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Corriere di Gela | Ambulanti in rivolta, bagarre in Consiglio comunale
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notizia del 18/09/2009 messa in rete alle 19:55:38

Ambulanti in rivolta, bagarre in Consiglio comunale

Più che una seduta consiliare è stata una bolgia. Abbiamo toccato con mano come la democrazia sia stata calpestata. Circostanza percepita e anche da alcuni sottolineata a gran voce. Un organo democratico è stato praticamente impedito a svolgere le proprie funzioni precludendo uno svolgimento sereno del dibattito su quanto era stato posto all’ordine del giorno: approvazione degli emendamenti al bilancio di previsione 2009. Cosa è successo? E’ stata la protesta degli ambulanti a farla da padrona. Legittime le loro argomentazioni. Legittimità riconosciuta da tutti i consiglieri e dallo stesso presidente del Consiglio Peppe Di Dio che, avvalendosi dei poteri che gli conferisce la legge ed il regolamento, si è visto costretto (o forse ha ritenuto opportuno) a sospendere la seduta continuamente disturbata dalle grida e dalle provocazioni di alcuni ambulanti tra i più agitati, per ascoltarne le argomentazioni. Si è fatto avanti Roberto Ciaramella che ha illustrato la situazione di grave difficoltà in cui versa la categoria ed ha posto due domande.

Con la prima ha chiesto se era legittimo che l’amministrazione spostasse il mercatino e decidesse di effettuare il sorteggio e da ultimo ha invitato l’amministrazione a sospendere il sorteggio fissato per venerdì mattina alle ore 9 per l’assegnazione dei posti nella nuova sede del mercatino settimanale. E’ qui che si è innescato un dibattito molto animato tra il presidente che si sforzava di far capire che il Consiglio non ha nessun potere in merito ed il rappresentante dei commercianti che pretende dall’amministrazione di sospendere ogni procedura.Messo alle strette dall’incalzare delle urla e delle proteste provenienti dall’ala riservata al pubblico, Di Dio ha reiteratamente confessato la sua incompetenza ad assumere decisioni di quel tipo o fornire spiegazioni su un settore da lui sconosciuto, sostenendo che solo l’Amministrazione in carica era in grado di poter fornire. Si è rivolto, quindi, al segretario generale aottoressa Liotta per fornire lumi.

A quel punto il clima si è arroventato perché non c’è stata alcuna risposta che potesse soddisfare i presenti. In sostanza il segretario non aveva fornito una risposta soddisfacente spiegando p di non essere tenuta a rispondere a soggetti estranei al civico Consesso, ma solo a coloro che sono legittimati e su argomenti all’ordine del giorno. Ha aggiunto infine che sconosce le procedure e che è il dirigente a fare il sorteggio in quanto si tratta di un fatto gestionale. La tensione cresce, si può toccare con mano poiché dalla sala si levano urla e imprecazioni. “Andatevene a casa... siamo sul lastrico e senza lavoro..veniamo a mangiare a casa tua con moglie e bambini... dovete sospendere il sorteggio, rinviate l’assegnazione dei posti... siamo stati abbandonati da tutti..grazie per l’aiuto che ci avete dato”. E quindi gli applausi finali che suonavano rabbia e sfida nel contempo. I consiglieri ormai avevano compreso che tra una sospensione e l’altra la seduta difficilmente avrebbe potuto proseguire per discutere sugli emendamenti. Non c’erano le condizioni perché, nonostante l’arrivo in massa di carabinieri e polizia, era evidente che la protesta sarebbe continuata.

Situazione imbarazzante e di stallo che induce Di Dio, furioso, a polemizzare con la dottoressa Liotta. “Lei deve rispondere – dice a gran voce – alle domande che le vengono rivolte”. La seduta riprende, ma di lì a poco viene nuovamente sospesa. Tutti si riversano nei corridoi per parlamentare ed uscire dall’impasse, ma la tensione aumenta. Assistiamo a discussioni animate, si formano capannelli tra gruppi di consiglieri forse per trovare una via d’uscita che possibilmente contemperi le ragioni dell’Amministrazione di tenere duro e quelle dei commercianti. Scambio di battute tra il vice sindaco Nuara, Di Dio e alcuni consiglieri e alla fine si riapre la seduta. Intanto veniamo a sapere da un consigliere che alcuni minuti prima il capogruppo del Pdl Trainito ha accompagnato in ospedale il segretario generale che si era sentita male.

