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Corriere di Gela | Gela in caduta libera?
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notizia del 08/03/2003 messa in rete alle 19:33:42

Gela in caduta libera?

Nel giro di tre settimane il Gela è riuscito a vanificare quanto di positivo aveva realizzato nel girone d’andata crollando al quint’ultimo posto in classifica, in piena zona play out. La crisi che ha colpito il club giallorosso rappresenta l’inevitabile conseguenza del pessimo operato della dirigenza e dell’allenatore ai quali bisogna aggiungere, in subordine, i preparatori atletici e gli stessi giocatori che fanno parte della rosa a disposizione di Ruisi. Tutti colpevoli e tutti chiamati a reagire nelle ultime nove gare previste dal calendario, battaglie in cui la tifoseria spera di assistere ad un Gela agguerrito, in virtù della promessa fatta da Comandatore e compagni al termine dell’infausta partita con il Gladiator. E proprio nell’incontro con i campani i tifosi giallorossi, da lodare per aver contestato solamente a fine gara e in modo composto, hanno giustamente riservato una buona dose di applausi alla formazione ospite allenata da Torrisi in quanto in quella squadra vi ritrovavano la Juveterranova dei primi anni in C, ovvero quella compagine, allenata da Ammirata, forte dal punto di vista ca-ratteriale, grintosa in campo e in rare occasioni soccombente innanzi alle mura amiche.

Contro il Gladiator i tre fattori che hanno provocato la crisi di gioco e di risultati sono apparsi ancora più evidenti: proviamo ad elencarli in ordine decrescente di rilevanza. 1) La preparazione atletica: ecco il vero male del Gela, in quanto sul terreno di gioco abbiamo assistito ad un undici fermo, con giocatori fuori forma e altri indisponibili per infortunio. Non c‚è un solo elemento che sia uno in grado di dare un accelerata a questa squadra, e il fatto che l’intera rosa sia crollata sul pia-no fisico dimostra che il tipo di preparazione effettuata ha prodotto degli effetti dannosi, forse neanche preventivati. Tutte le formazioni professionistiche, dalla A alla C2, affrontano il loro periodo di crisi sul piano della forma fisica, e pertanto è ragionevole che ciò sia accaduto anche a Gela, ma il problema consiste nell’essersi verificato il crollo atletico in una ghiotta fase del campionato, in quanto i giallorossi affrontavano le piccole del torneo.

La formazione di Ruisi si riprenderà, ma il calendario prevede sfide con Brindisi, Foggia, Ragusa, Igea oltre alla Nocerina, motivo per cui la crisi di risultati potrebbe non arrestarsi. 2) Per molti tifosi questo costituisce il principale movente del crollo patito dal Gela: parliamo ovviamente della cessione di Docente al Messina. L’approdo del bomber locale in riva allo Stretto era inevitabile, di certo ha completamente fallito la dirigenza rimpiazzando colui che aveva siglato dodici reti in diciassette gare con un attaccante, Albano, che di gol in serie C ne aveva siglati quattro nel giro di un anno e mezzo. Un altro errore si è concretizzato nell’acquisto di Battaglia, che deve ancora recuperare la miglior condizione fisica, è pieno di acciacchi e deve ancora calarsi con umiltà nell’elevato clima agonistico della C2. Giocatori di questo tipo vanno acquistati a giugno, in particolar modo se trequartisti, per consentirgli un ottimale integrazione nella squadra e facilitarli nell’assimilazione degli schemi.

Era così indispensabile Battaglia? Ipotizziamo che fosse approdato a Gela una forte punta quale Rosa o Verolino, senza alcun trequartista: il Gela avrebbe potuto giocare con il 3-5-2, schierando contemporaneamente Matinel-la, Formisano e Lo Bue (o Procopio) a centrocampo, oppure, qualora Ruisi non avesse voluto rinunziare al 3-4-1-2, il ruolo di trequartista avrebbe potuto svolgerlo Procopio. Morale della favola: con l’arrivo di Albano e Battaglia il Gela ha siglato solo due gol nelle ultime sette giornate di campionato. 3) Oltre alla squadra crollata sul piano fisico, in crisi, però sul piano mentale, ci è andato Ruisi, che in questi frangenti non sa come barcamenarsi per risolvere i problemi che affliggono i suoi uomini. Domenica abbiamo assistito all’involuzione di un buon tecnico. Caro Ruisi, perde chi non osa e il Gela può uscire dalla crisi soltanto con uno schieramento più offensivo, specialmente tra le mura amiche, senza aver paura di piccole grandi squadre quali il Gladiator, cui il tecnico palermitano ha regalato il primo tempo.
Contro la Nocerina il Gela dovrà assumere un atteggiamento più spavaldo ma risulterà essenziale la presenza di undici guerrieri che recuperino lo spirito e la combattività che ha sempre contraddistinto la formazione giallorossa. Assente per squalifica Matinella, presumibilmente rimpiazzato da Lo Bue. Costantemente acciaccati Formisano ed Albano, che dovrebbero comunque farcela per la sfida contro i campani di Buffoni.

L’avversario. La Nocerina. Innanzitutto una buona notizia: nell’undici campano mancherà per squalifica il bomber della squadra Lazzaro, centravanti argentino fortissimo atleticamente, una delle tante stars di questa fortissima Nocerina che ha accusato un pe-riodo di crisi e involuzione inaspettato. Due settimane orsono si è dimesso il tecnico Eziolino Capuano, il quale, nonostante i pezzi da novanta giunti dal mercato invernale, non è riuscito a raddrizzare la barca per cui ha preferito mettersi da parte e lasciare il posto ad Adriano Buffoni, sessantatreenne tecnico di grande esperienza. Sebbene priva di Lazzaro, la formazione rossonera può contare in avanti sull’apporto di Belmonte, fino a tre anni fa in A con la Salernitana, un pò‚ deludente in questa stagione, e dell’ex catanese Umberto Marino, più che altro un trequartista. A centrocampo il tasso tecnico si è accresciuto sensibilmente dopo l’acquisto di Emiliano Bigica, ex di Fiorentina, Bari, Napoli e Salernitana, non ancora trentenne, un lusso per la C2, sebbene costantemente bersagliato dagli infortuni. Al suo fianco elementi di spicco quali Nuccio Barone o Campo, esterno offensivo molto pericoloso. La difesa, nonostante gli arrivi del portierone Balli e di Farris, rimane il punto debole dei molossi e già all’andata la fragilità fu evidenziata dal Gela che conquistò la vittoria al San Francesco siglando ben tre reti.


Autore : Paolo Cordaro

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