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Corriere di Gela | La politica si intorbidisce
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notizia del 10/07/2004 messa in rete alle 20:21:29

La politica si intorbidisce

Sembra ritornare ai tempi di Franco Gallo, con la politica in perenne ebollizione e l’esasperata ricerca della mediazione politica ancor più del consenso della gente. La imminente revisione dell’assetto dell’esecutivo, a cui il sindaco crocetta ormai non può più sottrarsi, e l’urgenza di esitare positivamente il nuovo bilancio hanno già prodotto i primi scossoni. Consiglieri che dallo schieramento di centrodestra vanno dall’altra sponda, a fare – col proposito o no – da... sponda al sindaco in difficoltà, altri che cercano nuove collocazioni, magari un pò forzate (come quella di Orazio Consiglio verso Rifondazione) o stridenti (come quella dell’ex Udc Italiano, anche lui verso il partito di Bertinotti). Ma mentre il primo non potrà portare alcun beneficio agli interessi politici del sindaco (Consiglio non fa parte dell’Assise civica), il salto “mortale” di Italiano porta un buon voto alla causa del bilancio comunale.
Il mezzo terremoto, guarda caso, lo sta provocando il partito che fino alla scelta di Italiano non aveva alcun rappresentante in consiglio comunale. Cosicché tutto quanto che sta accadendo appare più il frutto di manovre strategiche piuttosto che scelte libere e maturate nel tempo.
A questo punto é spontaneo chiedersi dove stia andando Rifondazione comunista cui, paradossalmente, il recente successo alle Europee ha procurato qualche grana. Da un lato c’è la sconfessione da parte di chi occupò la carica di segretario, ossia Guido Altamore che ci anticipa una serie di iniziative che approderanno a Roma, dove Bertinotti dovrà pur prendere una decisione per fare chiarezza. Dall’altra c’è anche un grosso impegno della nuova segreteria che fa capo a Nicolò di Stefano, un giovane che ha orbitato di recente nell’area diessina e che si é da poco tempo catapultato su Rifondazione comunista.
Abbiamo così sentito Guido Altamore che ritiene essere il naturale segretario ed il neo eletto Nicolò Di Stefano.
C’è da aggiungere che Rifondazione si apre a un folto numero di iscritti tutti vicini all’ex Udc Rosario Italiano fino a giungere all’ingresso di Orazio Consiglio che mentre in un primo momento aveva annunciato di entrare nel partito di “Italia dei Valori”, da qualche giorno ce lo si ritrova nelle fila di Rifondazione comunista. Lo aveva annunciato ad inizio di settimana con uno stringato comunicato stampa. Ma a noi interessa vedere chiaro come stanno le cose in casa di Rifondazione.
Con Guido Altamore, ex segretario di Rifondazione comunista ci incontriamo in Piazza Martiri della libertà. Quando gli chiediamo se è disposto a rispondere ad alcune nostre domande sulla questione di Rifondazione comunista, accetta di buon grado, e la sua prima risposta è un attacco all’attuale segreteria.
– Perché questa polemica con la dirigenza di Rifondazione comunista?
“Questa segreteria non la riconosco. Di Stefano è vero che è stato eletto. Ma io mi chiedo: da chi? Io ho un deliberato del comitato di controllo nazionale che afferma che io sono il segretario naturale di Rifondazione comunista”.
– Ma a quando risale questo deliberato?
“Al luglio di un anno fa. Dal momento che siamo stati surrogati da un atto antistatutario non solo a Gela, ma anche a San Cataldo, Riesi. Secondo quanto prevede lo statuto, si deve andare a fare un tesseramento. Ho anche scritto una raccomandata al segretario provinciale e per conoscenza al segretario regionale in cui chiedo un regolare tesseramento e andare così a gennaio al congresso. In tale contesto il segretario uscente si dimette, introduce i lavori, segue il dibattito e si va ad eleggere un altro segretario”.
– Allora Rifondazione ha due segretari, lei e Di Stefano?
“Sembra di sì. Qui c’è stato un connubio tra il segretario provinciale e il sindaco Crocetta in previsione delle prossime amministrative. Ma se andiamo un pochino più indietro nel tempo, ma di poco, Crocetta non volendo avere rapporti con i vecchi di Rifondazione ha creato le condizioni per farci far fuori. E’ stato fatto un colpo di mano a questo congresso. Hanno inserito Rosario Italiano, che è uomo di Crocetta. E’ chiaro che Italiano sta facendo il gioco di Crocetta, altrimenti non si capirebbero le sue affermazioni quando dice che l’assessore Consiglio è un tesserato di Rifondazione, ma non l’assessore. Allora lui a questo punto dovrebbe essere il tesserato, ma non il consigliere di Rifondazione.

