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Corriere di Gela | L’omaggio dei gelesi ai caduti di Nassiriya
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notizia del 23/11/2003 messa in rete alle 19:19:44

L’omaggio dei gelesi ai caduti di Nassiriya

Definirla corale la giornata di martedì 18 novembre in onore dei nostri militari caduti a Nassiriya d’Iraq, è il minimo che si possa dire. E’ stato il giorno in cui tutti gli italiani si sono sentiti fratelli come recita il nostro Inno di Mameli, accomunati dallo stesso dolore, solidali con le famiglie che hanno subito questo gravissimo lutto. A Gela come in tutta Italia, mentre a Roma al Vittoriano venivano celebrate le esequie dei nostri carabinieri, a testimoniare il cordoglio di una intera popolazione c’erano migliaia di cittadini che gremivano la Piazza San Francesco trasformata per l’occasione in un tempio con l’altare dove è stata celebrata una messa in suffragio dei nostri eroi. A simboleggiare la loro presenza, diciannove fiaccole di cero accese. Dopo l’appello del sindaco Rosario Crocetta, la città si è fermata nella mattinata.
Le saracinesche dei negozi martedì scorso sono rimaste chiuse. Ad indicarne la motivazione un manifestino che annunciava la partecipazione accorata del titolare dell’esercizio commerciale. Anche lavoratori di ogni settore hanno rinunciato ad alcune ore di lavoro pur di essere presenti in Piazza Municipio e aggregarsi al corteo che si è snodato per via Bresmes partendo dalla piazza antistante il Comune fino a giungere attraversando il corso Aldisio, a Piazza Martiri della Libertà dove sono state deposti ai piedi della stele numerose corone di alloro da parte del Comune, Provincia, Carabinieri, liceo classico e istituto socio-psico-pedagogico, e vari mazzi di fiori da parte di semplici cittadini.
Alla mesta cerimonia hanno preso parte autorità politiche, religiose, militari, associazioni combattentistiche di volontariato, di personale in congedo delle varie armi. In prima fila parenti di caduti, autorità come il presidente della provincia, il sindaco, i massimi gradi di polizia, carabinieri, guardia di finanza e di altri Enti territoriali. La solenne messa è stata celebrata da padre Guido Ferrigno con la compartecipazione di un coro di giovani che ha intonato canti religiosi e litanie. Nel corso dell’omelia sono stati invitati a parlare il presidente della Provincia Filippo Collura, il sindaco Rosario Crocetta, il capitano della Compagnia di Gela Marco Bertossi che ha usato parole toccanti ricevendo scroscianti battimani dalla grande folla che gremiva la piazza. Il maresciallo dei carabinieri Resciniti ha recitato la preghiera della vergine Virgo Fidelis indicata come la preghiera del Carabiniere.

"E’ apprezzabile la scritta nella locandina dei negozianti – ha affermato l’assessore all’Istruzione Luciano Vullo – che testimoniava la loro partecipazione al lutto nazionale. Una frase molto forte. Devo dire che Gela ha un grande cuore".
"Noi abbiamo adempiuto ad un dovere – ha dichiarato l’on. Salvatore Morinello – di celebrare il sacrificio delle vite che si sono immolate per il compimento del loro dovere. I questa occasione si è cementata l’unità di tutti gli italiani, di tutte le generazioni. I militari dell’arma dei carabinieri e dell’esercito sono andati in quella terra ostile per compiere una missione di pace però in un teatro di guerra e purtroppo la guerra produce i suoi effetti nefasti".
Questa la sintesi dell’intervento nel corso della celebrazione della messa, del presidente della provincia Collura, del comandante della Compagnia dei carabinieri Bertossi, del sindaco Crocetta.
"Pace, quante cose non si fanno in suo nome – ha detto con voce accorata il presidente della Provincia Filippo Collura – noi oggi abbiamo il cuore ferito per diciannove vite spezzate. I figli della nostra terra che hanno pagato col sangue un prezzo troppo elevato. Così come ieri avevamo il cuore ferito per oltre 480 giovani americani che so-no caduti in questa guerra, così come avevamo il cuore ferito per gli oltre duemila bambini irakeni bombardati dalle cosiddette bombe intelligenti che sono cadute sulle scuole che sono crollate. E’ un’assurdità la guerra. I giovani dicono: semina la pace e un mondo di pace nascerà".

"In questo giorno di lutto nazionale – ha detto il capitano Marco Bertossi – a nome di tutti i carabinieri di Gela voglio esprimere un sentimento di profonda commossa gratitudine per il sacrificio dei caduti di Nassiriya. Sono caduti vittime del dovere in una missione voluta dal Parlamento italiano a difesa della pace e della sicurezza internazionale. Sono caduti per tutti noi. Io e i carabinieri di Gela ci associamo al dolore ed alla sofferenza dei parenti in questo momento di sconforto e di lutto. Un ringraziamento a tutte e autorità ed ai cittadini di Gela che si sono stretti attorno a noi ed a tutte le forze armate ed ai civili che sono caduti a Nassiriya. Così facendo con la loro presenza testimoniano meglio che in qualsiasi altro modo quel sentimento di solidarietà di affetto e di vicinanza che lega il popolo italiano alle forze armate".
"Avrei preferito non intervenire – ha detto visibilmente commosso il sindaco – perché in queste circostanze, qualsiasi intervento si possa fare, forse è ben poca cosa rispetto alla realtà crudele. Singolare e apprezzabile il modo poetico con cui i bambini dell’Istituto Suor Teresa Valsè hanno voluto manifestare la loro solidarietà portando 19 fiaccole simbolo dei militari caduti con la scritta ‘Pace’. La manifestazione di oggi è il riconoscimento che la collettività deve a chi ha fatto il proprio dovere".


Autore : Nello Lombardo

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