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Corriere di Gela | I consiglieri disertano i lavori per protesta
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notizia del 08/09/2003 messa in rete alle 20:54:14

I consiglieri disertano i lavori per protesta

I consiglieri comunali avranno i loro locali dove potranno riunirsi per assolvere in piena libertà al loro mandato. Lo ha affermato il primo cittadino che già da diversi giorni si era attivato per arrivare a una soluzione. L’azione eclatante preannunciata dal capogruppo consiliare de “La Margherita” Peppe Di Dio non si è fatta quindi attendere e in meno di 24 ore ha trovato una risposta in positivo da parte del sindaco. Era partita in forma strumentale con un attacco al presidente del Consiglio comunale Pino Federico (nella foto), con l’effetto di ottenere l’unanimità dei consensi ed un intervento immediato nella soluzione del problema. L’azione di protesta verso l’am-ministrazione era partita per il semplice fatto che i gruppi consiliari e i singoli consiglieri non sono mai stati messi nelle migliori condizioni di espletare il loro mandato popolare di controllo ed indirizzo politico, in quanto non hanno mai avuto locali idonei e strumenti logistici (telefoni, computer, stanze, ecc.) con cui operare. Il presidente Federico, dopo la riunione dei capigruppo consiliari, aveva inoltrato un’ulteriore lettera al sindaco Crocetta per notificargli il loro malcontento ed il suo. La sospensione delle sedute consiliari è stata proclamata da parte di Federico dopo la lettura di un documento sottoscritto da tutti i consiglieri e consegnato al segretario generale per la sua notifica al sindaco.
“Si registra da diversi anni – è scritto nel documento – la delegittimazione dell’intero Consiglio e dei suoi rappresentanti, i quali sono costretti ad operare in assenza di locali e di attrezzature logistiche funzionali costringendo i consiglieri comunali ad operare in localiu angusti e sovraffollati. A questo punto consapevoli della gravità dell’iniziativa assunta, ed al contempo costretti dall’ostinato silenzio di chi ha il potere di intervenire, i consiglieri decideranno di non celebrare alcun consiglio comunale, in attesa di una definitiva soluzione delle elementari richieste dei rappresentanti dei cittadini. Ci auguriamo una rapida soluzione delle problematiche sopra esposte. Per scongiurare danni all’en-te a fronte della improvvisa possibile necessità di convocazione urgente del Consiglio, viene deciso di concludere la sessione in corso abbandonando l’aula. Gli stessi dichiarano – conclude il documento firmato da tutti i consiglieri – di non rinunciare a percepire l’indennità di partecipazione alla seduta odierna del Consiglio”.

Sulla questione, martedì sera, giorno fissato per l’assemblea civica, subito dopo la lettura del documento e la sospensione della seduta, abbiamo sentito i consiglieri: Giuseppe Arancio (capogruppo Ds); Ignazio Di Dio (Capogruppo Pdci); Nunzio Cirignotta (Nuova Sicilia); Rosario Italiano (Capogruppo Udc); Paolo Cafà (assessore); Pino Federico (Presidente Consiglio comunale). Giuseppe Arancio (capogruppo Ds).
“Abbiamo deciso tutti i gruppi consiliari di portare avanti una protesta che consisteva nel non celebrare il Consiglio questa sera (martedì 2 settembre – n.d.r.) per il fatto che il consiglio comunale non è messo nelle condizioni logistiche funzionali di potere operare al meglio.L’unico spazio disponibile è la stanza del presidente del Consiglio. Ci sono state nei giorni delle corrispondenze interorse tra il presidente e l’amministrazione, ma si è trattato di lettere morte. Questa sera è stato redatto un documento sottoscritto tutti e inoltrato formalmente al sindaco. La nostra è stata una protesta consapevole in quanto non celebreremo consigli comunali ordinari, a meno che non si tratti di urgenze. Stasera dato che non si è celebrata la seduta consiliare, abbiamo tutti condiviso l’idea di rinunciare all’indennità di presenza”.
All’assessore Paolo Cafà, presente ad inizio di seduta abbiamo chiesto se era necessario arrivare a queste azioni eclatanti per ottenere quello che è un diritto e se non c’è stato alcun margine di mediazione tra amministrazione e presidenza del consiglio.
“Questo è un problema vecchio che va risolto ragionando serenamente e cercando un dialogo tra tutte le forze politiche. Certo il primo approccio deve essere tra le istituzioni. Per quanto mi riguarda a questo ufficio di presidenza è stata data dignità e credo che esso sia frutto della precedente amministrazione e della elaborazione della precedente presidenza del Consiglio. In questo ufficio era prevista l’aula per la conferenza dei capigruppo, la sala dell’ufficio di gabinetto per la presidenza e la stanza del presidente. Ora è necessario trovare i locali per i gruppi consiliari e le commissioni così come vuole la legge e il nostro statuto. Io credo che il problema vada risolto senza clamori, senza serrate, dialogando e discutendo. Questo clamore deve cessare ripristinando un minimo dialogo”.

