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Corriere di Gela | Consiglio comunale, l’amianto in... aula
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notizia del 25/06/2012 messa in rete alle 19:54:56

Consiglio comunale, l’amianto in... aula

L’Ona (Osservatorio nazionale amianto) approda in consiglio comunale ed ottiene il sostegno nella battaglia intrapresa da anni per il riconoscimento della malattia professionale non limitata ad un solo anno (1992) ed estesa a tutti i lavoratori diagnosticati. Approvato un documento di sette punti che porta la questione non solo all’attenzione del governo regionale ma anche a livello ministeriale. In seduta straordinaria ed urgente il presidente del consiglio Fava mercoledì 20 scorso ha convocato il civico consesso presenti una ventina di consiglieri, il sindaco e gli assessori Casano, La Boria, Ferracane, Ventura, D’Aleo e Costa, alcuni dei quali, giunti in aula a lavori abbondantemente iniziati. La parte riservata al pubblico, gremita all’inverosimile dai lavoratori, ma anche da chi non lavora più, pensionati e familiari, vittime dell’amianto.

Il presidente locale Ona Salvatore Granvillano ed il vice presidente Antonio di Fede hanno fatto scendere da Roma il segretario generale Ona Michele Rucco cui è stata subito concessa la parola. Ha spiegato le ragioni della battaglia che i lavoratori colpiti dall’amianto stanno conducendo nel Paese, ma soprattutto in Sicilia dove si attendono l’approvazione di una legge in itinere che li equipari ai lavoratori del Nord.

Dopo essersi soffermato sulle ragioni e gli obiettivi dell’associazione ed avere letto una lettera scritta dal presidente Ona avv. Ezio Bonanni, ha chiesto al consiglio l’accantonamento di un fondo per la ricerca su questa subdola e silenziosa malattia che miete molte vittime nel mondo. Dopo avere letto una lettera del consigliere socialista Piero Lo Nigro che si scusava per la sua assenza dichiarandosi favorevole ad ogni deliberazione assunta dall’assemblea civica, il presidente Fava ha dato la parola al presidente Ona Salvatore Granvillano che ha parlato della loro battaglia (sono ottanta gli associati) per l’ottenimento dei benefici di legge, perché vengano riconosciuti non solo alcune categorie di lavoratori, ma tutti coloro che sono stati a contatto con l’amianto e continuano ad esserlo tuttora.

A prescindere dall’eventuale scioglimento anticipato dell’Ars, tutti hanno chiesto il pieno sostegno al disegno di legge in loro favore presentato dall’on. Pino Federico.

Granvillano ha drammaticamente parlato del loro stato che non ha vie d’uscita e dei percorsi che hanno dovuto fare per ottenere le dovute certificazioni.

«Ci sono tanti che hanno i cosiddetti infonodi – ha detto – che preludono al cancro ma anche presenza di metalli pesanti nel sangue. Il fatto grave che devo denunciare è che ancora nello stabilimento c’è tantissimo amianto allo stato friabile che colpisce non solo chi lavora nel diretto e nell’indotto ma tutti i cittadini di Gela, perché esso è volatile. Abbiamo fatto anche un esposto a Palermo e chiediamo il vostro appoggio per farci riconoscere come vuole la legge».

Molto drammatico il racconto del vice presidente Di Fede.

«Io sono toccato dalla malattia – ha esordito – La morte è in agguato e ci fa spegnere giorno dopo giorno lasciando tante vedove che non potranno essere tutelate. Siamo stati completamente abbandonati da politici, sindacati, colori vari e barriere. Chiediamo che la raffineria faccia le dovute bonifiche e che voi facciate il vostro dovere nel sostenerci a Palermo e Roma».

Al dibattito che è seguito sono intervenuti quasi tutti i consiglieri, sindaco ed assessori.

Tonino Ventura (Mpa) nel ricordare il disegno di legge presentato dall’on. Federico ha ringraziato l’associazione per avere stimolato una discussione seria tra le poche che approdano in consiglio comunale. A detto che occorre dare risposte serie ed un messaggio di speranza alle famiglie che stanno vivendo questo calvario. Enrico Vella (Pd) ha chiesto che alla fine del dibattito venga approvato un documento da trasmettere a tutte le istituzioni ed al presidente della repubblica, invitando l’amministrazione a costituirsi parte civile in tutti i processi per danni ambientali.

