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Corriere di Gela | I mutamenti della geopolitica in Consiglio
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notizia del 06/10/2013 messa in rete alle 20:18:14
I mutamenti della geopolitica in Consiglio

Come è mutata la geografia politica del consiglio comunale dal suo insediamento (6 luglio 2010) ad oggi? Quale è stata la sua produttività? Su queste due domande che il Corriere si è posto siamo in grado di rispondere per ora soltanto alla prima. Ci siamo impegnati in una operazione complessa il cui risultato ci ha lasciati moderatamente soddisfatti. Per quanto riguarda la produttività del civico consesso abbiamo dovuto rinviare ad una seconda fase, quando entreranno in gioco deliberazioni consiliari e numeri legati alle presenze in aula prima e dopo l’appello, la presentazione di interrogazioni e mozioni dei singoli consiglieri con i rispettivi risultati, ed altri parametri sui quali sorvoliamo.

Le fonti che abbiamo utilizzato sono rappresentate da una rassegna minuziosa di articoli e servizi dagli archivi del Corriere soprattutto dalla nutrita documentazione messaci a disposizione dallo staff del consiglio di presidenza diretto dal sig. Emanuele Capici e dall’impegno personale del presidente Peppe Fava, ai quali va il nostro speciale ringraziamento. Fatta questa premessa, il lavoro che pubblichiamo descrive la geografia politica del Consiglio comunale dal suo nascere ai giorni d’oggi. Il quadro che vien fuori è sintomatico oltre che emblematico e porta ad affermare che l’organo consiliare gelese è l’immagine di una città che con grande difficoltà tenta di riprendersi un’identità perduta. Emerge una frammentazione politica con gruppi e gruppetti che pur collocandosi in una precisa area politica difficilmente riescono ad arrivare ad una sintesi. Il battibecco politico ed i personalismi la fanno da padrona. I gruppi consiliari spesso non danno garanzia di voto unanime per la poca affidabilità dei singoli consiglieri legati più al tal parlamentare anziché all’idea di partito. Ci sono però momenti di grande valore nell’arco di questi tre anni di vita assembleare e di comportamenti lodevoli specialmente quando si è trattato di esitare atti di vitale importanza per la collettività . Attraverso le sedute consiliari monotematiche si è snodato un dibattito politico significativo che è sfociato quasi sempre nella sottoscrizione unanime di un documento di indirizzo politico che ha evidenziato senso civico e spirito di servizio nei riguardi della collettività.

La fisionomia del consiglio all’indomani della proclamazione è quella rappresentata nella Tabella A. Essa parte già minata dalle fondamenta in quanto sin dal primo insediamento degli eletti, si preannunciano ricorsi al Tar che potrebbero sconvolgere, come hanno in effetti sconvolto i risultati (Tar 25.10.2010). La commissione elettorale circondariale, presieduta dal presidente del tribunale di Gela, Alberto Leone, dopo il primo turno di votazione, aveva scartato le liste che non avevano superato lo sbarramento del 5% e, ricalcolando i risultati in percentuale, aveva assegnato il premio di maggioranza a quelle che sostenevano il candidato a sindaco, Lillo Speziale (Democratici per Gela), perché risultavano avere superato il 50%. Ciò aveva indotto i consiglieri estromessi a ricorrere al Cga. A seguito della sentenza del Tar cui ricorse Gioacchino Pellitteri, rimasero fuori due consiglieri dei Democratici per Gela (Giuseppe Collura e Giovanna Cassarà), due Udc (Guido Siragusa e Giuseppe Morselli), uno dei DeS, Nicolò Gennuso (tutti difesi dall’avv. Calogero Rubino di Palermo) e due del gruppo Sicilia Pensiero libero (Luigi Farruggia e Salvatore Cauchi), difesi dall’avv. Sirna. Ma un controribaltone, alla fine, avviene per via di altri ricorsi da parte degli esclusi che vengono a sua volta riammessi al civico consesso con sentenza del Cga (Consiglio di Giustizia Amministrativa) del 15.11.2011. La Tabella “B” (che pubblicheremo nella seconda parte del servizio che pubblicheremo nel prossimo numero) – in cui si evidenzierà il nuovo volto del Consiglio comunale nella sua evoluzione nel tempo – sarà eloquente.

