante, riuscimmo a vedere TA ATTIKA, le ceramiche attiche. Tutti sanno che Gela è stata tra le colonie siceliote più depredata soprattutto dagli inglesi. Non è stato facile potere ricomporre una fitta rete di rapporti internazionale. Siamo riusciti a ricucire rapporti con i musei dell’America e dell’Europa che hanno concesso il prestito di 300 ceramiche su un migliaio andate via da Gela e che verranno raccolte nel volume che sarà presentato nel giorno dell’inaugurazione. Ogni vaso è per noi una testimonianza di quei quadri dell’antichità che sono andati persi. Abbiamo scelto tra le migliaia di ceramiche le 300 delle migliori mani di maestri, che raggiungevano il porto di Gela, uno dei più grandi dell’antichità. Questi reperti verranno esposti, guarda caso, grazie alla disponibilità dell’Opera Pia, il palazzo Pignatelli Roviano che viene restituito grazie ai finanziamenti dati dall’amministrazione regionale, restaurato nell’area della parte inferiore dell’edificio, alla città di Gela. Ed è un palazzo importantissimo per due ordini di motivi. Innanzitutto è un palazzo monumentale dignitosissimo nel quale hanno studiato centinaia di illustri gelesi e poi perché sorge sull’area che era stata in parte occupata dalle antiche necropoli dalle quali provengono le cose attiche di cui ci occupiamo. Ecco che quindi accomuniamo tante cose insieme con questa iniziativa che approderà successivamente a Siracusa e poi a Rodi. La scelta di questi due siti non è casuale, ma voluta. Siracusa è legata a Gela da un fattore politico dell’antichità e poi Rodi operchè Gela era stata la più grande colonia rodio-cretese di Sicilia.
Andrea Camilleri
Io sono venuto sentendolo quasi un dovere perché sono siciliano e quindi tutto ciò che mi fa non giustificare la Sicilia ma vedere cosa è veramente la Sicilia mi fa un enorme piacere. Sono grato a Fabio Granata che negli ultimi tempi mi permette di non giustificare la Sicilia con la sua opera veramente appassionata. Guar-date che siamo all’opposto politicamente però bisogna riconoscergli questo. Sono legato a Gela poi dal fatto che Gela mi ha dato il primo premio letterario della mia vita. Me lo diede l’Accademia di Gela. Giacinto Spagnoletti era presidente della giuria negli anni ottanta e quindi io ho dei debiti di gratitudine verso Gela. Ma la cosa che più mi ha appassionato è questa sorta di ritorno a casa di queste ceramiche cherano a Gela e sono state depredate e poi portate per il mondo. Ed entrano come il figliol prodigo, cioè a dire, si prepara una casa pronta apposta per ospitarli. Si fa pulizia per ricevere degnamente queste ceramiche e questa pulizia che è pulizia fisica restauro di un luogo, diventa agli occhi di tutti una pulizia metaforica. Buttiamo in un angolo lo sporco, cominciamo ad emarginarlo. Mi si dice: che importanza può avere una mostra rispetto ai problemi? E’ importantissima, fondamentale. Ogni vicinanza, ogni visione della bellezza è sempre un fatto positivo.


Autore : Nello Lombardo

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