Giacomo Gulizzi (Pd) ha chiesto che venga accertato se l’ufficio legale dell’Inail a partire dal ’92 abbia accertato la presenza di amianto nello stabilimento, ciò al fine di costituire una fonte di prova. Infine ha sostenuto che la questione va affrontata anche ai tavoli romani oltre che regionali. Terenziano Di Stefano che alla fine venga elaborato un documento assieme all’Ona suggerendo che vengano specificati alcuni punti: la costituzione di un fondo per le vittime; un progetto di attenzione per tutte le persone che lavorano all’interno del petrolchimico e per i cittadini e che si faccia uno screening generalizzato.

Il sindaco Fasulo ha parlato di sconfitta della politica e di una battaglia perduta.

«Continuiamo a parlare di un ambiente compromesso, la scienza non riesce ancora a trovare il legame tra inquinamento ambientale e morti. Stiamo ancora qui a discutere non essendo ancora riusciti a tutelare la salute, la vota e l’ambiente. Finalmente parliamo un linguaggio comune con l’Ona e questo è il momento perchè ciascuno si assuma le proprie responsabilità e l’impegno ad avere una legge regionale. Ci fermeremo solo quando avremo la legge regionale e il giusto riconoscimento per questi lavoratori. Intanto comunico che a breve ripartirà uno screening». Maria Pingo (Pensiero libero) ha detto che non ci si deve fermare solo al ’92, ma estendere i benefici anche a dopo il ’92 perché l’amianto ha continuato ad essere presente dopo quella data. Arancio e Giudice (Pd) hanno parlato di sostegno alla causa dell’Ona portandola a livello regionale e nazionale.

Gaetano Trainito che il giorno prima si era dichiarato indipendente, si è detto totalmente a favore dei lavoratori confidando nella magistratura perchè vengano puniti i colpevoli del disastro conseguente alla presenza di amianto nello stabilimento.

Giovanna Cassarà (Pd) ha portato una testimonianza diretta avendo difeso un lavoratore che ora purtroppo è morto.

«E’ incongruente parlare di benefici previdenziali amianto limitandoli al solo anno ’92 – ha detto – quando è pacifico che nel nostro territorio all’interno della raffineria si usavano e si usano tuttora guarnizioni di amianto, come risulta da una nota della Praoil del 2004. Il comitato non si deve limitare a questa lodevole battaglia (benefici previdenziali), ma anche al risarcimento dei danni biologici e morali». Ha ricordato infine di avere assistito due suoi clienti deceduti da poco per mesotelioma. Avevano sporto denuncia alla procura ed all’Asl per noln avere attivato i controlli e le visite periodiche previste dalla legge.

Luigi Farruggia (Grande Sud) ha proposto che il sindaco deve chiedere controlli mirati finalizzati all’accertamento di patologie da amianto e la costituzione di tavoli di lavoro locale, regonale e nazionale per l’emanazione di norme a tutela dei lavoratori.

Di Dio (Udc) ha chiesto l’istituzione di una commissione capeggiata dal sindaco, con due rappresentanti dell’associazione per individuare i siti industriali dove ci sia presenza di amianto. Guido Siragusa (Udc) ha chiesto che nel documento da approvare venga specificata l’istituzione di un fondo per lo studio di malattie da industrializzazione.

Registrati anche gli interventi di Verdone, Giocolano e Pellitteri, tutti concordi nel sostenere l’associazione Ona e le loro rivendicazioni.

Il giorno prima nella seduta di Question Time si è registrata l’approvazione di una mozione proposta da Siragusa e Morselli con l’ennesima maggioranza trasversale (Pid, Udc, Grande sud, Pensiero libero, Pli, Api, Mpa, Democrazia e socialismo), col voto favorevole di Giovanna Cassarà e Rocco Giudice (Pd) e l’astensione del presidente Fava. L’amministrazione viene impegnata a presentare entro settembre prossimo un regolamento che preveda l’esenzione dell’Imu per le prime case ed sue pertinenze, il 50% dell’Imu per le seconde case e lo 0,46 per mille per i terreni agricoli. Potrebbe trattarsi della vittoria di Pirro, però è certo che si tratta di un grosso successo di chi oltre a battagliare in aula consiliare ottenendo risultati, si era battuto nelle piazze a raccogliere firme per l’abbattimento dell’Imu.


Autore : Nello Lombardo

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