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Corriere di Gela | Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
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notizia del 20/11/2011 messa in rete alle 18:54:39

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Pienone al convegno organizzato dall’Asp di Caltanissetta, martedì 15 novembre scorso. Si è parlato di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. A fare gli onori di casa il direttore generale Paolo Cantaro. Numerosi gli ospiti relatori: Antonio Napoli (Ispettorato lavoro), Marcella Santino (coordinatore Asp), Antonio Leonardi (dirigente assessorato salute), Lucia Lotti (nella foto a sinistra) (procuratore della repubblica di Gela), Giovanni Asaro (direttore Inail), Elisa Gerbino dirigente Spresal di Caltanissetta, Elisa Calanducci (sostituto procuratore di Gela), Ernesto Tranchina (medico del lavoro dello Spresal). Tra i partecipanti, il sindaco Angelo Fasulo e l’on. Pino Federico, nonché i rappresentanti degli ordini professionali, associazioni datoriali, sindacali e industriali. Ha chiuso i lavori l’assessore regionale alla salute Massimo Russo.

Positivo il dato che è emerso: la Sicilia ha fatto registrare un calo del 20% di “morti bianche” nei cantieri rispetto al 2010 e ciò anche grazie al raddoppio delle visite ispettive e preventive, risalendo di qualche posto rispetto alla posizione di penultimo che deteneva in precedenza nella graduatoria nazionale

ha incentrato il suo intervento finale sulle malattie professionali, sotto il profilo giurisprudenziale, richiamando all’attenzione dei partecipanti come la sentenza della Cassazione, riguardo alla responsabilità oggettiva dell’imprenditore, impone un’inversione di tendenza sul ruolo di chi avrebbe potuto sorvegliare e non lo ha fatto, favorendo le malattie professionali o eventi funesti. Ne consegue che il ruolo del responsabile della sicurezza è fondamentale. Infine ha denunciato come si sarebbe potuto evitare l’aumento esponenziale delle malattie derivati dall’esposizione da amianto qualora ci fosse stata un’opportuna vigilanza.

“La prevenzione è l’arma vincente – ha affermato il procuratore Lucia Lotti – sia per abbattere i costi in sanità, che per gli imprenditori costretti a sobbarcarsi di spese giudiziarie enormi. La spesa preventiva dell’imprenditore, invece, evita che si inneschi il meccanismo oneroso. La magistratura sta raccogliendo i dati su quanto approda nelle aule giudiziarie e presto si provvederà a renderli pubblici. Il rispetto delle regole che presiedono alla sicurezza sul lavoro – ha continuato la Lotti – è un investimento in questo settore, non un costo a perdere, ma un valore aggiunto. Infatti nel momento in cui vi sono delle violazioni delle norme precauzionali, gli effetti in termini di costo sono sicuramente maggiori. Gela che si è emendata anche a livello di imprese, deve avere anche la capacità di proporsi attraverso le sue imprese in forme moderne e concorrenziali. Non fare prevenzione, non organizzare bene il lavoro secondo le regole, può costare di più. Infatti nel momento in cui gli ispettori dell’Asp vanno a fare i controlli e registrano una serie di violazioni, fanno le contestazioni e l’impresa è obbligata ad adeguare le proprie strutture. Così paga l’oblazione ed esce esente da responsabilità. Questi sono costi in più che non ci sarebbero stati se le aziende si fossero dotate prima di tutti gli strumenti di prevenzione”.

Anche l’assessore Russo ha affermato che sul versante prevenzione è stato istituito un ufficio per la salute e la tutela nei luoghi di lavoro. Organizzato in proposito un piano straordinario di interventi . Tre piani specifici per l’agricoltura, l’edilizia, per l’emersione delle malattie professionali.

“Abbiamo dotato di un cospicuo finanziamento – ha dichiarato il responsabile regionale della salute – queste azioni con tre milioni e mezzo di euro, che hanno portato all’acquisizione di risorse professionali, 69 tra medici, ingegneri e tecnici della prevenzione. Abbiamo avviato anche una serie di campagne di formazione e di informazione. I risultati? 20% in meno di infortuni mortali sul lavoro, aumento delle denunzie per le malattie professionali. Tutto questo in appena due anni e mezzo, ma è l’estrinsecazione di un metodo che riguarda il settore della sicurezza nel mondo del lavoro”.

Ad una nostra domanda riguardo al modo di procedere sinergico tra magistratura e regione in fatto di prevenzione e controllo, così ha risposto: “Questa è una metodologia che stiamo utilizzando a Catania, Gela ma anche in altre realtà. C’è un rapporto stretto in realtà, perché gli incidenti sul lavoro, le lesioni, le malattie professionali fanno scattare le indagini da parte della procura per accertare responsabilità penali e spesso la procura si serve della polizia giudiziaria perché gli uffici dell’Asp hanno anche la qualifica di polizia giudiziaria. Quindi noi plaudiamo a questa collaborazione istituzionale che in fondo vuole soltanto tutelare i lavoratori dal rischio di malattie e da infortuni”.


Autore : Nello Lombardo

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