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Corriere di Gela | Gela, la solita frittata
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notizia del 27/04/2008 messa in rete alle 19:09:38

Gela, la solita frittata

Istantanea di un’intera stagione. Nel momento in cui, all’ultimo secondo di Gela-Catanzaro, l’attaccante calabrese Alessandro ha infilzato l’incolpevole Orlandi, una sorta di dèja vu ha colpito in contemporanea gli annoiati tifosi presenti sugli spalti. Ecco l’ennesimo gol, frutto di distrazione, preso nei minuti finali, tralasciando le tante reti che i biancazzurri hanno subìto nelle fasi iniziali delle varie sfide. Una conseguenza di limiti caratteriali che ha sovente pregiudicato prestazioni ottimali. Contro i calabresi di Cuttone i padroni di casa hanno infatti offerto una prova discreta, non proprio convincente dal punto di vista offensivo, con i soliti Ike e Perrotta stralunati e poco partecipi, ma sul piano difensivo il Gela ha concesso poco o nulla all’ex Falconieri e agli altri avversari.
Ottenuto il vantaggio con un rigore trasformato da Ciofani, al settimo centro (quarto dal dischetto) in quattordici gare, in Sanderra (foto) come al solito è subentrata, ad un quarto d’ora dalla conclusione, la fase-panico. Con gli esterni affaticati e Franciel inesistente, il tecnico ha pensato bene di sostituire Perrotta con un terzino, di spinta ma pur sempre un terzino, vale a dire il nigeriano Gona. In virtù del cambio il Gela arretra il baricentro, non riesce più a respirare, si fa schiacciare dall’avversario, rischia il pari sciupato in modo clamoroso da Falconieri, ma il tecnico, a volte autolesionista, al novantesimo toglie dal campo l’unico elemento in grado di saltare l’uomo, Ike, per posizionare davanti alla difesa il mediano Mento.
Una trincea che susciterebbe invidia ai migliori strateghi di guerra, e il Catanzaro, senza neanche volerlo, si trova nelle condizioni ideali per effettuare un assedio culminato nello scontato gol finale. I biancazzurri hanno pagato l’atteggiamento rinunciatario, la scelta “sorbelliana” di Sanderra ovviamente non ha prodotto l’effetto sperato. Di certo è strano che il gol del pari sia maturato con due-tre giocatori ospiti, forse in leggera posizione di fuorigioco, lasciati in beata solitudine da una squadra ultradifensiva, rea nel non aver prestato attenzione in fase di marcatura. Dopo aver impattato con il Catanzaro, il Gela non è matematicamente salvo, ma è come se lo fosse, motivo per cui le ultime due gare di campionato avranno un valore esiguo.
La società potrebbe approfittarne per lanciare qualche giovane della “Beretti”, soprattutto per evitare che la stagione in dirittura d’arrivo sia la prima, nella storia del club, a non contemplare un gelese sceso in campo per un solo minuto. Il prossimo impegno vanta comunque un suo prestigio, trattandosi del derby siciliano, affrontando a Barcellona una trasferta che assume rilevanza soltanto per l’onore. L’Igea Virtus, che ha speso in misura inferiore rispetto al Gela, detiene in classifica il medesimo punteggio, grazie al lancio di giovani interessanti, alcuni dei quali dal fulgido avvenire, ben diretti dall’esperto tecnico Castellucci.
Una politica che nella nostra città non sarebbe attuabile, a causa di pretese vantate dalla tifoseria che precludono progetti in linea con la realtà della serie C. A Gela si chiede il salto di categoria, e per realizzarlo servono elementi affidabili, non giovani di primo pelo. In questa stagione l’Igea ha valorizzato numerosi talenti ma quasi tutti sono di proprietà del Messina, e anche questa è una politica poco condivisibile, perché i barcellonesi hanno guadagnato poco o nulla per le proprie casse, a parte il risparmio sugli ingaggi. L’amministratore unico Immacolato Bonina può tuttavia fregarsi le mani per l’inaspettata esplosione dell’argentino Di Cosmo, capocannoniere del girone con sedici reti, ma in questo caso l’ing. Tuccio non può assolutamente provare invidia perché lui ha pienamente vinto, a sua volta, la scommessa Franciel. Di Cosmo è già stato ceduto al Catania, mentre il brasiliano del Gela rimane in bilico tra una cessione che sarebbe assolutamente conveniente (ma impopolare) per Tuccio e per il bilancio del club, ed una permanenza nella città del golfo che rischia di frenare l’ascesa della sua carriera. La dirigenza è stata brava nel reperire immediatamente una valida alternativa a Franciel, perché Ciofani sarà pure meno elegante, ma ha dimostrato gran determinazione e un discreto fiuto del gol. Qualora la dirigenza optasse per una cessione di Franciel, dovrebbe utilizzare parte del guadagno per riscattare dal Pescara l’attaccante abruzzese. E’ più probabile che il brasiliano di Porto Alegre venga trattenuto dalla società, onde evitare nuovi attriti con la tifoseria, e nel caso in cui ciò dovesse accadere si rinuncerebbe automaticamente al riscatto di Ciòfani.
A Barcellona sarebbe stato interessante assistere alla sfida sudamericana tra Franciel e Di Cosmo, entrambi a segno all’andata, ma l’argentino è stato squalificato per un turno dal giudice sportivo e quindi salterà il confronto tra i due.
Sanderra riavrà a disposizione, dopo aver scontato la squalifica, Fofana e Parlagreco. Tanti gli ex in campo e in panchina: Tamburro, Palma, Berti, Lo Piccolo e Mento tra i gelesi, il solo Matinella tra i barcellonesi.


Autore : Paolo Cordaro

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