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Corriere di Gela | Intervista al presidente del Consiglio comunale, dottor Giuseppe Fava
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notizia del 05/02/2012 messa in rete alle 19:06:05

Intervista al presidente del Consiglio comunale, dottor Giuseppe Fava

Un bel rapporto con la stampa, molto colloquiale e galante. Non riesce mai a rispettare i tempi che si impone; non è colpa sua, ma per via del ruolo che ricopre non può e non vuole permettersi il lusso di troncare ogni discussione o rinviare a dopo l’approccio. E’ fatto così. Disponibile fino all’esasperazione e se gli va qualcosa di traverso, non si scoraggia, ti risponde per le rime ma alla fine riesce sempre ad essere accomodante.

Vogliamo parlare di Giuseppe Fava (predilige esser chiamato Peppe confidenzialmente), (nella foto con il nostro Nello Lombardo) presidente dell’assemblea civica, il presidente di tutti i consiglieri al di sopra di ogni schieramento politico. Non è il tipo che se la lega al dito se nel corso di una seduta riceve una frecciata o viene provocato. E’ nel suo stile il desiderio spasmodico di giungere al chiarimento. Lo pretende se si tratta di un incidente di percorso avvenuto durante una seduta. Di tanto in tanto capita qualche polemica sulla applicazione del regolamento o sulla conduzione dei lavori. Mal sopporta le accuse ingiuste, ma poi alla fine con il cuore in mano, pur non spettandogli, concede di buon grado la parola a chi possibilmente lo ha bacchettato. Profondamente buono.

Il suo carattere e la sua attività la potremmo definire movimentista. E’ fatto per volare alto. In un momento di confidenzialità ci confessa che fare il presidente del consiglio, pur gratificandolo, è ben poca cosa rispetto alla mole di lavoro e di impegni continui che lo tenevano sempre attivo, all’epoca in cui era assessore al turismo e spettacolo. Fare l’amministratore per lui è creatività, un percorso politico che dà soddisfazioni perché riesci a coinvolgere più persone alla costruzione di un progetto. La carica di presidente del consiglio gli sta stretta, ma nonostante tutti i limiti che gli impone, Peppe Fava è riuscito a dare una sua impronta a questa importante funzione democratica, dando voce a tutti e portando alla ribalta in consiglio argomenti scottanti, come il lavoro, la fabbrica, la criminalità, il problema sanitario. Molti gli atti di indirizzo politico deliberati, quasi tutti all’unanimità, ma gli rimane il rammarico che non tutti abbiano avuto esecuzione da parte dell’amministrazione comunale. Però la gioia di aver discusso di problemi reali interpretando i bisogni e le necessità della città. L’atto consiliare più importante? Senza alcun tentennamento e sempre col sorriso a trentadue denti, ti risponde: aver creato un regolamento che consentirà senza equivoci ai nostri commercianti, esercenti e cittadini di costruirsi un gazebo uniformandosi alle direttive comunali. In quel piccolo spazio realizzato secondo le direttive venute fuori da un ottimo lavoro delle commissioni consiliari, dei gruppi consiliari tradotto poi in regolamento, i nostri cittadini potranno godere momenti di serenità e di aggregazione mentre consumano un gelato, un pranzo, una pizza. Se questo è l’episodio che lo gratifica maggiormente, in quest’anno e mezzo del suo “regno” ha registrato anche dei piccoli nei, ma non gli si può dare alcuna colpa. Non disdegnerebbe di fare il salto più grande alla prossima stagione elettorale, ma deve essere il “partito” a chiederglielo. Mai assumerebbe una iniziativa autonoma. Non lo ha mai fatto, lui che è passato dal partito popolare alla Margherita e poi al Partito democratico è stato sempre ossequioso delle direttive politiche. Non ha mai cambiato casacca e tiene a puntualizzarlo.

– Presidente Fava, questa carica la gratifica?

«Non sarei sincero se dicessi di no. Mi gratifica ma c’è ancora da migliorare. E mi riferisco alle procedure ed al regolamento. Sono fiducioso che il problema approderà in consiglio al più presto, per consentire delle modifiche in modo da non lasciare spazi a strumentalizzazione e fuorvianti interpretazioni».

– Più volte abbiamo letto in lei la frustrazione e anche il disappunto per quegli atti di indirizzo votati dall’organo consiliare che non hanno avuto un seguito. E’ così?

«Il consiglio comunale ha il compito di regolamentare tutte le materie attinenti alla società civile. Spesso vengono portate in discussione e si arriva anche a formulare degli atti di indirizzo votati il più delle volte all’unanimità che vengono passati all’amministrazione perché ne dia esecuzione. L’amministrazione e il consiglio sono due organi che a mio avviso devono agire sinergicamente ciascuno con le proprie competenze. Purtroppo non sempre le mozioni votate e gli atti di indirizzo vanno a buon fine. Non voglio polemizzare con l’amministrazione. Probabilmente ciò accade perché non si riesce ad individuare con precisione le competenze e quindi si finisce col disattendere le aspettative dei consiglieri».

