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notizia del 23/07/2010 messa in rete alle 0.02.39
Un mese di stipendio
Con il ballottaggio di un mese fa si è chiusa la campagna elettorale a Gela con l’elezione del sindaco e con i Consiglieri, “vincitori di concorso a tempo determinato”, già nei loro scanni comunali ad esercitarsi nelle “fumate nere” per le elezione degli organi istituzionali che dovrebbero portare avanti l’intero impianto amministrativo comunale. Ma per questo loro “lavoro” il cittadino contribuente ha già pagato il suo obolo istituzionale, ancora una volta fiducioso che la nuova compagine amministrativa possa rimuovere nei cinque anni a venire almeno una parte delle numerose “incrostazioni”urbane e sociali che attualmente soffocano l’intero territorio cittadino e la popolazione, la quale, quest’ultima, fortemente delusa dalle precedenti esperienze politiche, sembra che vi abbia “fatto il naso”. Così va detto nel nostro gergo dialettale.
Un mese di stipendio è già stato corrisposto e le cosiddette “fumate nere” continuano ad abbrunire il cielo azzurro di questa nostra calda estate, sopra i tetti del Bel Palazzo di Città, e i cittadini con il naso all’insù che stanno a guardare e, forse, a pensare, ai loro soldi ancora una volta sprecati.
Tra la cittadinanza gelose, fortemente sfiduciata da una lunga esperienza politica chiaramente inefficiente (lo ha dimostrato il forte astensionismo verificatosi alle ultime amministrative, e ancor più al ballottaggio), c’è qualcuno che, pensando al passato politico italiano, auspicherebbe un Consiglio Comunale, un Presidente del Consiglio, un sindaco e gli assessori che rinunciano ad alcuna retribuzione e che stiano in carica per la sola voglia di dedicarsi alla propria città e al bene dei suoi cittadini. Riproporre alle nuove generazioni di “politici di maniera” la vecchia consuetudine amministrativa susciterebbe scandalo ed indignazione.
Con il risultato di avere ad ogni tornata elettorale il “deserto nelle liste dei candidati. Ma il vero scandalo, con l’attuale sistema politico, radicalmente consolidato, è quello di assistere ad una corsa sfrenata per l’accaparramento di una poltrona, anche se sgangherata e minimamente redditizia.
Tuttavia, riprendendo un breve passo della “lettera di San Paolo ai Romani”, con la quale il Santo suggerisce di buttare alle spalle ogni memoria del passato negativo, tanti di noi, che abbiamo voluto, nostro malgrado, partecipare alle ultime elezioni elettorali amministrative, auspicano che questa volta sia davvero la “volta delle svolta storica” per questa nostra città e la sua vivibilità. Ciò, anche, e soprattutto, per giustificare a noi stessi che i nostri tributi utilizzati per mandare avanti “la macchina istituzionale amministrativa” non siano, ancora una volta, “buttati al vento”.
Autore : Nicolò Passaniti
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