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Corriere di Gela | Regolamento mortuario se ne occupa il Consiglio, ma il cammino è ancora lungo
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notizia del 06/10/2013 messa in rete alle 20:19:49
Regolamento mortuario se ne occupa il Consiglio, ma il cammino è ancora lungo

Non sono bastate due sedute, quelle del 30 settembre e del 1° ottobre per esitare il nuovo regolamento rivisto e corretto delle norme in materia mortuaria. Tra un chiarimento, una sospensione dei lavori, qualche polemica e una grande pazienza del presidente del consiglio Fava nel mettere un po’ d’ordine in un consiglio scomposto e svogliato, si è arrivati a martedì 1° ottobre esitando 78 articoli. A sospendere i lavori rinviandoli a lunedì 7 ottobre, la proposta del consigliere capogruppo Pd Enrico Vella che così l’ha motivata: «Dall’art. 79 in poi ci sono da fare degli approfondimenti che ritengo necessari. Occorre verificare una serie di cose e rimuovere i dubbi che stasera sono emersi nel corso del dibattito. E poi riguardo alle casse comunali occorre fare un ragionamento complessivo».

Ha aggiunto, infine, che le sue argomentazioni sono state date a ragion veduta in quanto in quanto si è «occupato approfonditamente della materia». L’amministrazione e il settore Istruzione e ambiente diretto dalla dottoressa Patrizia Zanone hanno preparato la bozza di regolamento di polizia mortuaria secondo uno schema a due colonne. Da una parte il vecchio testo con i riferimenti alle precedenti normative e dall’altra il nuovo testo emendato e rifatto.

Alla sua elaborazione hanno contribuito le commissioni consiliari competenti, oltre che gli uffici preposti del settore, sentito anche il dottor Calogero Buttiglieri, direttore del Dipartimento di Igiene Pubblica di Gela. Gli articoli sono stati approvati speditamente in parte per appello nominale e in parte per alzata di mano permanendo in aula lo stesso numero di consiglieri. Alcuni chiarimenti sono stati richiesti dal consigliere Maria Pingo che è stata accolta festosamente da alcuni consiglieri quando è entrata in aula dopo qualche assenza per motivi di salute. Ampie spiegazioni sono state fornite dal capo settore dottoressa Zanone e dallo stesso presidente del consiglio.

La precedente seduta è stata caratterizzata da una serie di richieste di chiarimenti e da qualche incomprensione che ha influito sull’andamento dei lavori. Si è iniziato scompostamente con continui interventi del presidente Fava costretto a richiamare consiglieri a far capannelli o a telefonare al cellulare. Per agevolare i lavori Fava sospende la seduta in attesa di ricevere una decina di fotocopie dell’atto. Alla ripresa dei lavori è Luigi Farruggia (Grande Sud) a prendere la parola. Richiamandosi ad una precedente conferenza dei capigruppo quando il documento fu condiviso da parte di tutti, chiede se il suo desiderio che alcune sfaccettature andavano rimosse acquisendo il parere del direttore di Igiene pubblica, fosse stato soddisfatto. Inizialmente risponde il presidente Fava informando che la dottoressa Zanone si è sentita più volte col dottor Buttiglieri che ha fornito numerosi suggerimenti e correzioni al vecchio testo.

Nonostante le rassicurazioni fornite, Farruggia ritorna a chiedere se fossero stati acquisti i pareri dell’Ufficio Igiene sull’art. 3.

Anche Lo Nigro dichiara che come commissione sanità inizialmente avevano avuto qualche dubbio, ma era stata la dottoressa Zanone a fornire tutti i chiarimenti. C’è, quindi l’intervento di Pellitteri, componente della commissione Affari generali: «Se cerchiamo i cavilli – afferma – non ce ne usciamo più. Il dottor Farruggia aveva proposto il coinvolgimento del direttore di igiene pubblica, cosa che è stata fatta. Ho avuto modo di verificare il regolamento ed ho accertato che le modifiche erano state apportate. Posso assicurare al dottor Farruggia che c’è stata una perfetta sinergia». Seguono interventi di Gulizzi, Fava, Morselli e Siragusa. Quando si giunge all’approvazione dell’art. 7 Farruggia chiede nuovamente di intervenire perché sembra essere fortemente risentito dell’intervento di Pellitteri. «Non ho voluto fare dei cavilli – replica rivolto a Pellitteri – né il mio atteggiamento vuole essere un ostacolare il consiglio. Ritengo che il mio intervento aveva una sua valenza».

«Non ho voluto accusare nessuno – risponde l’ex senatore anche lui risentito – e questo appunto non lo merito dal dottor Farruggia né sul piano politico, né sul piano personale». Tutto finisce lì. E’ evidente che non c’è malizia nelle affermazioni dei due consiglieri, galantuomini entrambi. Forse deve essere scappato qualche termine improprio rivolto in generale e non a qualcuno specificatamente. Appena si giunge all’approvazione dell’art. 12 Farruggia sta per lasciare l’aula forse non accorgendosi che verrebbe a mancare il numero legale. E’ il presidente Fava che lo invita a rientrare. Cosa che fa. Ma di lì a poco si allontana facendo mancare il numero legale.


Autore : Nello Lombardo

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