Questo meccanismo diabolico ha sortito l’effetto di ricompattare il centro sinistra, escluso Rifondazione, togliere la delega a consiglio. Un gioco politico e di potere che vede ricompattarsi l’Ulivo. Quindi Altamore, Scibona, Gambino, Abela sono stati fatti fuori appunto perché a gestire Rifondazione fosse il sindaco Crocetta”.
– Ha assunto iniziative particolari di fronte a questi fatti che denuncia?
“Su queste questioni, assieme ai compagni di San Cataldo, Riesi e forse anche di Niscemi stiamo iniziando un azione che stiamo portando a livello nazionale. Aspettiamo che il nazionale definisca la questione. Sulla questione Gela c’è un fatto grave: gli innesti non hanno nulla a che vedere con Rifondazione sul piano dei principi e ideologicamente. Con questo innesto voluto e concordato si permettono di dire che con il loro inserimento, Rifondazione ha conquistato 1600 voti. Sappiamo tutti che 1400 schede di Rifondazione sono di Crocetta per cui esiste un errore elettorale. L’elettore credendo che Crocetta fosse un candidato di Rifondazione ha messo il segno su quel simbolo e sul suo nome. Quindi alla fine senza una campagna elettorale, senza un manifesto, fruiscono di un risultato altrui. Devo aggiungere che Italiano ha chiuso con l’Udc votando alle europee per Cuffaro e la Noè perché doveva loro qualcosa. E lo affermo perché ho le prove. Noi veniamo da lontano. Noi siamo i veri comunisti. Ecco perché contestiamo. E non ci stiamo. A Gela hanno infangato anni e anni di lotte. Qui si cambia casacca come se nulla fosse”.
Nicolò Di Stefano nasce quarantatre anni fa. Lascia Gela ancor giovane e frequenta gli ambienti della sinistra in Toscana dove si fa le ossa nelle attività legate ai manager dell’information technology. Tornato a Gela entra a far parte dei dirigenti del direttivo provinciale dei Ds fino a circa tre mesi fa. Dissentendo su certe linee che lui stesso denuncia e non ottenendo risposte adeguate decide di entrare in Rifondazione comunista.
– Cosa prova essere segretario di un partito storico quale è Rifondazione comunista?
“Provo un grande entusiasmo”.
– Ci pare che lei è la prima volta che ricopre una carica “pubblica”. Adesso però ha un incarico di segretario di un partito quale è Rifondazione comunista. Cosa è che le ha fatto cambiare idea abbandonando i Democratici di sinistra?
“Per prima cosa ho pensato sempre che l’Ulivo era una formula superata e che bisognava andare oltre. La seconda motivazione è riconducibile alla questione morale. Nel mese di gennaio la posi al mio direttivo e mi identificai nella posizione di Rifondazione comunista che sulla questione Cuffaro chiedeva la sue dimissioni. Inoltre sono contrario allo sbarramento perché non si può dividere il popolo della sinistra e in più storicamente sono un obiettore di coscienza e lo sono stato oltre venti anni. Sono istituzionalmente sono contro ogni forma di difesa e offesa e contro l’uso legalizzato delle armi”.
– E’ azzardato dire che Rifondazione comunista sia nata sotto una cattiva stella. Polemiche dell’ex segretario Altamore, ingresso di uomini di centro, ingresso di altre persone camaleontiche, ecc. Non le fanno paura questi veleni che certamente non le spianano la strada?
“Non ho nessuna paura perché Rifondazione comunista e Sinistra europea hanno l’esigenza e la volontà di aprirsi e non chiudersi a riccio. Ho aderito proprio di recente ai cantieri programmatici della sinistra del prof. Fiandaca, dove c’è anche l’auspicio che entrino anche uomini del centro destra. Quindi nessuna contraddizione sulle aperture verso questi compagni ed amici provenienti da altre esperienze”.

– Lei sa delle polemiche riportate nei giornali di questi giorni. Ebbene, non la toccano?
Non credo che ci siano critiche e polemiche. Ieri sono stato a Palermo dove ho incontrato Fausto Bertinotti alla presentazione di un libro dove si è complimentato con il lavoro che sto facendo”.
– Al di là delle polemiche e delle critiche. Come si propone lei al suo partito, quale sarà la vostra collocazione politica a livello locale e provinciale e quali i vostri obiettivi immediati.
“C’è una grande forza di sinistra di cui non si può fare a meno e questa è Rifondazione e comunista. Nostro obiettivo politico essere da traino e da stimolo ai partiti della sinistra storica. Essere protagonisti nella vita della città, ragionare sulla questione morale che è un aspetto cui tengo molto e non solo io ma Rifondazione. La novità sta nel movimento della sinistra europea di Bertinotti, che è un partito ambientalista, pacifista, che condanna lo stalinismo, la formula di partito aperta alla società civile, ai giovani. E’ passione, energia, atteggiamento sanguigno. E’ lotta, ragionamento, non calcolo. E’ convinzione, non convenienza”.
– Quali le cose che volete fare subito?
“Intanto sto invitando i partiti del centro sinistra presso la nostra sede per discutere sugli aspetti della sinistra e del centro sinistra. Vogliamo vedere quello che siamo e quello che vorremmo essere per sconfiggere i governi di centro destra ad ogni livello”.
– Riconoscete in Rosario Italiano il capogruppo naturale di rifondazione comunista in seno al consiglio comunale?
“Italiano è un compagno che ha aderito ad un progetto politico e chiaramente fa parte di questo partito e in quanto tale che lo riconosciamo”.
– Sosterrete la giunta Crocetta o vi mantenete autonomi?
“Rifondazione comunista è una forza autonoma, che non dà cambiali in bianco a nessuno. A noi interessano i programmi, i progetti dei cittadini delle fasce deboli. La battaglia che noi faremo è sulla città. La priorità che ci siamo dati è incontrare i partiti del centro sinistra per confrontarci perché abbiamo delle proposte. La giunta si deve dare un obiettivo importante sull’agricoltura. Noi chiederemo che vanga attenzionato il mondo dell’agricoltura perché la ricchezza di Gela deriva da questa. Vorremmo tanto che venisse istituito un Istituto tecnico agrario perché a mio modo di vedere bisogna iniziare dalla formazione per immaginare una città e la ricchezza fra qualche tempo. Iniziare già a pensare che Gela per la sua posizione geografica è il porto naturale del porto franco con i Paesi del nord Africa. Quindi essere pronti per i liberi scambi”


Autore : Nello Lombardo

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