In campagna elettorale il Partito democratico si era spaccato in due frange. Quella ufficiale che aveva ricevuto l’imprimatur dalla segreteria regionale e che sosteneva il candidato Pd Angelo Fasulo e quella abbastanza copiosa che faceva capo al “ribelle” Lillo Speziale che si era candidato lo stesso avendo perso le primarie e in dissenso con la segreteria regionale del partito. Si parlò di brogli che alla fine non furono provati. Da questa competizione risultò vincitore Fasulo a danno di Lillo Speziale che però ottenne una buona affermazione dei suoi consiglieri fedeli. Ne venne fuori una situazione antipatica che vedeva insieme consiglieri di stessa area, ma frantumati per avere scelto di appoggiare chi Fasulo e chi Speziale.

Le prove tecniche di riconciliazione e di ricerca dell’unità perduta vengono avviate grazie ad iniziative singole e ad un’assemblea cittadina indetta dal Circolo Pd Gela centro mercoledì 15 settembre 2010. Non è certo che si tratti di una effettiva volontà di unità del partito, però ci sono tutti gli ingredienti che possono indurre il Pd a volare alto alla ricerca della sua identità. Almeno dalle nostre parti questa identità c’era ed era costituita dall’anima comunista sempre ligia alle regole democratiche e che nel tempo è riuscita a radicarsi sulla base. L’anima cattolica catapultata all’interno di questo contenitore, ossia il Pd non è riuscita a far lega non per colpa sua, ma per via di una ingombrante presenza di onorevoli che hanno finito per crearsi spazi su cui hanno costruito la propria fortuna politica. I vari Donegani, Speziale e Crocetta, tanto per limitarci alla sinistra, hanno pensato solo di pestarsi i piedi anziché avere dinanzi ai loro occhi il bene comune della città. Come è possibile che una città come Gela non conti nulla e vive nel degrado ambientale ed economico pur esprimendo dei parlamentari, mentre la vicina Ragusa con un numero di parlamentari inferiore riesca a prosperare ed a vivere in sicurezza. E’ chiaro che ci dividono modi di vita, concezione del progresso tecnologico e dello sviluppo, una memoria storica che loro hanno e messo a frutto. E noi? Il nostro difetto è che non siamo stati mai capaci nella nostra storia economico-politica ad assurgere a classe dirigente consapevole della propria mission.

Tutti proclamano la necessità di essere uniti, di mettere al bando i personalismi, costruire un percorso comune che porti a sancire il rispetto delle regole e delle gerarchie. Lo afferma anche l’onorevole Speziale, assertore di una politica di sostegno al sindaco Fasulo perché è l’unica via maestra che porta al bene della nostra collettività. Forse la spaccatura all’interno dei democratici trova una sua composizione al momento in cui si deve votare il presidente del Consiglio comunale. Solo dopo tre sedute consiliari c’è la fumata bianca (21 luglio 2010) con l’elezione a presidente di Peppe Fava di stretta fede democratica. Si registrano nei giorni precedenti delle prese di posizione dell’Mpa che ritiene di doversi prendere la presidenza oltre che la vicesindacatura. Si arriva ad un compromesso con la mediazione del socialista Piero Lo Nigro che in un certo senso garantirebbe sia per Mpa che per il Pd. E’ probabile che lo stesso Fava non si aspetti di essere eletto. A provarlo, se può essere questo considerato un parametro probante, la tenuta sportiva di Fava in maniche di camicia e di contro un Piero Lo Nigro elegantemente vestito con giacca e cravatta. Fava viene eletto dopo ben quattro sedute mercoledì 21 luglio scorso, con 16 voti contro i 12 ottenuti dal socialista Piero Lo Nigro. Lo hanno votato: Giuseppe Arancio, Rocco Giudice, Nuccio Cafà, Antonino Biundo, Giuseppe Collura, Giovanna Cassarà (democratici per Gela); Santo Giocolano e Nicolò Gennuso (Democrazia e socialismo); Vincenzo Cirignotta e Giuseppe Morselli (Udc); Terenziano Di Stefano (Liberi e gelesi); Carmelo Casano, Giacomo Gulizzi, Giuseppe Fava, Giuseppe Ventura, Salvatore Mendola (Partito democratico). Una votazione che potrebbe dirsi a sorpresa ma che è nata nella mattinata a Palermo e che si è maturata nel tardo pomeriggio.

