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Corriere di Gela | Emergenza idrica e surroga Casano-Gradito nell’ultima seduta consiliare
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notizia del 30/04/2011 messa in rete alle 20:37:35

Emergenza idrica e surroga Casano-Gradito nell’ultima seduta consiliare

Il problema drammatico della mancanza d’acqua in diversi quartieri della città, accompagnato in alcuni casi dal distacco del contatore da parte di Caltaqua per coloro che non hanno ancora integrato il restante cinquanta per cento della bolletta, approda prepotentemente in consiglio comunale il 28 aprile scorso perché l’organo consiliare assieme ad altre autorità comunali, presidenza del consiglio, sindaco assessori, tutti insieme si trovi una soluzione e perché a pagarne le spese non siano sempre i cittadini inermi. A volere che si aprisse il dibattito su questo scottante tema è stato il consigliere Pd Rocco Giudice.

Rendendosi interprete del disagio dei cittadini e ritenendo che no si debba stare con le mani in mano, è passato subito all’azione proponendo che i vari punti iscritti all’ordine del giorno si sarebbero potuti affrontare subito dopo il dibattito del tema da lui proposto, ritenuto prioritario ed urgente. Sulla sua stessa lunghezza d’onda tanti altri consiglieri Pd, ma anche il consigliere di opposizione del gruppo Sicilia Salvatore Gallo e la Pingo. Solo che consentire la trattazione di un tema non iscritto all’ordine del giorno avrebbe significato uno stravolgimento dei lavori. Cosa che è stata fortemente sottolineata dal presidente facente funzioni Enzo Cirignotta. Pressato sia da consiglieri di centro sinistra che di centro destra ad un certo punto ha ammorbidito quella che è apparsa una posizione troppo rigida ed ha lanciato una proposta alternativa. Si sarebbe convocato un consiglio straordinario monotematico qualora all’indomani mattina, 1/5 dei consiglieri lo avesse richiesto e nel breve volgere di 4-5 giorni si sarebbe convocata l’assemblea civica su quello scottante problema che sicuramente sta a cuore a tutti. Messo con le spalle al muro perché si chiedeva di passare subito al dibattito, Cirignotta si è lasciata scappare la frase: “Se mi autorizza il segretario procediamo subito a dibattere sul problema acqua”. Non si è capito bene se il segretario ha dato il suo assenso, ma anche se veramente avesse quel potere decisionale e autorizzativo. Nel frattempo c’è stata un po’ di baraonda in aula fomentata dai consiglieri Vella, Collorà, Giudice, D’Assenza ed altri. Si chiedeva immediatamente l’apertura del dibattito. Ad un certo punto per riportare un po’ di ordine in aula Peppe Arancio, anche se di fatto sosteneva la proposta di Giudice, si è appellato alla norma non scritta secondo cui ogni decisione del Consiglio, presa all’unanimità è sovrana e pertanto si sarebbe trattato solo sul piano formale di sottoporre quella proposta al voto dell’assemblea. Enzo Cirignotta forte del fatto che aveva dato la parola sia a un consigliere di centro sinistra che ad uno di centro destra, incurante delle forzature che si chiedevano di fare e delle minacce dei consiglieri di centro sinistra di abbandonare l’aula, ha assunto la decisione di andare avanti nei lavori nel pieno rispetto dell’ordine del giorno. A quel punto quasi tutti i consiglieri di centro sinistra ad uno ad uno hanno abbandonato l’aula per protesta. Sono rimasti solo Pingo, Pellitteri, Di Stefano, Costa e Verderame. Un numero insufficiente a continuare la seduta. Ma veniamo al rendiconto della seduta.

La seduta si preannuncia serena e il numero dei presenti è quello delle grande occasioni. E’ prevista la surroga di Carmelo Casano che ha assunto l’incarico di assessore ai lavori pubblici, con il terzo dei non eletti Gioacchino Gradito. Inizialmente presiede Peppe Fava che dopo avere annunciato l’ordine dei lavori, cede la parola al consigliere Cirignotta per una comunicazione. “Comunico di assumere – annuncia – la carica di capogruppo del Pid (Popolari per l’Italia di Domani). La nostra linea politica di riferimento è quella che fa capo al ministro Saverio Romano. Mi impegno a fare opposizione costruttiva dando il necessario sostegno al presidente del consiglio ma anche al sindaco facendo in modo di essere sempre propositivo”.