Questo il commento del presidente Federico.
“Sono il primo firmatario del documento che ho letto in aula prima della sospensione dei lavori. Sono anche il testimone di tutti i passaggi che sono stati fatti. Il sottoscritto sia verbalmente che per iscritto ha più volte pregato il sindaco di mettere nelle condizioni il Consiglio di lavorare. Non è stato fatto per noi ma per altre strutture. Siccome il Consiglio ha un importante ruolo che è quello di controllo, in un momento in cui c’è un progetto complessivo è giusto che il Consiglio sia messo in grado di andare a controllare e di svolgere il suo ruolo di controllo e di indirizzo. Non si può aspettare ulteriormente. Non si può stare tutti insieme in una stanza 15-20 persone dove non si ha neppure un computer disponibile. Ne esiste uno solo che appartiene alla segreteria. Ora ci riappropriamo del nostro ruolo di controllo tanto quanto quello dell’amministrazione. Il nostro compito lo vogliamo fare evitando la delegittimazione del Consiglio. Fin quando non saremo nelle condizioni di svolgere il nostro compito possiamo dire di trovarci in un conflitto istituzionale. Adesso il sindaco deve avere l’accortezza di mettere il consiglio comunale nelle condizioni di operare”.


Rosario Italiano (Udc)
“Sottoscrivo in pieno il documento per protestare nei confronti di quanti hanno responsabilità soggettive che hanno determinato disfunzione in seno ai lavori dei gruppi consiliari e commissioni consiliari nella mera funzione del consigliere che si vede privare di un suo diritto. Siamo consapevoli che l’organo di controllo viene ad essere penalizzato per via della latitanza di tutti, sindaco compreso. Noi rivendichiamo il semplice e puro diritto che è quello di essere messo nelle condizioni di operare serenamente”.
Nunzio Cirignotta (Nuova Sicilia)
“Condivido pienamente il documento. Affermo che il consiglio comunale deve essere messo in condizione di lavorare. L’anno scorso con la giunta Scaglione fu risolto il problema dell’Ufficio di presidenza. Io sono convinto che il consigliere comunale ha il dovere di portare avanti le istanze dei cittadini, ma anche di istruirsi e conoscere pratiche amministrative di qualunque tipo collegandosi a Internet. Io lo faccio spesso a casa a spese mie. Ma il consigliere questo lo deve fare qui al Comune con un lavoro di ricerca e di conoscenza sulle vie telematiche”.
Ignazio Di Dio (Pdci)
“Non abbiamo né gli spazi né i mezzi per svolgere il nostro lavoro di consultazione e ricerca per vie telematica. Si tratta di un disagio che si protrae da diversi anni e che è stato manifestato più volte dal presidente all’amministrazione. Fino ad oggi non si è ancora arrivati ad una soluzione. Abbiamo così deciso di astenerci dalle sedute, tranne che per fatti straordinari. Rinunciamo al gettone di presenza. La decisione è stata assunta all’unanimità perché unanime è il disagio che viviamo. Ora aspettiamo che l’amministrazione si muova, ma posso anticipare che il sindaco Crocetta col quale mi sono sentito stasera, si sta già attivando per risolvere questo problema”.
Rosario Crocetta (sindaco)
“Onestamente la soluzione del problema dei gruppi consiliari è strettamente legato allo spostamento dell’ufficio elettorale e a dei piccoli lavori che provvederò a farli fare urgentemente. Nessuna polemica per amor di Dio. Però i consiglieri debbono capire che non c’è di mezzo solo la volontà politica ma tutta altra serie di fattori. Il problema si sarebbe risolto subito qualora i locali da assegnare fossero stati in periferia, ma non credo che si tratti di questo. Si sta lavorando con celerità perchè si arrivi a mettere a punto tutti i servizi logistici compresi gli apparati informatici che legano i vari uffici comunali e quant’altro il consigliere ha bisogno sul piano telematico”.


Autore : Nello Lombardo

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