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Corriere di Gela | Un consorzio fidi a Gela
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notizia del 06/11/2004 messa in rete alle 20:24:50

Un consorzio fidi a Gela

La costituzione di un “Consorzio fidi” per venire incontro alle esigenze di liquidità dei commercianti, era uno dei punti fondamentali del suo programma. E’ risaputo che le Banche ti “mangiano vivo” quando chiedi un prestito che ti urge per investirlo nella tua azienda, non parliamo poi quando ti rivolgi a privati che ti applicano tassi da capogiro. Tutto questo lo sapeva Gaetano Minardi (foto), l’attuale vicepresidente provinciale della Confcommercio anche perché nel passato lo ha vissuto sulla propria pelle, e per tal motivo aveva pensato ad una struttura consortile che grazie alla sua forza d’urto potesse ottenere per i propri associati prestiti bancari ad un tasso d’interesse non superiore all’1,5 %. Adesso, dopo un percorso ed un lavoro in salita era tutto pronto. Ma guarda caso il presidente della Confcommercio Pernaci chiama Minardi e gli dice pressappoco così: “Il consorzio fidi c’è a Caltanissetta e quindi un doppione a Gela non ha motivo di esistere”. E’ la solita storia di sempre. Gela non ha diritto di percorrere la propria strada. Minardi, senza per nulla scomporsi e forse minimizzando il contrasto tra lui e il suo presidente, decide imperterrito di andare avanti nella sua idea certo che non esiste né contrapposizione né incompatibilità fra le due strutture.
Siamo andati a trovarlo e gli abbiamo posto alcune domande per saperne di più sulla vicenda. Gaetano Minardi ha colto l’occasione per chiarirci il problema cui non ha dato eccessivo peso dicendo a chiare lettere che sarebbe andato avanti per la sua strada.
– Presidente Minardi, siamo allo scontro?
"Nessuno scontro. Si vuol fare rumore per nulla. Forse neanche Pernaci ha capito le nostre intenzioni. Le dico subito che dopo avere avviato la procedura per costituire il consorzio fidi, siamo venuti a conoscenza che in questi casi interviene la Confcommercio di Caltanissetta che autorizza. Quindi vede quale sia l’importanza di essere provincia? E quante volte ho premuto con i nostri deputati perché si attivassero perché la nostra città possa assurgere al rango di provincia regionale. Considerato che i termini sono aperti, mi chiedo come mai non fanno qualcosa in merito. Puntualmente i nodi poi vengono al pettine. La Confcommercio ti chiama e ti dice che il consorzio fidi è una struttura provinciale. Quindi Gela non ha diritto".
– Ma lei nonostante il veto andrà avanti lo stesso?
"Il consorzio fidi si farà anche senza l’egida della Confcommercio. Ciò che auspico è una struttura a 360 gradi, aperta a commercianti, artigiani e piccole imprese. Solo tramite i consorzi fidi l’imprenditoria avrà una boccata di ossigeno. Parliamoci chiaro, i commercianti hanno bisogno di soldi prestati, almeno la maggioranza ha proprio bisogno di acquistare i soldi a prezzo agevolato".
– E’ stato il presidente Pernaci a fermarlo?
"Si. Mi ha detto di fermarmi perché in provincia un consorzio fidi già esiste. A me fa piacere che a Caltanissetta esista una struttura del genere, ma appoggiarsi ad essa le lascio immaginare quali e quante pratiche amministrative si sarebbero iniziate, quante ne sarebbero rimaste inevase e nel cassetto. Troppo macchinoso. Ce lo faremo noi questo consorzio perché conosciamo i nostri associati. Cosa può sapere delle necessità dell’imprenditoria gelese il Consiglio di amministrazione del consorzio fidi di Caltanissetta?".
– Avete già avviato le pratiche per la costituzione del vostro consorzio?
"Le posso anticipare che lo chiameremo Econfidi e lo creeremo senza dare alcun disturbo a quello di Caltanissetta. Raccoglierà associati che non sono solo commercianti. Ci rivolgeremo a Riesi, Niscemi, Mazzarino oltre che Gela per offrire un servizio all’imprenditoria che purtroppo è poco attenzionata dalla politica. Gela viene violentata economicamente e mi arrabbio. Le cito un esempio. Si costruiscono 250 alloggi nella zona a nord di Macchitella e non si ha la capacità di aprire un dialogo da parte di chi ha dato le autorizzazioni per costruire. Perché non trovare un accordo perché la ricchezza che si produce resti a Gela? Invece no. Per fare le forniture si mandano i clienti a Naro, Caltagirone. Questi nostri imprenditori edili dico che non fanno un buon servizio alla città. Possibile che i fabbri gelesi, i falegnami gelesi, il ferraiolo gelese, insomma tutta questa gente non è in grado di lavorare bene? Nessuno sta attenta a queste problematiche. Purtroppo non abbiamo alcune idea di come debba svilupparsi questa città".
– Dall’atto del suo insediamento, è cambiato qualcosa?
"Veramente pensavo a qualcosa di più. Per esempio non siamo riusciti a trovare un dialogo con l’amministrazione per realizzare i mercatini rionali. Abbiamo detto che non è possibile parlare di legalità quando si consente l’illegalità. Non si risolve nulla con i blitz dei vigili urbani colpendo poveri disgraziati ambulanti".
– So che vi siete incontrati con Crocetta, avete prospettato i vostri problemi?
"Finora solo parole, occorre passare ai fatti. Ad oggi mi pare che l’amministrazione non voglia sentirci. Non siamo riusciti portare avanti nulla con l’amministrazione. Avevamo parlato con Crocetta di riorganizzare il lungo mare. Abbiamo anche fornito dei suggerimenti dimostrandolo di essere all’altezza, però la distanza rimane e restiamo amareggiati".


Autore : Nello Lombardo

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