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Corriere di Gela | Sulle royalties petrolifere cerchiamo di dirla tutta
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notizia del 12/02/2012 messa in rete alle 19:41:24
Sulle royalties petrolifere cerchiamo di dirla tutta

Nei giorni scorsi si è riaperto il dibattito sulle royalties petrolifere. Senza voler offendere nessuno, provando andare oltre studi, mozioni, conferenze, comunicati stampa e quant'altro dalla forma prettamente “politichese” e dal contenuto artatamente “propagandistico”, affinché l'argomento non si riduca ad un qualcosa di estremamente opinabile, non rimane che attingere a fonti normative ed istituzionali che consentano di focalizzare i termini della questione.

Definizione operativa. A differenza di canoni per permessi di ricerca e/o canoni di concessione vera e propria, la royalty di cui si parla è un'aliquota annualmente corrisposta dal titolare della concessione sulle produzioni ottenute dalla coltivazione di fonti fossili, di natura gassosa e/o ad olio.

La disciplina nazionale (terraferma ed off-shore): aliquote ed esenzioni.

Il 1° comma dell'Art. 19 del D. Leg. 625/1996 (attuativo della normativa comunitaria sul “licensing”) fissa tale aliquota al 7% nel caso di idrocarburi liquidi e gassosi estratti in terraferma, al 7% nel caso di idrocarburi gassosi estratti in mare, al 4% nel caso di idrocarburi liquidi estratti in mare. Al 2° comma, si stilano al contempo una serie di esenzioni: produzioni disperse, bruciate, impiegate nelle operazioni di cantiere o di campo, reimmesse in giacimento, prove effettuate in regime di permesso di ricerca. Soprattutto, il 3° comma istituisce la cosiddetta “franchigia”, vale a dire l'esenzione dal pagamento delle aliquote sia per i primi 20 milioni di Smc di gas e 20000 tonnellate di olio prodotti annualmente in terraferma, sia per i primi 50 milioni di Smc di gas e 50000 tonnellate di olio prodotti annualmente in mare. Per le trivellazioni in mare, il limite è di 12 miglia dalla costa. Le royalties off-shore (trivellazioni in mare) sono ripartite nella misura del 45% allo Stato e del 55% alla Regione costiera interessata.

Report Gettito Royalties 2011 (aggiornato a settembre 2011). Spetta al concessionario procedere alla corretta misurazione delle produzioni ed al calcolo autonomo delle royalties dovute. Sempre il concessionario esegue le ripartizioni tra Stato, Regioni e Comuni ed effettua i versamenti relativi in forma cumulata (con sanzione in caso di errori). Dalla pagina web ufficiale dell'Unmig, nell'ambito della Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico, si evince che i destinatari del gettito sono lo Stato, alcune Regioni quali la Basilicata, l'Emilia Romagna, la Calabria, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, il Molise, l'Abruzzo e le Marche, nonché alcuni comuni emiliano-romagnoli e lucani nei cui territori ricadono i giacimenti. Dal 2010, destinatario del gettito è anche un apposito Fondo per la Riduzione del Prezzo dei Carburanti. Il report si riferisce ai proventi delle royalties per l'anno 2010. Le compagnie hanno versato in totale oltre 202 milioni di euro, di cui 122 milioni alle Regioni citate, 19 milioni ai comuni interessati di cui sopra, nonché 55 milioni destinati al Fondo per la riduzione dei prezzi di carburante. Ad esempio, nel 2010 la Basilicata (il Texas italiano) ha già incassato 95 milioni di euro a cui vanno aggiunti una serie di comuni lucani con gettito diretto nelle proprie casse, con in testa Viggiano che da solo ha introitato 11 milioni di euro. Per quanto concerne le regioni meridionali interessate, lo Stato non partecipa più alle ripartizioni e devolve ad esse il suo 30%.

Fondo Riduzione Prezzo Carburanti e Bonus Idrocarburi. Dal 2010 esiste anche un Fondo per la riduzione (alla pompa) del prezzo dei carburanti nelle Regioni di diritto comune interessate dall'estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi: ne è esclusa, pertanto, la Sicilia in quanto Regione a Statuto Speciale. Tale Fondo è stato istituito dall'Art. 45 della L. 99/2009, ai sensi del quale l'aliquota su terraferma è elevata dal 7% al 10%, con un surplus del 3% così destinato a tale fondo, in compensazione alla diminuzione delle accise sui carburanti e quindi con riduzione, alla pompa, del relativo prezzo. A beneficiarne sono i maggiorenni con patente di guida e codice fiscale valido, residenti nelle regioni interessate. Il Decreto Interministerale (Ministero Economia e Ministero Sviluppo Economico) del 12/11/2010 ha individuato 2 procedure applicative a seconda che si stimi un beneficio pro capite entro le 30 euro ovvero oltre le 30 euro. Solo nella seconda ipotesi (oltre le 30 euro) si attiva la cd. “Bonus Idrocarburi”, ossia una sorta di carta prepagata emessa (in convenzione) da Poste Italiane in cui viene accreditata la somma pro capite. Con Determina Ministeriale del 30/12/2011 si è stabilito che l'importo unitario annuo da caricare nella “bonus idrocarburi”, rilasciata solo ai residenti in Basilicata (per le altre regioni il beneficio pro capite non ha superato la soglia delle 30 euro) è pari a 100,70 euro. Ad ogni rifornimento effettuato si scala il quantitativo in euro del carburante immesso. In una famiglia lucana con 3 membri con patente, si ha diritto a 3 carte elettroniche e quindi a 300 euro di bonus (a prescindere dalla vettura rifornita).