A quel punto interviene Gioacchino Pellitteri che passa subito a formulare i migliori auguri a Cirignotta che “il Pid lo ha avuto sempre nel sangue”. “Chiedo di sapere dal presidente – continua Pellitteri – se il grupo Udc è uno solo o se ve ne sono due. Io sono stato e mi sento un democristiano che ha sempre sostenuto nel corso della campagna elettorale, il sindaco Fasulo. Mi sento di essere leale e pertanto continuerò sempre a sostenerlo”. Riguardo alla richiesta di chiarimento di Pellitteri, Fava gli risponde di avere avuto contati con l’Udc e che fra qualche giorno gli recapiterà una lettera circostanziata che risponderà a tutte le richieste dell’ex senatore Gioacchino Pellitteri. Prende quindi la parola il consigliere socialista Piero Lo Nigro che ironizza su quanto sta succedendo si dice profondamente imbarazzato. Il riferimento è a Cirignotta che ha cambiato casacca passando al Pid. “Quello che è stato detto stasera mi crea forte imbarazzo – afferma Lo Nigro. A questo punto nei prossimi giorni, non appena il ministro Maroni approderà nella nostra città, mi aspetterei che qualcuno aderisca al gruppo Lega”.

Di Dio per tutta risposta sottolinea di non avere alcun imbarazzo per via delle scelte che le persone fanno. Nessun ostracismo da parte mia per carità. La linea politica dell’Udc non la decido io, né Pellitteri, ma il partito. L’Udc si colloca ad oggi all’opposizione”. Mentre Pellitteri a microfono spento fa sapere di essere in contatto con la dirigenza del partito e di avere un chiarimento, Fava dichiara chiusa la fase delle comunicazioni e concede la parola a Rocco Giudice che ha da fare una proposta.

“Mi sarei aspettato – esordisce Giudice – che qualche amministratore, o il sindaco assumessero una qualche iniziativa per portare in consiglio comunale il problema drammatico derlla mancanza d’acqua nei quartieri. E’ da un mese che non arriva l’acqua e nessuno si è posto il problema di sviluppare un ragionamento in consiglio comunale. Ho apprezzato le prese di posizione del presidente riportate dalla stampa, come anche l’intervento del sindaco. Io credo che come consiglio dobbiamo porci la questione. L’accordo con Caltaqua prevedeva l’erogazione idrica 24 ore su 24 e che fosse potabile. Adesso succede da tempo che l’acqua non solo non è potabile, ma che Caltaqua stacchi il contatore a chi non ha pagato il 50% della bolletta e che l’acqua manca da un mese. Chiedo che questa sera si debba sviluppare un dibattito sull’acqua. Occorre uno scatto d’orgoglio del Consiglio. Se poi rimarrà del tempo potremmo passare a discutere gli altri punti all’ordine del giorno”.

Per Enzo Cirignotta che presiede la seduta la proposta di Giudice è inaccettabile in quanto stravolgerebbe i lavori e non in linea con il regolamento. Per sedare gli animi Cirignotta decide di concedere la parola ad un consigliere di opposizione, così come l’ha concessa ad uno di maggioranza e così a parlare è il consigliere del gruppo Sicilia Salvatore Gallo.

“Io credo che il dibattito conviene farlo – sostiene a gran voce Gallo – così come ha parlato del problema acqua il consigliere Giudice di maggioranza, il presidente non può togliere il diritto ai consiglieri di minoranza di esprimersi sul problema. Oggi viene iointerrotta da Caltaqua l’erogazione dell’acqua a chi ha pagato al 50 per cento la tariffa e il sindaco e l’amministrazione non hanno preso posizione. Non è possibile che interi quartieri debbano restare senz’acqua. Come si muove l’amministrazione? E’ completamente paralizzata. Rimaniamo anche due notti qui in consiglio comunale per protestare. Non è possibile che venga chiuso il 5° modulo bis”. Poi rivolto a Cirignotta lo invita ad attivarsi assieme a tutti i consiglieri ad assumere una decisione”. La risposta di Cirignotta è un invito al consigliere Gallo a tutti gli altri che chiedono di effettuare il dibattito, a fare all’indomani una richiesta di convocazione di seduta straordinaria. E’ sufficiente che sia sottoscritta da un quinto del consiglio perché scatti la convocazione nel giro di tre-quattro giorni.

Nella foto il neo consigliere Gradito mentre giura davanti al Consiglio


Autore : Nello Lombardo

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