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Corriere di Gela | Question time, occasione per attaccare il sindaco
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notizia del 11/06/2012 messa in rete alle 21:18:11
Question time, occasione per attaccare il sindaco

Anche il question time può essere pretesto per lanciare segnali di malcontento politico. Da strumento di chiarimento alle interrogazioni dei consiglieri si trasforma spesso in un atto di accusa al sindaco Fasulo su atti e problemi di grosso spessore ma anche di assoluta marginalità. La seduta del 5 giugno scorso è stato la dimostrazione tangibile di un malcontento strisciante da parte della maggioranza.

Eloquente l’intervento del consigliere Enrico Vella (Pd) che attacca il sindaco, reo – a suo giudizio – di non avere intrapreso iniziative idonee per garantire la continuità del servizio trasporto dell’Ast. La risposta interlocutoria del sindaco non gli è andata giù.

Una tirata d’orecchie all’amministrazione l’ha data anche Terenziano Di Stefano (Mpa). Il consigliere autonomista Di Stefano lo ha fatto con la sua interrogazione riguardante la multa di 11 mila euro comminata al comune dall’Asp di Caltanissetta per la mancanza di sicurezza nei posti di lavoro, mancanza del registro infortuni e delle visite mediche.

E’ poi pacifico che l’opposizione deve fare il suo mestiere, incalzando l’amministrazione su qualunque problematica e di problematiche se ne trovano a iosa.

Le fibrillazioni non si contano, sia dentro che fuori dal palazzo, ma il sindaco fornite le dovute risposte va avanti riferendo che tutto va bene con gli improperi di Pensiero libero che ironizza con la consueta frase “tutto va bene per madama la Marchesa”.

Il vero problema sta tutto all’interno del Pd.

Venerdì della scorsa settimana ci sarebbe stata una riunione di tutto il gruppo dei democratici da cui sarebbe emersa una decisione unanime di chiedere le dimissioni dell’assessore D’Aleo dopo l’ultima vicenda riguardante l’affitto di uno spazio per il mercato settimanale. Il comune – lo ricordiamo – aveva accolto la proposta dell’imprenditore Ignazio Missud che è in attesa di giudizio nell’inchiesta “Octopus” difeso dall’assessore-avvocato D’Aleo. Per il sindaco tutto bene. Missud dispone di tutti i requisiti: certificato antimafia negativo, fedina penale immacolata, regolarità contabile e tributaria e quindi D’Aleo può dormire su dieci guanciali. Così non è per il gruppo Pd che è ormai stufo della «sua arroganza e spregiudicatezza».

Ma chi andrà a dirlo al sindaco che il Pd vuole la testa dell’assessore Mpa D’Aleo? Ad incaricarsene doveva essere il segretario Pd Carlo Romano, ma questi sta ancora temporeggiando non si sa perché. Pochi giorni ancora e se Fasulo non prenderà una decisione il gruppo Pd che lo sostiene minaccia di ritirare la propria delegazione. Non viene messa in discussione l’alleanza Mpa-Pd, ma la permanenza in giunta dell’assessore Mpa D’Aleo. Per il Pd basta che gli autonomisti lo sostituiscano con un altro loro uomo.

Intanto si registra un po’ di fermento in consiglio comunale. Ci sono voci secondo cui starebbe per nascere un nuovo gruppo politico cui confluirebbero alcuni consiglieri di Pid, Udc e qualche Pd. Altra indiscrezione è quella secondo cui Peppe Di Dio (Udc) potrebbe ritornare alla casa madre, cioè al Pd. C’è chi lo dà molto vicino all’onorevole Donegani. Ma se ciò dovesse accadere qualche autorevole esponente Pd potrebbe abbandonare il partito.

Ma torniamo al question time. Sette le interrogazioni presentate. Un minuto di raccoglimento a ricordo delle vittime del terremoto dell’Emilia e si inizia subito.