Al neopresidente Fava va riconosciuto il merito di grande mediazione in quanto è riuscito ad omogeneizzare i due gruppi nell’ unico gruppo consiliare del Partito democratico. Vice presidente viene eletto Enzo Cirignotta.

Da quel momento anche se i consiglieri eletti di fede spezialiana rientrano alla casa madre del Partito democratico non significa che si è raggiunta l’unità perduta, ma rappresenta un primo passo per irrobustire la maggioranza di centro sinistra che deve sostenere la giunta Fasulo. Senza volerci addentrare in particolari e date di riferimento, grosso modo l’evolversi dei fatti politici più significativi si articola come qui di seguito.

MOVIMENTI E AVVICENDAMENTI DI CONSIGLIERI

• Il 21.10.2010 il consigliere comunale Terenziano di Stefano, eletto a maggio nella lista “Liberi e gelesi” torna all’Mpa. C’è tutto lo stato maggiore a salutare il suo ritorno, con l’on. Pino Federico in testa.

• Il 25 ottobre 2010 i neoconsiglieri promossi a suon di sentenza prestano giuramento. Si tratta dei consiglieri eletti nel Pd Gioacchino Pellitteri, Giuseppe Manfrè e Fabio Collorà; Nunzio Scudera, Saverio Verderame e Giuseppe Verdone dell’Mpa e Orazio Maganuco della lista Donegani. Saverio Verderame entra in consiglio per surroga in quanto primo dei non eletti e prende il posto di Giuseppe D’Aleo che ha notificato di voler permanere nella carica di assessore.

• Il 15 novembre si registra l’ingresso nel Pd dell’indipendente Giovanni Cravana e la nomina del nuovo capogruppo consiliare Enrico Vella.

• 17.04.2011 avviene l’insediamento del neo consigliere Rocco D’Assenza primo dei non eletti che subentra a Giuseppe Ventura nominato assessore. • Il 30.04.2011 Carmelo Casano, nominato assessore ai lavori pubblici, viene surrogato con il terzo dei non eletti Gioacchino Gradito. Il consigliere Cirignotta comunica di assumere la carica di capogruppo del Pid (Popolari per l’Italia di Domani)

• Il 13.6.2011 Gioacchino Pellitteri entra ufficialmente nel movimento Alleanza per l’Italia di Rutelli (Api). Durante i lavori del consiglio, annuncia di avere abbandonato l’Udc costituendosi in gruppo consiliare con l’Api.

• Il 17.11.2011 a seguito sentenza della Cga il consiglio comunale viene nuovamente stravolto. A lasciare liberi gli scranni sono i consiglieri del Pd Rocco D’Assenza, Orazio Maganuco, Gioacchino Gradito e Fabio Collorà; quelli dell’ Mpa Nunzio Scudera, Giuseppe Verdone e Saverio Verderame. Pertanto rientrano Giuseppe Collura e Giovanna Cassarà per i Democratici per Gela ; Guido Siragusa e Giuseppe Morselli per Udc; Nicolò Gennuso DeS; Luigi Farruggia e Salvatore Cauchi del gruppo Sicilia. Nel corso della seduta il consigliere Guido Siragusa dichiara che farà parte del gruppo Udc, mentre il consigliere Morselli ha detto che si riconosce nel gruppo dei Popolari per l’Italia (Pip). Peppe Collura infine formalizza l’abbandono del Pd dichiarando di entrare nell’Mpa.

• Il 12.02.2012 il gruppo consiliare Pensiero libero dove era rimasto fedele il consigliere Salvatore Gallo, si ricompone con il rientro di Maria Pingo e Salvatore Cauchi. I due consiglieri erano confluiti nel movimento di Miccichè Grande sud.