Disciplina Regionale (competenza esclusiva su terraferma). Il report 2011 annovera anche la Sicilia, con una cifra pari a quasi 1 milione e mezzo di euro, di cui oltre 1 milione di royalties versate da Eni ed Enimed. Questo dato però non comprende le royalties versate per i giacimenti in terraferma e per le cui concessioni nel proprio territorio la Sicilia ha competenza esclusiva. L'Art. 20 della LR 10/1999, fissava (nelle more dell'approvazione di una legge organica che avrebbe disciplinato materia) l'aliquota del 7% per i prodotti ottenuti da estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi, per un gettito che va corrisposto per 1/3 alla Regione Sicilia e per 2/3 ai comuni nei cui territori ricade il giacimento. Si suggerisce ai comuni di impiegare tali risorse per lo sviluppo economico-occupazionale, l'incremento industriale ed il miglioramento ambientale dell'area interessata. L'Art. 30 della LR 14/2000 (la legge organica a cui si rinviava) ha poi esteso l'aliquota del 7% anche ai gas diversi dagli idrocarburi. Va rilevato che non si fa menzione alcuna di franchigia. Di fatto, con un'aliquota del 7% su tutte le produzioni (non essendoci margine minimo con franchigia), con una addizionale pari all’1% ed un contributo speciale per gli investimenti che va dal 3% al 5%, a conti fatti in Sicilia le compagnie versavano un qualcosa come oltre il 10% delle quantità estratte. Usiamo l'imperfetto, perché è intanto intervenuta la LR 11/2010 che a norma del suo Art. 12 ha elevato l'aliquota dal 7% al 10%, così come previsto dall’articolo 45 della L. 99/2009, con le modalità di cui al D. Leg. 625/1996.

Niente Bonus idrocarburi per i siciliani, franchigia per le compagnie. In un sol colpo, il legislatore siciliano ha allineato la disciplina isolana a due precise disposizioni della disciplina nazionale, ma mentre alza del 3% l'aliquota senza però prevedere un Fondo per la riduzione alla pompa dei carburanti - e quindi niente benefici pro capite o bonus idrocarburi al siciliano residente maggiorenne e con patente -, introduce la franchigia, vale a dire royalties pari a zero entro una certa soglia (a beneficio delle compagnie che limitano i danni). In buona sostanza, dal 1° gennaio 2010, il concessionario è tenuto a versare un'aliquota del 10%, da ripartire per 1/3 alla Regione e per 2/3 ai comuni interessati, con esenzione (franchigia) fino a 20.000 tonnellate di olio e 20 milioni di Smc gas. Il prospetto scaricabile dal sito web dell'Assessorato regionale al ramo, recita per il 2010 un incasso della Regione pari 6 milioni e 730 mila euro ed un incasso dei comuni pari a 12 milioni e 264 mila euro.

Quando incassa in royalties il comune di Gela? La voce “royalty” non c'è o non è meglio specificata sotto altra categoria tanto nel bilancio annuale (2011) del Comune di Gela quanto nella stessa Relazione Tecnica allegata. Idem per quanto riguarda il bilancio pluriennale (2011-2013). Correttamente, invero, è specificata sotto la dizione “Gestione Beni Diversi” del Peg (Piano Esecutivo di Gestione) settore Bilancio e Finanze. Nell'ambito delle entrate extra-tributarie, categoria 2, il capitolo 740/0 della risorsa 3020880 (Gestione Beni Diversi) è dedicata all'Aliquota di prodotto della coltivazione da idrocarburi (Royalty). Nello schema relativo alle “Previsioni definitive esercizio in corso” la cifra è pari a € 3.162.298,67. Nelle “previsioni di competenza” si considera una “Variazione in aumento” pari a € 3.187.738,13, per “somme risultanti” pari a € 6.350.036,80. Conclusioni. Si discute molto sulle destinazioni delle royalties, non di rado, alzando il livello della polemica. Si biasima il sindaco per non destinare queste risorse in aderenza al dettato legislativo, ma quando il primo cittadino chiarisce che magari sono serviti a scopo sociale, è proprio quello che si invocava, inveendo contro feste e balletti. Non mancano, però, alcuni interventi ed alcune proposte costruttive, al riguardo. Difficile, infine, ipotizzare nel breve termine l'approvazione di un ddl apposito, o più sempicemente di un emendamento alla Legge Finanziaria che introduca anche in Sicilia il “bonus idrocarburi”, che non sembra interessare né all'attuale governo regionale, né all'attuale parlamento regionale, giacché l'occasione s'è presentata durante questa stessa legislatura con l'approvazione dell'art. 12 della LR 11/2010 e non se n'è fatto nulla. Semmai, visto che qualcuno a “6 zampe” temeva l'innalzamento dell'aliquota al 12%, ottenendo invece un innalzamento al 10% ma con franchigia, in ragione di una competenza esclusiva in materia si potrebbe incrementare ulteriormente l'aliquota. Altro che bonus. Del resto, c'è già una Regione a statuto speciale che nel farsi ridurre il prezzo dei carburanti alla pompa ha realizzato inconsapevolmente uno dei punti del “papello mafioso”, vale a dire la defiscalizzazione dei carburanti (raffinati per il 60% in Sicilia): è la bianchissima e candida Val d'Aosta.


Autore : Filippo Guzzardi

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