Con la presenza di 24 consiglieri si riaprono i lavori. Prende la parola Di Dio per una denuncia pubblica nei confronti di chi non mette il Consiglio nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro perché gli atti in discussione sono privi di pareri. “Qui dinanzi alle forze dell’ordine che mi sono testimoni – comunica il presidente del Consiglio – denuncio funzionari e anche il segretario generale non stanno facendo il proprio dovere perché non mettono il consiglio nelle condizioni di lavorare. Chiedo spiegazioni pubblicamente perché gli emendamenti non sono ancora forniti di parere. Questo farò presente alla Procura della Repubblica ed anche all’organo di controllo. Questa situazione è divenuta inaccettabile. Non è possibile che i funzionari debbono essere a supporto dell’amministrazione, diritto che di fatto viene negato al Consiglio”.

Al momento in cui decidiamo di lasciare l’aula perché il giornale deve necessariamente chiudere, intravediamo uno spiraglio. Intervengono al dibattito il capogruppo D’Arma che tende una mano ai commercianti ma richiamandoli all’ordine ed al rispetto di decisioni già prese e concordate. Solidarizza con Di Dio, si sforza di indicare un percorso di mediazione, ma disturbato continuamente, alla fine indica che sia il vicesindaco a trovare le soluzioni. La Nuara chiamata in causa interviene e, rivolta ai commercianti che nel frattempo sono aumentati di numero per l’arrivo di mogli e qualche bambino, manifesta apertamente la sua disponibilità a spostare l’orario del sorteggio invitando alcuni rappresentanti dei commercianti a recarsi in Municipio, al fine di trovare insieme e alla presenza di dirigenti e funzionari, una soluzione percorribile. Non ci è dato sapere quale esito sortisca quella sua decisione perché al momento in cui ci allontaniamo dall’aula risuonano ancora urla e confusione. Il motivo della protesta sembra legato alla decisione dell’Amministrazione di procedere al sorteggio indiscriminato, mentre fino a qualche giorno prima era stato concordato tra Amministrazione, Confcommercio e ambulanti di riconoscere una priorità, ossia una prelazione ai commercianti gelesi. Ma anche su questa ipotesi circolano voci contrastanti e confuse.

La seduta era iniziata già con alcuni minuti di ritardo in quanto nella riunione dei capigruppo di mercoledì era saltato ogni accordo di ritirare tutti gli emendamenti nell’ipotesi di realizzarne altri secondo fini sociali condivisibili da maggioranza ed opposizione. Era stato D’Arma nella seduta di lunedì ad annunciare l’azzeramento accolto benevolmente da Ferracane a nome del centro destra. Dopo qualche schermaglia riguardante l’ordine degli emendamenti avanzata da Ferracane e Ferrara, si inizia a discutere del primo emendamento riguardante il riconoscimento delle somme per le festività legate alla patrona Madonna d’Alemanna. C’è un parere favorevole dei revisori però solo se trattasi di festeggiamenti da realizzarsi. Paolo Cafà manifesta tutti i suoi dubbi sulla possibilità di approvare l’emendamento di 80 mila euro in favore della patrona in quanto l’amministrazione lo propone a festività esaurite. Ma anche qui, il vicesindaco arrampicandosi sugli specchi parla di “contributo” che negli anni precedenti è stato dato successivamente alla festività e considerato che questo è stato chiesto a luglio è possibile che venga riconosciuto. Fa quindi appello al Consiglio perchè non venga meno ad una tradizione per colpa di un atto formale. I consiglieri voglio vederci chiaro. I revisori si sono espressi e a quel punto anche il segretario generale che dice: “Il mio è un parere di legittimità formale”.

Nella seduta consiliare precedente, svoltasi lunedì, era stata avviata la discussione sul bilancio di previsione. Inghippi, polemiche, il rituale tira e molla sugli emendamenti presentati. A cavallo delle due sedute, il tentativo di arrivare all’approvazione dello strumento finanziario, ma la conferenza dei capigruppo non ha dato l’esito sperato: gli emendamenti presentati non saranno ritirati. E dopo il nulla di fatto della seduta di giovedì sui cui lavori ha pesato la vicenda degli ambulanti, potrebbe incombere l’intervento del commissario ad acta nominato dalla Regione, che ha già messo a termine il Consiglio.


Autore : Nello Lombardo

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