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Corriere di Gela | Intervista al dott. Giuseppe Fava, presidente da un anno del Consiglio comunale
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notizia del 24/07/2011 messa in rete alle 20:34:53

Intervista al dott. Giuseppe Fava, presidente da un anno del Consiglio comunale

Quando gli chiediamo di farci un consuntivo a quasi un anno dal suo insediamento a presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Fava accetta subito di buon grado. Non fa parte del personaggio esibirsi o fare passerella, ma lo dice a chiare lettere che preferisce l’intervista a 360 gradi alle domande telegrafiche dei giornalisti delle tv. Dalla discussione che si instaura traspare un presidente del consiglio un po’ angustiato , non tanto per il lavoro che il civico consesso produce e che ritiene altamente positivo, quanto per una certa frantumazione politica esistente all’interno dell’area del centro sinistra che determina fibrillazioni e nuoce notevolmente alla produttività dei lavori. E lui è un Pd e quindi appartenente all’area di centro sinistra che sostiene la giunta Fasulo. Ma gli corre obbligo di precisare che il suo ruolo gli impone di essere al di sopra dei partiti e vi riesce. Il suo cruccio è la scompostezza di molti consiglieri che spesso si muovono disturbando l’andamento dei lavori o prendere la parola senza essere stati autorizzati o controbattere ad un collega solo per amor di polemica. Non sopporta il va e vieni dall’aula e i capannelli che si formano durante i lavori. E’ arrivato persino a minacciare l’espulsione dall’aula ai recidivi. Ma in fondo il presidente Fava è un buono e probabilmente per queste sue qualità deve sopportare lo scotto di certe esuberanze di consiglieri. Ma adesso che il bicchiere è colmo, ha deciso di convocare una conferenza di capigruppo perché ciascuno si assuma la responsabilità del buon comportamento dei suoi componenti, ricorrendo anche ad eventuali censure. Fava, che ha anche esperienze di amministratore, spesso si rende disponibile sia nei confronti del sindaco che degli assessori quando si tratta di elaborare progetti che coinvolgano consiglio e giunta. E in quei casi – lo afferma con orgoglio – lavorando in sinergia si raggiungono risultati di notevole spessore. Ha un’idea tutta sua del significato della parola sinergia e del lavoro di squadra. E cerca di spiegarcela aiutandosi con parafrasi ed esempi. Il buon risultato di un’azione amministrativa intrapresa da un assessore o dal sindaco non deve considerarsi, a suo giudizio, merito esclusivo di chi la porta avanti, né deve essere considerata una “cosa” di partito, ma merito di tutta la giunta. “Ciò che fa un assessore – afferma Fava – si riverbera positivamente su tutti gli altri assessori della coalizione. La città di fatto lo coglie come un’azione messa in atto dall’intera giunta Fasulo. Se qualcosa vien fatta male, è tutta la giunta ad essere considerata incapace. L’ho affermato qualche giorno fa in una riunione all’Unione comunale. Non è stato mai mio costume di una iniziativa farne una questione di partito. Se si è alleati in una coalizione si deve pensare che ciò che io faccio di buono, si riverbera positivamente su tutta la coalizione, la quale in tutte le questioni più importanti riguardanti la gestione del territorio, il bilancio ecc., deve sapersi raccordare. Se l’assessore tal dei tali procede bene o fa male, la gente percepisce questo fatto come responsabilità dell’intera giunta e del sindaco”.

– Lei si è sempre ritenuto il presidente di tutti e spesso è costretto ad intervenire nei confronti dei suoi colleghi per un loro comportamento non adeguato in ala consiliare. Spesso è stato severo, ma i risultati purtroppo non cambiano. Ha in mente qualche altro stratagemma per riportare un po’ di ordine in consiglio? ?

«Ho in mente di convocare al più presto una conferenza dei capigruppo per far presente che il comportamento generale dei consiglieri lascia molto a desiderare. Sono fermamente convinto che va redatto un decalogo di buon comportamento sottoscritto da tutti i gruppi fissando anche delle clausole penalizzanti. Sarei del parere di vietare l’uso del cellulare in aula, eliminare quel via vai dall’aula a proprio piacimento, chiacchierare mentre un collega ha la parola. Piccole cose, ma regole scritte e condivise che sono certo daranno buoni frutti».

– Ci sono delle sedute di cui lei va orgoglioso per le ripercussioni avute sul territorio? ?

«Ne ricordo due in cui abbiamo anche invitato i sindaci dei paesi vicini gettando una pietra sullo stagno. Siamo stati aperti anche alle associazioni che si impegnano insieme a noi di costruire qualcosa in città. Abbiamo dedicato delle sedute per denunciare situazioni difficile e ingiuste, e mi riferisco alla questione Caltaqua. Abbiamo ospitato anche un consiglio provinciale. Questi sono momenti di vera democrazia».

– Come deve essere un presidente, a suo giudizio, nei confronti dei consiglieri di propria area politica. Accondiscendente o imparziale? ?

«Ritengo che il presidente debba essere a di sopra dei partiti, ed imparziale. Deve dimenticare, dal momento in cui ha assunto questa carica, la sua appartenenza al tal partito. Ai miei compagni di partito ho sempre spiegato che io sono il presidente di tutti e super partes. Per gli atti posti in essere dal Consiglio, non faccio sconti a nessuno. Ancora c’è chi non ha capito che gli organi devono essere rispettati per il ruolo e le competenze che hanno».

– Si lancia spesso un’accusa all’Ufficio di Presidenza: molti atti vengono recapitati con gli allegati all’ultimo momento. Il che non consente sufficientemente al consigliere di lo studio dell’atto. Pensa ad un rimedio? ?

«Intanto la Presidenza ha sempre consegnato tutti gli atti comprensivi degli allegati e in tempo utile ai capigruppo. Se un consigliere ha interesse ad approfondire l’atto non ha che da rivolgersi al suo capogruppo chiedendogli tutte le copie che vuole».

– Qual è l’atto più qualificante che ha prodotto questo consiglio comunale?

«Penso che sia stato quello del bilancio dello scorso anno. Un grosso rompicapo e per di più c’erano da approvare emendamenti provenienti da consiglieri comunali decaduti, con tutte le conseguenze ed i rischi che ci siamo dovuti sobbarcare. Ebbene, il Consiglio ha discusso quegli atti ed alla fine li ha approvati. C’è stata una perfetta intesa tra commissario ad acta e capigruppo che hanno accettato un percorso che poi ha portato all’approvazione di quello che era di fatto un bilancio tecnico e non politico. Ma ce ne sono di altri come il condono sui tributi, come proposto dall’amministrazione. Abbiamo regolamentato ilo servizio idrico a Manfria».

Tutto sommato, Fava si sente soddisfatto, con qualche distinguo, del lavoro prodotto sin qui dal Consiglio che presiede. Conta però sullo scatto d’orgoglio che di volta in volta è necessario per qualificarne ulteriormente l’attività. Per esempio, quando approderà in aula il nuovo piano regolatore.


Autore : Nello Lombardo

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