– Non di rado alcuni atti vengono ritirati dall’ordine del giorno o rinviati. Ne citiamo due per tutti. L’addizionale Irpef ed il regolamento sulle strisce blu. Perché?

«Senza far polemica, sono pochi gli atti che vengono ritirati per incompletezza, ma buona parte vengono ritirati per essere approfonditi e condivisi per fornire un servizio più efficiente alla città. Tipico esempio è l’addizionale Irpef. L’atto era completo di tutti i pareri, ma il consiglio ha ritenuto di ritirarlo perché venisse approfondito per operare con giustizia ed equità, cercando di non appesantire maggiormente le fasce di reddito più deboli che invece vanno protette. E’ un atto molto complesso su cui ci sono state polemiche. Mi sto attivando per raccogliere i pareri dei vari dirigenti per trovare delle decisioni che siano il meno dolenti possibili per gli utenti con poca capacità di reddito. Riguardo poi alla società che gestisce le strisce blu, ci stiamo mobilitando assieme al sindaco per verificare se essa ha ottemperato a tutti gli obblighi contrattuali e quant’altro previsto dalla legge e se ci saranno aspetti poco chiari o contrari ala legge, il consiglio comunale si dovrà assumere la responsabilità di indicare all’amministrazione che il servizio si potrà realizzare anche sena “ AJ mobilità. L’importante è fornire un servizio efficiente alla città».

– Quando verrà portato in consiglio il piano triennale delle opere pubbliche ed il piano regolatore generale?

«Credo che il piano triennale sia stato già esitato dalla giunta. Sono a conoscenza che l’amministrazione sta lavorando alacremente sul bilancio e pare che il 2012 dovrebbe caratterizzarsi per un record legato all’approvazione del bilancio. Probabile che esso verrà votato entro aprile. Si potranno dare così risposte ai cittadini».

– Lei a conoscenza di quante volte sono state strombazzate opere faraoniche, come metropolitana, scale mobili, riqualificazione dell’orto Pasqualello e del viale Federico secondo. Si continuerà dello stesso passo?

«Riguardo all’orto Pasqualello, a giorni farò una riunione col dirigente ai lavori pubblici per affrontare altre opere pubbliche per verificare se sono state calate nel piano. Sono stato informato dell’esistenza di un finanziamento regionale che interviene su una parte dell’orto Pasqualello».

– E riguardo al piano regolatore generale che notizie ci sono?

«Si tratta di una nota dolente. Bisogna dire che non so quante amministrazioni se ne sono occupate ed atteso il varo di questo strumento. L’amministrazione Fasulo ha ereditato un piano regolatore generale approvato da un commissario straordinario nel giugno del 2010. Sappiamo tutti della notizia della nullità del piano. Nel frattempo gli uffici preposti su decisione dell’amministrazione stanno predisponendo ogni atto che accompagni un incarico ai tecnici per lo studio della Vas che ormai è scontato trattarsi di un atto necessario e propedeutico. Nel frattempo si attende che la Regione ci faccia pervenire una comunicazione ufficiale con cui si dice che la Vas è un atto necessario e propedeutico in mancanza del quale il Prg adottato è da ritenersi nullo. Intanto si va avanti».

– Sappiamo che una delegazione di consiglieri, lei ed il sindaco vi state recando a Bruxelles. Perché?

«Il nostro eurodeputato Crocetta ci ha invitati per partecipare ad un convegno internazionale sull’energia alternativa legata al patto dei sindaci. In quell’occasione verranno illustrate le procedure per aggredire i finanziamenti europei e quindi sarà fatto tesoro di tutti i suggerimenti che verranno fuori perché Gela e la Sicilia non rimanga fuori da questo grande progetto che vede accomunati vari enti nell’utilizzo delle risorse necessarie a realizzare economie e produttività nel settore energetico. Saranno necessari corsi di formazione per dirigenti e dipendenti di società che realizzano pannelli solari. Ho già in mente l’organizzazione di un convegno per dare la massima diffusione all’argomento delle energie alternative».

– C’è qualcosa che le sta a cuore e che intende portare avanti?

«Certamente. Ne abbiamo già parlato con alcuni consiglieri e col sindaco. Intendo riprendere il discorso della zona franca urbana dopo la beffa del dirottamento dei finanziamenti. Si trattava di un concorso vinto, ma Berlusconi decise di trasferire quei 10-12 milioni al nord est. Anche su questo argomento intendo organizzare un convegno dove denunceremo questo maldestro scippo. Inviteremo i nostri deputati per coinvolgere anche Catania che ebbe la stessa nostra sorte».



Autore : Nello Lombardo

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