• Il 16.02.2012 il gruppo consiliare del Pdl di Gela perde un pezzo con l’uscita dal partito del consigliere Giovanni Cravana che si dichiara indipendente e che successivamente il 17 novembre fa ingresso nel Pd. Nel frattempo capogruppo del Pd viene nominato Enrico Vella. • Il 14 maggio 2013 il Pds-Mpa perde uno dei suoi uomini di punta in consiglio comunale. Si tratta di Terenziano Di Stefano. Lo ha comunicato lui stesso alla stampa dichiarando di essersi autosospeso dal partito. A distanza di pochi giorni, il 21 maggio si dimette anche da capogruppo consiliare dell’Mpa.

• Il 20 giugno 2013 Gaetano Trainito nel corso della seduta consiliare comunica il suo passaggio al gruppo consiliare denominato Megafono.

• Il 1° settembre 2013 il consigliere Udc Peppe Di Dio annuncia in consiglio comunale la nascita di un nuovo gruppo consiliare misto indipendente composto dai consiglieri Peppe Di Dio (Udc), Nicolò Gennuso (Democrazia e socialismo) e Salvatore Mendola (Pli). Peppe Di Dio ne è stato eletto capogruppo. A metà settembre Salvatore Mendola dichiara che il nuovo gruppo consiliare è denominato “Gruppo indipendente”.

• Il 16 settembre 2013 il consigliere Maria Pingo aderisce al gruppo consiliare Megafono.

COMPOSIZIONE DELLE COMMISSIONI CONSILIARI

Il 30 settembre 2010 vengono eletti i componenti delle commissioni consiliari permanenti. Della commissione Bilancio vi fanno parte: Nunzio Cafà, Giacomo Gulizzi e Ugo Costa per la maggioranza; Salvatore Gallo e Enzo Cirignotta per le minoranze. Della commissione Annona: Terenziano Di Stefano, Giuseppe Arancio e Giuseppe Collura (maggioranza); Guido Siragusa e Salvatore Cauchi (minoranza). Della commissione urbanistica; Antonino Biundo, Rocco Giudice e Salvatore Mendola (maggioranza); Santo Giocoloano e Giuseppe Morselli (minoranza). Della commissione affari generali: Carmelo Casano, Giuseppe Ventura e Enrico Vella (maggioranza); Giovanni Cravana e Gaetano Trainito (minoranza). Della commissione toponomastica: Antonino Ventura, Nicolò Gennuso e Giovanna Cassarà (maggioranza); Giuseppe Di Dio e Luigi Farruggia (minoranza). Della commissione sanità: Fabrizio Cafà, Crocifisso Napolitano e Giovanna Cassarà (maggioranza); Piero Lo Nigro e Maria Pingo (minoranza).

Nell’arco dei tre anni per via degli avvicendamenti in Consiglio le commissioni consiliari risultano alla data odierna così composte:

commissione Bilancio: Nunzio Cafà (Presidente), Giacomo Gulizzi e Verdone Giuseppe per la maggioranza; Salvatore Gallo e Enzo Cirignotta per le minoranze.

commissione Annona: Terenziano Di Stefano (Presidente), Ventura Tonino e Giuseppe Collura (maggioranza); Guido Siragusa e Salvatore Cauchi (minoranza).

commissione urbanistica; Antonino Biundo (Presidente), Manfrè Giuseppe e Salvatore Mendola (maggioranza); Santo Giocolano e Giuseppe Morselli (minoranza).

commissione affari generali:, Gioacchino Pellitteri, Rocco Giudice e Enrico Vella (maggioranza); Giovanni Cravana e Gaetano Trainito (Presidente) (minoranza).

commissione toponomastica: Salvatore Liardo, Nicolò Gennuso (Presidente) e Giovanna Cassarà (maggioranza); Giuseppe Di Dio e Luigi Farruggia (minoranza).

commissione sanità: Fabrizio Cafà, Crocifisso Napolitano (Presidente) e Giovanna Cassarà (maggioranza); Piero Lo Nigro e Maria Pingo (minoranza).


Autore : Nello Lombardo

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