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Corriere di Gela | Premio “Rocco Chinnici” al sindaco di Gela
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notizia del 15/11/2003 messa in rete alle 19:27:38

Premio “Rocco Chinnici” al sindaco di Gela

Da un po’ di tempo si alza la tensione nella nostra città nel portare avanti la battaglia per legalità e la lotta alla mafia. Il messaggio arriva nelle scuole ma anche tra i semplici cittadini. A spargere questo seme da qualche tempo a questa parte è il sindaco di Gela Rosario Crocetta.
Tra la gente non c’è più la rassegnazione alle cose che non vanno. Che il clima generale stia cambiando si tocca con mano. E gli osservatori esterni avvertono questo sforzo della città di uscire dal buio degli anni novanta e intravedono nel primo cittadino il paladino e il baluardo della nuova frontiera della legalità. Se una società migliora, se la giustizia trionfa, se il benessere aumenta assieme al lavoro, il merito va ascritto a chi progetta e si impegna in prima persona per attuare questo disegno. Ci sono stati e ci sono uomini coraggiosi che con forte senso di responsabilità si battono per il riscatto della Sicilia, e che sono stati costretti o lo sono ai giorni nostri, a camminare blindati e sotto scorta.
Che dire dell’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura sempre in prima linea? Ma anche associazioni che quotidianamente combattono soprusi e denunciano fatti anomali di cui sono testimoni nelle pubbliche amministrazioni dove l’incrostazione mafiosa è dura a morire. Per il riscatto della Sicilia e per l’eliminazione della mala pianta della mafia c’è gente che è morta.
Come dimenticare Chinnici, il giudice Terranova, Falcone, Borsellino e tanti altri che ancora continuano in questa missione di civiltà. Sono queste considerazioni che hanno stimolato gli organizzatori ad assegnare il premio “Rocco Chinnici” ad associazioni e personalità di rilievo della Sicilia.

Il convegno nel corso del quale sono state consegnate delle targhe di riconoscimento, si è tenuto a Piazza Armerina l’8 novembre scorso. Motivazione: perchè si sono distinti nella lotta alla mafia e nella battaglia per la legalità.
Presenti autorità politiche regionali e provinciali, magistratura e forze dell’ordine. Ospite d’eccezione Giancarlo Caselli che fece parte del pool antimafia con altri magistrati coraggiosi di Palermo fino a poco prima del suo disfacimento. Ad organizzarlo giungendo all’ottava edizione, la direzione didattica del 3° Circolo di Piazza Armerina. Tema del convegno: “Educare alla legalità”.
Vincitori del premio diviso in più settori sono stati, tra l’altro: Associazione Nazionale Magistrati, Don Luigi Ciotti Presidente Associazione Libera, Rosario Crocetta Sindaco di Gela, Emanuele Giuliano Associazione Farememoria, Leoluca Orlando europarlamentare, Milena Gabanelli e Marco Paolini Reporter (Raitre). Menzione Speciale per Paolo Benvenuti, regista del film "Segreti di Stato", Alberto Castiglione, regista del film documentario "Piciridda", Cooperativa "Placido Rizzotto-Libera terra" di Corleone, Rino Germanà, Dirigente Polizia di Stato Roma, Legambiente, Comitato Regionale Siciliano, Circolo di Piazza Armerina, Giuseppe Lo Bianco, Giornalista Ansa di Palermo, Carlo Lucarelli, Giornalista (per il servizio "speciale Mafia" – Blu-notte – Raitre), Don Baldassare Meli, Sacerdote salesiano di Palermo, Ernesto Oliva e Salvo Palazzolo, Giornalisti (autori del volume "L'altra mafia" – Edizioni Rubbettino), Pasquale Scimeca, Regista del film "Placido Rizzotto".
Nel corso della consegna dei premi tutti i vincitori hanno pronunciato un breve discorso concluso dalla figlia di Rocco Chinnici, Caterina.
Scroscianti gli applausi quando un giornalista premiato che ha conosciuto personalmente Chinnici ha riferito alcuni passi di una sua intervista col magistrato: “La cosa peggiore che possa accadere – ha ricordato – é essere ucciso. Io non ho paura della morte e, anche se cammino con la scorta, so benissimo che possono colpirmi in ogni momento. Spero che, se dovesse accadere, non succeda nulla agli uomini della mia scorta. Per un magistrato come me é normale considerarsi nel mirino delle cosche ma-fiose. Ma questo non impedisce né a me né agli altri giudici di continuare a lavorare”.
Alcune battute con Leoluca Orlando, Caterina Chinnici e Rosario Crocetta.
– Il sindaco di Gela Crocetta parla di Rinascimento della sua città che si traduce nel fatto che ciascuno nel proprio piccolo fa il proprio dovere e rispetta le regole. Anche lei parla di Rinascimento della Sicilia. Qual è il suo messaggio ai siciliani?
Leoluca Orlando (europarlamentare).
"Il messaggio finale vorrei dirlo in siciliano. Cu nasci tunnu nun po’ moriri quadratu. (Chi nasce tondo non può morire quadrato). Lo si diceva in Sicilia, ma niente di più falso. Cambiare è possibile, possono cambiare i siciliani, i criminali e anche le persone per bene. Credo che Crocetta a Gela come io ho cercato di fare a Palermo ed oggi in tutta la Sicilia collegando questa tormentata e bellissima Sicilia a grandi circuiti internazionali. Sto costruendo una rete di alleanze con quanti nel mondo rispettano la legalità perché domani queste saranno utili perché la Sicilia oltre che la legalità abbia anche lo sviluppo economico".
– Dottoressa Chinnici, quando nel suo intervento ha sostenuto che il culto della legalità deve partire soprattutto dalle scuole, cosa voleva sottolineare?
Caterina Chinnici (Magistrato).
"E’ importantissimo il lavoro che le scuole possono fare per la diffusione della legalità. Io lavoro proprio con i giovani e vedo quali danni terribili fa la mancanza di cultura della legalità. E’ importante che le scuole, ancor prima della famiglia, debbano trasmettere ai giovani trasmettano questi valori. Che poi altro non è che il rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo".
– Sindaco Crocetta al ritiro del premio Chinnici assegnatole per via del suo impegno nella lotta alla mafia e per la legalità, ha pronunciato pochissime parole, forse era molto emozionato?
Rosario Crocetta (sindaco di Gela).
"Onestamente non mi aspettavo che le iniziative che ho avviato come sindaco potessero condurmi a ricevere il premio Rocco Chinnici. Questo è un premio che dedico ai gelesi ed a Gela, come atto di amore per la città della quale si è parlato molto male in questi anni. Lo dedico anche alle forze dell’ordine ed alla polizia in special modo che mi aiuta in questo lavoro. Ora si comincia a parlare bene di Gela non più considerata l’impero di ogni male, ma la capitale di una lotta per il riscatto, per il cambiamento e per il rinascimento".


Autore : Nello Lombardo

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