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Corriere di Gela | Question time sui disagi alle poste di via Aretusa e piano parcheggi
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notizia del 24/07/2011 messa in rete alle 20:35:25
Question time sui disagi alle poste di via Aretusa e piano parcheggi

Ancora una seduta consiliare sul question time lasciata a metà, come l’ultima di martedì scorso, apertasi con una mozione (proposta dal democratico Enrico Vella) riguardante la situazione di grave precarietà e mancanza di sicurezza per i cittadini, degli uffici postali trasferiti dalla via Aretusa alla Via Verga. Un lungo intervento, quello del proponente, corredato da denunce di cittadini e di associazioni. Vella ha fatto una richiesta perentoria all’amministrazione perché provveda ad effettuare dei sopralluoghi per accertare se la zona è idonea ad ospitare uffici aperti al pubblico, verificarne l’agibilità e trasmettere una lettera di rammarico per non avere tenuto conto delle esigenze di anziani e diversamente abili nella scelta dell’ubicazione.

La parola, quindi ai consiglieri. Rocco Giudice (Pd) rifuggendo dalla polemica, si rammarica del fatto che alle diciotto mozioni regolarmente approvate non sono seguite le dovute risposte. Si dichiara d’accordo con Vella perché si intervenga subito e si chiede come sia stato possibile autorizzare l’apertura di quell’ufficio. Anche Collorà condivide il contenuto e le richieste specificate nella mozione Vella e proclama a gran voce che Gela può aspirare ad un ufficio postale migliore di quello esistente a Caltanissetta.

In chiave polemica e di attacco all’amministrazione interviene Terenziano Di Stefano (Mpa). Una frecciatina alla polizia municipale molto prodiga di multe nei confronti delle ditte che utilizzano il proprio mezzo per il carico e scarico di merci. “Ma dove sono i vigili – si chiede – quando i mezzi delle poste scaricano i pacchi sostando a lungo al di fuori della carreggiata? Perché non si va a vedere il grave disagio degli anziani e disabili per accedere agli uffici di Via Verga. Qual è l’iter amministrativo che si è concluso con l’autorizzazione alle poste di aprire in quella stretta via?” A rincarare la dose interviene Salvatore Gallo del gruppo Sicilia, che si dichiara favorevole alla mozione in discussione.

Gelo in aula quando l’assessore Giuseppe D’Aleo afferma che l’amministrazione si è mossa per tempo accertando numerose irregolarità, tra cui quella della mancanza di un certificato di agibilità dei locali. E’ stato incaricato e sollecitato più volte il dirigente ad “intervenire e dare esecuzione agli esiti dei sopralluoghi”. Annuncia infine che è in corso un procedimento che potrebbe imporre la chiusura di quei locali. Gaetano Trainito sottolinea la necessità che quegli uffici vanno chiusi immediatamente e col dito puntato verso l’amministrazione chiede come sia stato possibile autorizzare le poste ad aprire in assenza di un certificato di agibilità. Conclude Vella specificando i termini della sua mozione non senza annunciare che tutto il carteggio potrebbe essere inviato alla procura della repubblica. In fase di votazione sono presenti 19 consiglieri che all’unanimità approvano la mozione. Con l’anticipazione del punto 16, Di Stefano ritorna sulla questione dei parcheggi. L’amministrazione è certa di avere rispettato il rapporto tra strisce bianche e strisce blu nel centro storico? E gli spazi per i disabili? La sua richiesta è perentoria: sospensione immediata della delibera sui parcheggi e redazione del piano del traffico previsto dalla legge. Pieno sostegno a Di Stefano da parte di Gallo e Scudera. Anzi quest’ultimo invita l’amministrazione a verificare come lungo il corso non esistano soste per disabili. Anche D’Assenza e Maganuco intervengono per la poca attenzione sul problema. L’assessore Rinelli puntualizza che l’amministrazione si è limitata a dare esecuzione al bando invitando la ditta a rispettare le percentuali di legge per strisce blu, bianche e disabili. La discussione prosegue con punte di polemica tra Di Stefano e l’assessore Rinelli, ma a porre fine al dibattito è Gradito che chiedendo la verifica del numero legale. Il presidente Fava è costretto a mandare tutti a casa perché in aula rispono all’appello solo 14 consiglieri.


Autore : Nello Lombardo

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