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Corriere di Gela | Marcello Infurna, gelese assessore a Certosa di Pavia
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notizia del 21/06/2009 messa in rete alle 20:37:24

Marcello Infurna, gelese assessore a Certosa di Pavia

A Certosa di Pavia, nelle ultime elezioni amministrative del 6 e 7 giugno, erano 4 i candidati a sindaco: ad aggiudicarsi la sfida è stato il vice-sindaco uscente, Corrado Petrini, con il 43,7% dei consensi che gli ha consegnato una maggioranza schiacciante (ben 11 seggi sui 16 complessivi) in consiglio comunale. Battuto il candidato di Berlusconi e Bossi (a capo della lista “Il Popolo della Libertà-Lega Nord”) con il 34,7% dei voti (e 3 seggi). Più indietro Giovanni Vitali (“Lista Civica Si Cambia”, 1 seggio) e Sabrina Peressini (“Lista Civica Certosa Merita Di Più”, 1 seggio) entrambi al 10,8% delle preferenze.
Al lettore che si chiede cosa lega a Gela questo piccolo comune del pavese in cui è andato a votare per l'elezione del sindaco e del consiglio comunale il 77% dei 3.600 elettori aventi diritto, è presto detto. Il link in questione, infatti, ha un nome ed un cognome ben precisi: Marcello Infurna. Trentaseienne, laureato in Scienze Politiche e consulente bancario-finanziario presso la sede milanese della “Ing Direct” – colosso olandese che in Italia ha sfondato nel panorama creditizio attraverso la formula di successo del “Conto Arancio” –, è il consigliere comunale più votato alle elezioni amministrative di Certosa di Pavia (si è presentato nella lista “Democrazia e Progresso per Certosa” a sostegno del candidato a sindaco vincente) ed è, per quel che più ci riguarda da vicino, un gelese purosangue. Non solo, venerdì 19 è stato convocata la prima riunione del consiglio comunale con all'ordine del giorno, oltre il giuramento del neo-sindaco, anche la comunicazione ufficiale della nuova giunta tra i cui componenti figura lo stesso Marcello Infurna.
Sposato e padre di un bambino, da quasi tre anni vive a Certosa di Pavia dove si è trasferito per motivi di lavoro. Marcello è figlio di un volto conosciuto ed apprezzato del giornalismo locale, il direttore del Tg10 e corrispondente Ansa, Franco Infurna che, presupponiamo, non avrà fatto certo i salti di gioia nel vedere il figlio lasciare Gela ed andare al nord nel desiderio di trovare un lavoro qualificante, al fine di guadagnarsi un futuro meno incerto con la più che naturale aspettativa di dare un significato compiuto alla propria esistenza; ma immaginiamo che visto come stanno andando le cose, non potrà che esserne orgoglioso. E' la storia dell'immigrazione che si ostina a ripetersi, con la sostanziale differenza che ora sono i cervelli migliori a lasciare Gela, la Sicilia ed il Sud. A ben vedere, non si tratta di una differenza di poco conto: il Settentrione, che nel passato è cresciuto con le braccia dei meridionali, oggi si arricchisce con le intelligenze più spiccate del Mezzogiorno. In questi termini, il Meridione ha praticamente perso due volte: o così sembrerebbe.
Giacché, se volessimo vedere il bicchiere mezzo pieno, diremmo che nella settimana in cui Gela si segnala nel pavese per uno dei suoi figli che spara in faccia ad un sindaco, Marcello Infurna in quelle zone dimostra che il gelese, il siciliano ed il meridionale, è per lo più gente laboriosa, ingegnosa e capace di integrarsi al meglio, giungendo financo a mettersi a disposizione della comunità, dedicandosi in prima persona alla gestione della cosa pubblica.
Come si può intuire dall'età, la sua è la prima esperienza amministrativa, sebbene non lo sia in politica. In passato è stato componente del consiglio di amministrazione dell’Ersu, all’Università di Urbino, eletto in rappresentanza degli studenti; mentre a Gela s'è contraddistinto per il suo impegno nei Ds, che lo hanno chiamato a far parte dell’Unione Comunale del partito. Trasferitosi in Lombardia, Marcello Infurna ha portato avanti le proprie idee ed alcuni progetti nel Partito Democratico di Certosa e probabilmente ciò, unitamente alla ventata di gioventù che ha trovato riscontro in una affermazione che dai numeri s'è rivelata tanto sorprendente quanto travolgente, ha convinto il Sindaco Petrini ad affidargli l'Assessorato al Turismo e Tempo Libero, col preciso mandato di portare a Certosa di Pavia, la parte più considerevole possibile dei massicci flussi di turisti che visiteranno Milano e l’Italia alla prossima “Expo 2015”. Siamo riusciti a contattare Marcello Infurna e gli abbiamo sottoposto tre domande.
– Com’è maturata la sua candidatura?
«Abito in una zona residenziale di nuova espansione, a Certosa, dove hanno comprato casa centinaia di persone. La mia candidatura è maturata condividendo le problematiche del quartiere. E’ stata la gente che mi ha chiesto di mettermi in lista. Ma a proporre di candidarmi è stato anche il neo sindaco, Petrini, che mi ha voluto nel coordinamento cittadino del Pd e che mi ha proposto la carica di assessore».
– Essere eletto consigliere a quasi duemila chilometri da casa, quali emozioni le suscita, quali pensieri?
«Provo una grande soddisfazione, la gioia di una bella vittoria che è del Partito Democratico, oltre che mia personale. Un po’ di nostalgia per Gela, ma a Certosa ci sto bene. Qui ho la mia famiglia, il mio lavoro e la gente mi stima. Approfitto dell’ospitalità del “Corriere di Gela” per ringraziare i miei, i nostri elettori».
– Come vede il suo futuro politico?
«Per adesso lo guardo da neo-assessore che vuole fare tante cose: creare turismo in termini strutturali pubblici, fare nascere una pro-loco, mettere in piedi una macchina organizzativa efficace ed efficiente, realizzare pacchetti di offerte di turismo integrato capace di coinvolgere molti altri settori produttivi di Certosa e del suo territorio. Qui arrivano ogni anno 800 mila visitatori. Eppure Certosa di Pavia da questa ricchezza economica non riesce a trarre che benefici marginali. Spetta a noi promuovere iniziative, offrire novità interessanti, incentivare il soggiorno a Certosa e costruire l’economia turistica di questa splendida e generosa terra pavese».


Autore : Filippo Guzzardi

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