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Corriere di Gela | Primarie: vince Bersani, ma Renzi incalza
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notizia del 07/12/2012 messa in rete alle 20:25:54
Primarie: vince Bersani, ma Renzi incalza

Bersani vince il ballottaggio su Renzi e pertanto sarà il candidato a premier del centro-sinistra alle prossime elezioni politiche, in programma probabilmente a febbraio. Ha vinto la proposta più solida appoggiata dalla stragrande maggioranza del partito e dagli stessi candidati battuti al primo turno, ossia Vendola (Sel), Tabacci (Api-Italia Concreta) e Puppato (Pd). A Bersani il 60,65% contro il 39,35% di Renzi.

Fa onore al giovane sindaco di Firenze l'aver confessato un altro limite nella scarsa capacità di incassatore: dote magari non essenziale per un abile amministratore, ma lo è per un politico che si presta alla competizione. Chapeau infine alla coerenza mostrata da Matteo Renzi nell'ammettere la propria sconfitta a fronte di una vittoria limpida del suo competitor che nessuna regola diversa avrebbe mai messo in discussione.

E forse il non aver mai messo davvero in discussione l'avversario diretto, puntando vistosamente l'indice contro altri, i cosiddetti “dinosauri”, è stato il grande passo falso di Renzi. Polemizzare con i vari D'Alema, Bindi e compagnia bella, biasimando Bersani solo per non essersene ancora sbarazzato, senza mai attaccarlo davvero, è stato presumibilmente la prima fonte di legittimazione dello stesso segretario nazionale. Bisognerà vedere se la partita interna al Pd si è chiusa una volta calato il sipario sulle primarie

Bersani, dal canto suo, ha avuto l'indiscusso ed indiscutibile merito di aver derogato allo statuto in nome di una democrazia più partecipata in risposta all'antipartitismo di questi tempi più che mai in voga. Ha così aperto le primarie ad altri candidati, anche di altre forze del centro-sinistra, nonché ad elettori non esclusivamente di centro-sinistra. Togliendo il velo sullo scollamento che insiste tra il “vertice” e la “base”, ha allargato la tenuta di una segreteria decisa da primarie chiuse congressuali dove a contare sono le tessere, ai fini di una forte leadership di coalizione consacrata da primarie aperte dove a contare sono le preferenze espresse nella segretezza delle cabine, lontani da occhi indiscreti. Sicché Renzi è servito a Bersani per dare un senso a tutto questo, giustificandone l'azione di cambiamento e di ricambio generazionale, che iscritti e simpatizzanti richiedono in buona misura e che il candidato a premier ha già dichiarato di voler promuovere. Staremo a vedere se e fino a che punto.

Tornando in conclusione ai numeri, c'è stato a tutti i livelli un calo fisiologico nell'affluenza alle urne tra 1° e 2° turno: sia a livello nazionale, che regionale e locale. Al ballottaggio si sono pronunciati alle urne in 2.750.615 (oltre 3 milioni al 1° turno). Sono state 8930 le schede bianche/nulle, 2.741.685 invece i voti validamente espressi. A favore di Bersani 1.662.909 preferenze (60,65%), a favore di Renzi 1.078.776 preferenze (39,35%), con uno scarto di 584.133 preferenze (grossomodo 20 punti percentuali). Per quanto ci riguarda più da vicino, confermate le vittorie di Renzi a San Cataldo e Serradifalco, Bersani s'è imposto ovunque nella provincia nissena, ottenendo in totale 4.464 voti pari al 68,22%, contro i 2.080 voti di Renzi pari al 31,78%. Il successo di Bersani nella provincia di Caltanissetta è secondo solo alla Provincia di Messina. A recarsi ai gazebo sono stati in 6.575, laddove una settimana prima erano stati in 8.159 (quindi, meno 1.584).

Anche nei 3 gazebo collocati a Gela c'è stato un calo palese nell'affluenza, attestatosi intorno al 30%. Al primo turno hanno partecipato infatti in 2.119, mentre al ballottaggio sono stati in 1.531 (pertanto, meno 588). Al gazebo di Caposoprano sono state contate 861 schede di cui 1 bianca, 2 nulle, 535 a favore di Bersani e 323 a favore di Renzi. Al gazebo di Piazza Umberto I sono state contate 253 schede, di cui 1 bianca ed 1 nulla, 170 a favore di Bersani e 80 a favore di Renzi. Al gazebo di Villaggio Aldisio sono state contate 417 schede di cui 291 a favore di Bersani e 126 a favore di Renzi. Nel complesso a Gela Bersani ha ottenuto 996 preferenze (oltre 400 in meno rispetto alla domenica precedente) pari al 65,3%, mentre Renzi ha ottenuto 530 voti (solo 4 in meno) pari al 34,7%. Se c'è in definitiva una città nissena - oltre al comprensorio del capoluogo (rappresentato da San Cataldo e Serradifalco) - dove l'esigenza di un rinnovamento è in ogni caso avvertita (nel calo di affluenza tra il 1° ed il 2° turno, i “rottamatori” hanno comunque tenuto), è proprio quella in cui il Pd è partito di maggioranza relativa e che oltre al Sindaco esprime anche il Presidente della Regione.


Autore : Filippo Guzzardi

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