Giovanna Cassarà chiede all’amministrazione se il progetto d’impianto fotovoltaico dell’Agroverde si sia arenato o comunque a che punto è «per tranquillizzare la città sulla bontà del progetto stesso». La Cassarà nel manifestare la sua perplessità sulla società Pramat (che farebbe da supporto ad Agroverde), chiede di conoscere se il suo coinvolgimento in vicende giudiziarie possa compromettere la realizzazione di questa grande opera che darebbe lavoro a più di trecento persone e se i termini imposti dalla legge non stiano per scadere.

Il sindaco Fasulo tranquillizza tutti sostenendo che il progetto sta andando avanti, anche se un certo rallentamento c’è stato a causa di lungaggini provenienti dal governo nazionale. Addirittura sembra che l’Agroverde abbia già avviato l’attività. Dopo la conferenza Stato-Regioni l’iter dovrebbe procedere più celermente. Informa infine che la Pramat non ha più nulla a che vedere con l’Agroverde.

Antonino Biundo, Nuccio Cafà ed Enrico Vella firmano la seconda interrogazione che riguarda i tagli operati all’Ast compromettendo il servizio tra Gela e la periferia.

E’ Vella che espone l’interrogazione parlando di una problematica inquietante. «In Italia viene ridotto il traffico veicolare privato – esordisce – per privilegiare il servizio pubblico ed a Gela avviene il contrario. I tagli che sono stati operati dalla Regione non c’entrano con il servizio che l’Ast fa a Gela perché siamo noi a pagarlo. Il sindaco si è fatto promotore di incontri con l’azienda per salvaguardare il percorso tra centro storico e periferia?».

Per il sindaco non dovrebbero esserci problemi. Incontri con l’Ast ci sono stati e ce ne saranno ancora dopo che la Regione darà risposte certe sui finanziamenti.

La terza interrogazione è di Terenziano Di Stefano che chiede al sindaco se si è attrezzato per ripristinare tutte le procedure di sicurezza nei posti di lavoro comunale. L’interrogazione nasce dopo le notizie di stampa secondo cui il Comune è stato multato per 11 mila euro dall’Asp di Caltanissetta per l’inosservanza di misure sicurezza nei posti di lavoro. Chiede che si ricerchino le responsabilità di quei funzionari che non hanno applicato le norme. Non devono essere sempre i cittadini a pagare. Il sindaco condivide l’invito ma si appella alla complessità del problema che risale da decenni e rassicura l’interrogante che il suo ufficio sta lavorando per risolvere il problema. Verdone e Di Stefano con la quarta interrogazione chiedono il potenziamento e l’informatizzazione dell’anagrafe cittadina adeguandola agli standard nazionali.

La quinta interrogazione porta la firma del consigliere Verdone il quale chiede una maggiore attenzione nel lavoro di manutenzione nel deposito di via Vasile e lo spostamento dell’ufficio insistente all’interno.

Salvatore Gallo chiede notizie sui verbali spiccati sulle strisce blu, senza che esistesse un’ordinanza firmata dal comandante dei vigili urbani. Ma il suo intervento è piuttosto un’arringa sulla questione degli stalli di sosta assegnati in più alla società che gestisce i parcheggi, sul parcheggio di Caposoprano che si sarebbe dovuto aprire due anni fa ed è ancora chiuso. Mentre per l’interrogante i conti non tornano, per il sindaco è tutto a posto in quanto il conteggio complessivo è al netto degli stalli riservati ai residenti, ai disabili e di quelli di altri soggetti autorizzati dal Comune.

Guido Siragusa, a nome anche degli altri firmatari (Morselli, Mendola e Cirignotta) interroga il sindaco sulla «vicenda penosa del porto rifugio e dei fondi strutturali dirottati altrove». La notizia è stata fornita indirettamente dalla Corte dei conti. Per Siragusa si è trattato di un autentico scippo e invita il sindaco a fare chiarezza individuando il responsabile.


Autore : Nello Lombardo

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