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Corriere di Gela | Il Gela a Potenza per un solo risultato: Vincere!
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notizia del 05/06/2007 messa in rete alle 19:28:14

Il Gela a Potenza per un solo risultato: Vincere!

Il presidente Tuccio sognava un tre a zero, la tifoseria avrebbe gioito anche per un secco due a zero, Sanderra si sarebbe accontentato di uno striminzito uno a zero: desideri e speranze disattesi da un Gela che conferma i suoi limiti offensivi non riuscendo a scardinare la difesa del Potenza nella semifinale d’andata dei play-off. Nulla è perduto in vista della gara di ritorno, ma l’ago della bilancia, che già pendeva dalla parte dei lucani, rende improbabile un successo esterno dei biancazzurri, raramente convincenti in trasferta nel corso della stagione. Il Gela però ha il dovere di crederci, ha l’onere d’affrontare l’impegno con la massima concentrazione e determinazione, e qualora dovesse subire l’eliminazione dei play-off, che accada ciò uscendo a testa alta dal Viviani di Potenza.
Analizzando la semifinale d’andata, è opportuno sottolineare le iniziative effettuate alla vigilia dell’incontro, in particolar modo la realizzazione di una targa in memoria di Totò Brugnano, recentemente scomparso per un male incurabile, donata in campo dal presidente Tuccio e dal dg Alabiso alla moglie e al figlio dell’ex portiere del Gela (vedi foto a destra). Inoltre una passerella sul terreno di gioco per gli Allievi guidati ottimamente da Totò Di Stefano, i quali hanno vinto il campionato regionale e s’apprestano a raggiungere la fase finale nazionale di categoria, mettendo in mostra talenti del calibro di Iaria, Riccobono e Catania. Sugli spalti pregevole la coreografia allestita dai giallorossi e dai biancazzurri. I tifosi della curva hanno preparato un mega-striscione che ha avvolto l’intero settore con la scritta “Vincere”. Certamente una delle migliori, se non la migliore, iniziative coreografiche attuate dagli ultras negli ultimi dieci anni.
Sul piano tattico, il Potenza è sceso in campo con un 3-4-2-1 che in fase difensiva si trasformava in un 5-4-1, poiché gli esterni arretravano per contrastare eventuali azioni d’attacco del Gela. E infatti tutto è rimasto nella sfera dell’eventualità, perché Cirillo e compagni, nel primo tempo, pur avendo il predominio sugli avversari, non hanno creato pericoli alla difesa ospite. Gentile regalo di mister Sanderra, il quale, impaurito dalle ripartenze dei lucani, ha schierato a centrocampo, sulle fasce, Bacchi e D’Alessandro, entrambi innocui e deludenti. Si parte da questo logico ragionamento: al Potenza bastava un pari in vista del ritorno, si difendeva con cinque e a volte con sette o addirittura nove uomini, tuttavia senza fare “catenaccio”, mentre il Gela, per scardinare il muro ospite, avrebbe dovuto puntare sui giocatori di qualità.
Analizzando l’undici biancazzurro Cirillo, Berti e Parlagreco, elementi di grande quantità, hanno doti tecniche non eccelse e non vantano caratteristiche tali da saltare l’uomo, e in effetti i tre giocatori sono stati annullati dai propri dirimpettai. Dunque la qualità, i colpi di classe, le giocate che disorientano gli avversari dovevano provenire da Omolade, e il nigeriano ha fatto il suo dovere, e dagli esterni di centrocampo. Sanderra avrebbe dovuto schierare giocatori veloci ed estrosi, magari Corapi e Ike, oppure uno di questi insieme a D’Alessandro. Bacchi garantisce corsa ma non qualità, è più un esterno basso che una vera ala dei vecchi tempi, e nel primo tempo ha fatto confusione, prendendosi i rimbrotti dei compagni, per poi essere sostituito nell’intervallo. Anche D’Alessandro ha fatto scena muta, schierato come al solito a destra dove non riesce a dare il meglio di sé, e sarebbe opportuno utilizzarlo soltanto a sinistra in attesa che qualche allenatore in futuro capisca la sua natura di trequartista e dia una svolta alla sua carriera schierandolo dietro le punte. Nella ripresa, con l’ingresso di Ike, Sanderra ha sistemato i suoi in campo (ma il nigeriano a destra è un'altra novità), ma è subentrato nella squadra un calo fisico generale frutto di una stagione lunga e stressante.
A metà ripresa l’ingresso di Corapi al posto di Parlagreco è apparso poco condivisibile, perché Ike ha affiancato Berti in mezzo al campo, il Gela era troppo sbilanciato e più volte il Potenza, in contropiede, ha rischiato di portarsi in vantaggio. In conclusione, a pagare più di tutti lo stress e l’emozione per i play-off è stato proprio Sanderra, il quale ha fatto un po’ di confusione ma con ciò non si vuol sminuire l’operato, sin qui egregio, del tecnico laziale.
Anche i grandi strateghi possono perdere una battaglia, ma questo non equivale al perdere la guerra…e il Gela può ancora vincere la sua sfida personale con il Potenza, e sarebbe una grande beffa per i lucani dopo aver strappato due vittorie e un pari contro i biancazzurri nell’arco della stagione.
In Basilicata, Sanderra dovrà gestire sapientemente la gara, ha già parlato di un Gela votato all’attacco, ma partire dal primo minuto a spron battuto potrebbe rivelarsi una mossa fallimentare. Nel primo tempo il tecnico attuerebbe la scelta migliore schierando lo stesso undici, con due esterni di centrocampo semi-difensivi, visto in casa nella gara d’andata, perché il Potenza potrebbe voler chiudere subito la contesa e il Gela non deve farsi trovare impreparato. Dopo l’intervallo, qualora il risultato in campo non sia mutato, Sanderra potrebbe inserire gli esterni offensivi (Corapi e Ike), magari contemporaneamente, cercando con maggiore insistenza la via del gol. Il Gela non dovrebbe presentare defezioni in Lucania, mentre il Potenza recupera, dopo la squalifica, il forte centrocampista centrale Berretti, e Arleo scioglierà all’ultimo minuto il rebus sull’utilizzo di Tassone o Grillo sulla fascia destra. Confermato il 3-4-2-1.


Autore : Paolo Cordaro

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