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Corriere di Gela | Contro il lavoro nero iniziativa della Cgil
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notizia del 26/10/2004 messa in rete alle 19:09:04

Contro il lavoro nero iniziativa della Cgil

La Cgil si mobilita per la lotta al lavoro nero. Per ora c’è una grande manifesto con cui viene spiegato in 4 lingue come il lavoratore deve comportarsi per denunciare il suo stato di lavoro precario. Col 1° ottobre è partito il numero verde (800981800) gratuito per accogliere le denunce dei lavoratori, cercare di prevenire il continuo ripetersi di infortuni mortali e promuovere la regolarizzazione nei cantieri edili.
L’iniziativa è della Fillea Cgil, il sindacato delle costruzioni che si è sempre battuta contro il lavoro nero e gli infortuni in edilizia. Al Numero Verde risponderà un call center che provvederà a far dare risposte rapide e ad intervenire nel modo più opportuno.
"Molte sono le denunce che pervengono al sindacato – sottolinea il Segretario Generale della Fillea Cgil, Tonino Licata (foto) – ma tante altre potrebbero aggiungersi rompendo il muro di ricatti e condizionamenti dietro il quale si cela il vasto esercito dei lavoratori in nero e clandestini. Anche per questo il numero verde si offre come strumento di tutela in più per coloro che subiscono le peggiori condizioni di vita nei cantieri. Dietro ogni risposta che verrà dal numero verde, c'e un sindacato pronto ad intervenire per affrontare e risolvere i problemi concreti in cantiere e per affermare i diritti dei lavoratori, a partire da quello della sicurezza."
E proprio a proposito di sicurezza, la Fillea Cgil rileva che la piaga degli infortuni nei cantieri continua a corrodere il settore delle costruzioni: ad oggi sono 169 le morti bianche in edilizia, lo stesso numero di vittime riscontrato nel 2003. Dunque questa piaga nel settore delle costruzioni non diminuisce; anzi, negli ultimi giorni si sono registrati diversi incidenti mortali in varie parti del Paese.
La campagna nazionale della Fillea Cgil contro il lavoro nero e gli infortuni in edilizia con l'istituzione del Numero Verde si inserisce nell'ambito della Settimana della sicurezza che si terrà a Bilbao dal 18 al 22 ottobre. Quest'anno la Settimana è dedicata a1 settore delle costruzioni.
In ogni caso il numero verde sarà attivo in tutto il territorio nazionale con delle fasce orarie che vanno dalle 12,00 alle 14,00 e dalle 16,00 alle 18,00. Per saperne di più abbiamo posto alcune domande a Tonino Licata responsabile provinciale della Fillea Cgil.
– Da cosa nasce l’esigenza della Fillea-Cgil di creare un numero verde?
"Abbiamo avviato la campagna del numero verde per consentire al lavoratore, nascondendosi dietro l’anonimato, di dichiarare ciò che gli è successo. Il manifesto che abbiamo affisso è riportato in quattro lingue in considerazione che molti lavoratori sono di origine extracomunitaria e che quindi possono meglio capire il senso, le finalità e come debbono muoversi. Troppi fatti sui quali occorre che si intervenga con la partecipazione di tutti gli organi e con tutti i mezzi per risparmiare le continue morti bianche".
"La Sicilia, dall’inizio dell’anno, paga un caro prezzo. Si sono già registrate 9 morti bianche nelle province di Palermo, Ragusa e Trapani. Noi siamo mobilitati a vigilare e se le cose non dovessero cambiare occuperemo con i nostri esecutivi in ogni provincia gli uffici dell’Usl e degli ispettorati del lavoro. Scenderemo anche in sciopero e lo faremo pubblicizzando il numero verde in tutta la provincia nelle pubbliche piazze. Lo scopo è anche quello di sensibilizzare quei lavoratori che lavorano in nero".
– Voi chiedete anche una revisione della legge sulla sicurezza nei cantieri. E’ vero?
"Stiamo cercando di sensibilizzare tutti affinché la qualità nei lavori edili possa trovare una sua affermazione. Tra l’altro siamo ad una verifica della 626 del 94 e la 494 a dieci anni dal suo varo. Qualcuno a livello di governo vuole ridurre la problematica sulla sicurezza. Noi invece affermiamo che non solo deve rimanere, ma deve essere applicata totalmente. C’è un fatto grave che denunciamo: dopo la riforma degli appalti pubblici era stato staccato il piano di sicurezza su ogni opera pubblica. L’azienda appaltatrice incamera l’importo sul piano di sicurezza, ma che poi non lo mette in atto. A questo punto noi diciamo che i direttori dei lavori devono svolgere il loro compito con diligenza in conformità ai protocolli d’intesa formati sul settore edile miranti alla regolarità contributiva e alla sicurezza. I protocolli sono in fase di attuazione, avendone chiusi due a Mazzarino e Serradifalco".
– A Gela il settore edilizio tira? "Diciamo che c’è una ripresa per quanto riguarda gli appalti pubblici, mentre da un paio di anni si è vista una ripresa nel settore privato, dopo il rilascio di concessioni edilizie bloccate da tempo. Il piano colore ha portato una grande mole di lavoro nel territorio gelese, ma tutta questa massa salariale che è avvenuta con questi finanziamenti non ha avuto alcun riscontro in cassa edile. Il che sta a significare che s’è trattato di lavoro nero. Ecco allora la nostra azione che mira a sensibilizzare chi amministra perché si confronti con la categoria che cura il settore in modo da lavorare tutti assieme affinché venga azzerato il lavoro nero".
– Il lavoratore ne trae vantaggi ad accettare o subire il lavoro nero?
"Io dico che c’è chi ha bisogno di lavoro ed alla fine deve sottostare alle legge del mercato. C’è chi viene sfruttato, ma c’è chi anche convive bene con questo sistema. Noi diciamo che questo sistema deve essere rimosso. Par-liamo anche di formazione. La legge Biagi ha cambiato le regole del mercato del lavoro in parte con vantaggi nei confronti dei lavoratori, ma non sempre soprattutto in fase di dismissione dal lavoro. Ci vogliono degli accordi che non so da quanto tempo chiediamo a livello regionale perché si punti sulla formazione continua per una qualità e stabilità al settore". – Esistono delle leggi di tutela per il lavoratore sia per quanto riguarda sicurezza e congruità del salario. Ma vengono applicate come voi ritenete che debba farsi?
“Lo dicevo prima. E’ gravissimo che il personale che dovrebbe essere deputato al controllo a livello regionale è carente di 400 unità. Le Usl sono nelle stesse condizioni e lo abbiamo denunciato a tutti i livelli. Basta pensare che nel recepimento della legge sugli appalti, la Regione Sicilia era stata la prima tramite a potere inserire sia la stazione appaltante sia il Durc. Ebbene ad oggi l’assessorato ai lavori pubblici non ha ancora emanato la circolare applicativa. Pensi che c’è stato persino un richiamo pubblico da parte del Ministro del Lavoro Maroni che il 16 aprile ha firmato l’avviso comune con le casse edili, l’Inps e l’Inail per accordi provinciali circa l’applicazione del Documento unico retributivo".
– In Sicilia come siamo combinati come lavoro nero?
“In Sicilia partiamo da punte del 34% al 60-70%.”
– Cosa vi aspettate dopo questo vostro intervento?
"Aspettiamo che le istituzioni ci diano una mano d’aiuto. E’ in gioco la sicurezza dei lavoratori".


Autore : Nello Lombardo

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