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Corriere di Gela | Una sconfitta da riscattare a Olbia
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notizia del 21/02/2003 messa in rete alle 21:14:30

Una sconfitta da riscattare a Olbia

Una sconfitta inaspettata, dura da digerire. Abulico e privo di mordente, il Gela di Ruisi ha fallito un appuntamento importante che potrebbe comportare ripercussioni negative sulle sorti dell’intera stagione. Nel tentare di analizzare le cause di una prestazione talmente opaca della formazione giallo-rossa, come premessa iniziale è opportuno evidenziare quanti danni creino a questa squadra i turni di sosta previsti dal calendario. Le pause in teoria servono a ricaricare le batterie o a perfezionare l’applicazione degli schemi di gioco, benefici sconosciuti a Comandatore e compagni ai quali, al contrario, viene meno la concentrazione cosicché alla ripresa del torneo son dolori per l’undici gelese. Ciò accadde dopo la sosta natalizia, quando fu il Tivoli, penultimo in classifica, a strappare il pari al Vincenzo Presti, e in quel caso i giocatori si giustificarono sostenendo di andare incontro a notevoli difficoltà contro avversari che si chiudevano a riccio nella propria area di rigore non concedendo varchi disponibili per creare azioni da gol pericolose. Nell’incontro di domenica scorsa la Lodigiani, viceversa, ha giocato a viso aperto, con i propri giocatori determinati e in piena “trance” agonistica, meritando un successo in fin dei conti legittimo. In questo caso gli uomini di Ruisi non hanno trovato valide giustificazioni ad una sconfitta evitabile qualora fossero scesi in campo più concentrati, e pertanto proprio il tecnico gelese si è attribuito le colpe per il risultato negativo maturato al termine dei novanta minuti.

Sinceramente non ci va di contraddirlo. L’errore più evidente commesso da Ruisi si è concretizzato nell’impiego di Scopelliti a centrocampo sulla fascia al posto di Comandatore, riportato momentaneamente in difesa al fine di sostituire lo squalificato Cataldi. Negli ultimi mesi il Gela ha trovato un assetto quasi definitivo, che ha consentito alla squadra di ottenere risultati importanti, e in questo assetto determinante si è rivelato l’impiego di Comandatore sulla fascia nel 3-4-1-2 adottato dall’allenatore palermitano. E’ risaputo che con un modulo del genere gli esterni di centrocampo devono sobbarcarsi un lavoro notevole garantendo spinta e copertura sul-la fascia e Scopelliti eseguì egregiamente tale compito ad inizio stagione, sorretto da una condizione fisica ottimale. In seguito il giocatore di Palma di Montechiaro ha avuto una flessione, la squadra ne ha risentito sul piano del gioco, e di conseguenza Ruisi ha giustamente ripescato dal cilindro Falanca, inserendolo in difesa al fianco di Savio e Cataldi, con spostamento di Comandatore a centrocampo sulla corsia esterna di sinistra. Contro la Lodigiani mancava Cataldi per squalifica: perché non è stato impiegato Milazzo al suo posto?

Essendo Scopelliti in una condizione di forma impietosa, non sarebbe stata una soluzione più ragionevole? La formazione di Morrone ha individuato in Scopelliti il punto debole del Gela, e sfruttando la velocita di Merondi, quasi mai rincorso e contrastato dall’esterno giallo-rosso, ha costruito in quella zona di campo il proprio successo poiché Falanca gradualmente è andato in panne dovendo guardare a vista sia Polani che lo stesso Merondi. Al di là di questo errore di Ruisi, le cui colpe comunque vanno condivise con i giocatori, il Gela ha creato numerose occasioni da gol vanificate dallo sciagurato Albano, che ha sciupato l’inimmaginabile. A dire il vero il centravanti di Matera si è mosso tantissimo in campo, mostrando una dinamicità inaspettata a differenza di molti suoi compagni che assistevano in qualità di spettatori all’esito della gara. Ma ad un attaccante viene chiesto soprattutto il gol, e la concretezza non sembra rappresentare la caratteristica principale di Albano, peraltro lasciato solo in attacco per buona parte della gara e mal supportato da Battaglia, le cui qualità tecniche non si discutono sebbene abbia evidenziato una condizione fisica alquanto precaria. Il Gela deve assolutamente rifarsi ad Olbia, e possiede le potenzialità per tornare con i tre punti, purchè i giocatori scendano in campo con una determinazione ben diversa. Ruisi riavrà a propria disposizione Cataldi ed Erbini, ma dovrà fare a meno dello squalificato Procopio, espulso domenica scorsa.

L’avversario. L’Olbia - Tredici punti ottenuti in queste prime sei giornate di ritorno ma l’Olbia di inizio stagione va dimenticata. Sfruttando il mercato, per rinforzare la retroguardia sono stati acquistati l’ex-portiere del Torino Luca Pastine, fino a due anni fa in serie A con i granata, e l’ottimo centrale difensivo Ottolina, il cui innesto ha dato maggiore sicurezza alla squadra. In attacco, al di là dell’arrivo di Misso, non sono stati effettuati ritocchi perché la squadra va regolarmente in gol sfruttando un potenziale offensivo notevole: Giglio, da quando è rientrato dopo l’infortunio, appare inarrestabile, af-fiancato dalla giovane promessa Nodari e dall’assist-man Rassu. Ma l’Olbia sfrutta altre soluzioni per andare a segno: da tenere d’occhio specialmente l’esterno Milia, che già all’andata siglò un bellissimo gol al Gela, applaudito dagli stessi tifosi giallo-rossi, ripetendosi domenica scorsa a Giugliano nonostante sia stato impiegato nel ruolo di terzino. Tra i sardi sarà assente lo squalificato Manca. Schema di gioco adottato: 4-3-1-2.


Autore : Paolo Cordaro

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