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Corriere di Gela | Procreazione assistita, perché abrogare la legge?
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notizia del 27/09/2004 messa in rete alle 21:01:18

Procreazione assistita, perché abrogare la legge?

Perché abrogare totalmente la legge sulla procreazione medicalmente assistita?
Questo il tema dell’incontro dibattito tenutosi martedì scorso presso il Palazzo Ducale organizzato dai giovani comunisti del Circolo “Peppino Impastato” di Rifondazione comunista. Vi hanno partecipato il segretario provinciale del partito Angelo Marotta, Daniela Giacomarro dell’esecutivo regionale dei giovani comunisti, Laura Agrò del Forum delle donne, Renato Costa segretario regionale Cgil Medici Sicilia, Antonino Guglielmino ginecologo, responsabile Centro “Hera”, Laura Dioguardi del Forum delle donne. Ad introdurre i lavori è stato il segretario cittadino Prc Nicolò Di Stefano e successivamente gli altri relatori che si sono soffermati ad illustrare i motivi che hanno indotto il Prc ed altri partiti del fronte della sinistra facenti parte del Comitato pro referendum a mobilitare tutti gli italiani per abrogare la legge (la cosiddetta legge 40) sulla procreazione assistita. Questi in sintesi le motivazioni addotte:
– riconosce soggettività giuridica al concepito e sovverte la tradizione giuridica che riconosce la soggettività solo con la nascita.
– Limita l’accesso alla fecondazione assistita a coppie maggiorenni, di sesso diverso, coniugate e conviventi, in età potenzialmente fertile entrambi viventi, attribuendo allo Stato scelte che appartengono alla sfera delle relazioni individuali.
– Impedisce l’accesso alla fecondazione assistita quando entrambi o uno dei componenti della coppia sono completamente sterili, vietando il ricorso alla fecondazione eterologa con semi od ovociti di donatori esterni alla coppia.
– Vieta la ricerca delle cellule staminali degli embrioni, anche sopranumerari, in cui risiede la speranza di cura di persone affette da malattie gravi (Sclerosi multipla, Altzeimer, Parkinson ecc. "Questa legge è nata – ha affermato Angela Agrò del Forum delle donne – per volontà di quei politici che hanno voluto accaparrarsi i consensi dell’Italia cattolica e non perché ci sia veramente una coscienza reale, personale. No si può considerare la donna, come avveniva nel medioevo, un contenitore senza emozioni, senza sensazioni. E’ ingiusto essere stati attaccati come se fossimo dei nazisti parlando di eugenetica, perché secondo i nostri avversari politici, noi vorremmo migliorare la specie. A questo punto noi speriamo che questo referendum serva a fare ritornare sui propri passi chi ha voluto quella legge e l’auspicio è che passi".


Autore : Nello Lombardo

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