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Corriere di Gela | Il Gela inciampa ad Andria
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notizia del 17/11/2007 messa in rete alle 21:00:06

Il Gela inciampa ad Andria

A distanza di pochi mesi dalla morte di Raciti, il calcio italiano vive una nuova fase d’angoscia e preoccupazione a seguito dell’assurda uccisione di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio freddato da un poliziotto in una stazione di servizio toscana. Domenica i campionati di B e C (per la serie A era già previsto un turno di riposo) saranno sospesi per commemorare, seppur tardivamente, la scomparsa dell’ultrà biancoceleste, ma con tale misura si persegue soprattutto l’obiettivo di calmare gli animi e riorganizzarsi in vista di una ripresa dei tornei che si preannuncia difficile.
Il problematico rapporto tra tifoserie e forze dell’ordine era risaputo, motivo per cui nessuno s’azzardi a definire indecifrabile questa piaga sociale rappresentata dalla sfrenata violenza degli ultrà. Il quadro è ormai chiaro, occorre solo che questo governo riesca finalmente a sfruttare il coltello che impugna dalla parte del manico, e che una volta per tutte si decida ad attuare il modello inglese.
Amato, Melandri, Abete, Matarrese, Mastella e quant’altri: deboli personaggi dell’attuale mondo politico, sportivo e non, figure che prediligono ridicole sospensioni dei campionati o altre soluzioni astruse per non utilizzare l’unico deterrente: l’applicazione, di fatto e non a parole, di pene rigide e severe. E’ giunto il momento di reprimere, di punire, basta con la via del perdono, priorità al rispetto per le istituzioni e per la società civile, e solo in un secondo momento spazio alla rieducazione e al reinserimento nella società. In Gran Bretagna non ci sono forze dell’ordine impegnate a presidiare gli stadi, perché in Gran Bretagna gli stadi sono privi di delinquenti, e quantunque presenti, difficilmente compirebbero gesti violenti e incivili, essendo consapevoli delle gravi sanzioni che dovrebbero patire. Il nostro governo, amante dell’indulto, fa-utore delle carceri libere, incapace di fronteggiare un’altra piaga, quella degli extracomunitari, non si permette di spedire in galera gli ultrà violenti, e scene come quelle di Bergamo, Milano e Roma ricoprono di vergogna un’intera nazione. L’ultima perla: da marzo all’interno degli stadi italiani non ci saranno più le forze dell’ordine per dare spazio agli steward, privati addetti al controllo dell’ordine pubblico, ossia gente mandata allo sbaraglio. Pensateci voi, cari steward, ad arginare la violenza dei tifosi, prodigatevi voi nell’assorbire i colpi inferti dalle spranghe di ferro o nello schivare i sassi che vi lanceranno. In Inghilterra è stato possibile affidarsi alle loro mani perché le dure leggi vengono applicate, ma se in Italia l’inserimento degli steward non dovesse essere accompagnato da una seria inflizione delle pene, il problema rischierebbe una forte degenerazione con ulteriori vittime sul groppone.
L’imprevista sospensione del campionato (sarebbe stato più saggio interrompere le gare della scorsa domenica) ha un po’ complicato i piani del Gela, perché l’ulteriore vicenda, a dir poco scabrosa, che ha visto coinvolto il club dell’ingegner Tuccio ha generato in Sanderra e nei giocatori una rabbia, una voglia di rivalsa da tramutare positivamente in campo nella gara casalinga contro la Cisco di Paolo Di Canio. Alla ripresa delle ostilità il Gela invece si ripresenterà nuovamente in trasferta, rendendo visita ad un Catanzaro che potrebbe approfittare delle lacune mostrate in più occasioni dalla retroguardia biancazzurra. (Nella foto Vito Falconieri, reduce dal campionato di D con il Brindisi e autore del gol contro l'Andria)
Tornando alla vicenda che ha avuto anche un’eco nazionale, ad Andria Berti e compagni, dopo un primo tempo tranquillo, conclusosi in parità, hanno patito nella ripresa una serie di torti arbitrali, in virtù dei quali appariva alquanto sospetto l’atteggiamento assunto dal direttore di gara, il signor Pagano di Torre Annunziata, al primo anno in C e tra i più scadenti della categoria. In base alle dichiarazioni del vulcanico presidente Tuccio il comportamento dell’arbitro è mutato tra il primo e il secondo tempo a seguito dell’ingresso nel suo stanzino del consulente tecnico andriese Vincenzo Mitro, ex guardalinee internazionale coinvolto nello scandalo Calciopoli. Un gesto vietato dal regolamento, e sebbene Tuccio possa solo supporre, e non provare, cosa si siano detti i protagonisti della squallida vicenda, appare comunque riprovevole l’atteggiamento della società pugliese, avendo questa tesserato, solo un mese fa, un soggetto la cui integrità morale è apparsa discutibile a seguito delle intercettazioni che l’hanno visto coinvolto. Anziché tentare di ripulire il mondo del calcio, si concede a tali individui la possibilità di riciclarsi assumendo incarichi abbastanza ambigui, fermo restando l’onere, per la Lega, di vigilare affinchè nei quadri dirigenziali delle società che essa rappresenta non appaiano certi soggetti. Tuccio ha minacciato il ritiro del club (non lo farà) in caso d’esito negativo delle indagini avviate dall’apposito ufficio federale, ha chiesto la ripetizione della gara di Andria (non avverrà) e proverà l’accaduto attraverso le testimonianze personali e di altri tesserati del Gela (sinceramente poco attendibile, essendo tutti “di parte”). Salvo sorprese, il probabile esito dell’inchiesta potrebbe consistere in un forte monito rivolto dalla Lega all’Andria, con richiesta ufficiosa di un allontanamento di fatto del signor Mitro, e una probabile collocazione a riposo, per lungo tempo, dell’arbitro Pagano.
Intanto è giunto a Gela, in prova, il difensore centrale Christian Terni, 35 anni, con una lunga militanza in C1, soprattutto con la maglia del Varese, e in B con Ternana, Como, Salernitana, Cremonese ed Avellino. A proprio favore Terni può vantare grande esperienza e un’elevata integrità fisica, non avendo subìto gravi infortuni in carriera, mentre il principale problema, a parte l’ingaggio non indifferente, è rappresentato dalla condizione fisica, avendo Terni disputato solo cinque gare di campionato (in C1 con la Pro Patria) dal giugno 2006 fino ad oggi.


Autore : Paolo Cordaro

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