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Corriere di Gela | Simone Tamburro torna in biancazzurro
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notizia del 16/07/2007 messa in rete alle 18:53:01

Simone Tamburro torna in biancazzurro

Giunse a Gela due anni fa, in sordina, alle porte di una dura e difficile stagione in C1. Nei cuori della gente e della tifoseria avrebbe dovuto sostituire un elemento affidabile quale Nazzareno Scopelliti, grande protagonista della promozione, trasferitosi a Pisa, alla corte di Domenicali. Bastarono poche partite e Simone Tamburro (nella foto), acquistato dal Ragusa, fugò tutti i dubbi, con prestazioni convincenti sotto tutti i punti di vista, mostrando un affidabilità in campo al di sopra di qualsiasi previsione.
Fu sempre presente in campionato, l’unico della rosa, uno stacanovista che i tifosi, dopo una sola stagione, rimpiansero dopo essersi trasferito, nella scorsa estate, all’Igea Virtus di Fofò Ammirata. Il presidente Tuccio, dopo un estenuante trattativa, lo ha riportato a Gela vincolandolo al club con un contratto biennale. Un acquisto importante in un periodo in cui tra mercato e altre vicende (vedi caso Recchi) la ruota non sembra girare per il verso giusto. E Tamburro, classe ’74, appare già entusiasta in vista del suo imminente ritorno.
– Simone, quanta fatica per riportarti a Gela! Cosa ti ha spinto finalmente ad accettare?
«In effetti la trattativa è durata per un mese, forse un tempo eccessivo. Il primo contatto l’ho avuto con il dott. Alabiso, con il quale ho condiviso la felice esperienza di due anni fa. Ha sempre manifestato grande stima nei miei confronti, indubbiamente ricambiata. Tali segni di fiducia hanno inciso sulla mia scelta, al pari dell’affetto che in generale l’ambiente gelese ha sempre espresso verso la mia persona».
– Scusa, ma giudichi “felice” l’esperienza di due anni addietro? Nonostante i problemi finanziari?
«Certo. Al di là delle situazioni spiacevoli verificatesi nel corso della stagione, alle quali oramai noi giocatori abbiamo fatto il callo, nella mia mente ho solo ricordi positivi, perché fu un anno fantastico. Innanzitutto ebbi un grande impatto con la città, mi ambientai alla grande, e poi disputammo una stagione straordinaria, affrontando e bloccando avversarie blasonate quali Napoli, Perugia, Pisa e via dicendo, portandoci pure in zona play-off a metà campionato. Eravamo un gran gruppo, formato da seri professionisti».
– Tornando al presente, presumi d’integrarti ottimamente nel 4-3-3 ideato da Irrera, caratterizzato da una minor protezione della difesa da parte del centrocampo?
«Devo ammettere che non conosco il tecnico e non ho ancora preso contatti con lui. Sono tuttavia certo di non incontrare alcun problema, in passato ho già giocato con il 4-3-3, mi sono trovato bene, e posso tranquillamente svolgere il ruolo di terzino destro o sinistro».
– Segui il mercato del Gela?
«M’informo ogni giorno e sto notando la sussistenza dei presupposti per disputare un gran bel campionato. I giovani prelevati dal Catania sono stimati dall’ambiente calcistico, ed è stato importante confermare l’ossatura della passata stagione. Mi dispiace solo per Marco Comandatore, soprattutto dal punto di vista umano, avrei festeggiato qualora fosse rimasto, ma non entro nel merito delle scelte dirigenziali, poiché sia il presidente Tuccio che il dott. Alabiso avranno ponderato bene tale scelta».
– Nella stagione appena conclusasi l’Igea avrebbe dovuto fare sfracelli dopo aver acquistato tanti big. E invece ha dovuto lottare per i play-out. Considerati gli obiettivi di vertice del Gela, quali consigli potresti dare al presidente Tuccio?
«Il responso è stato chiaro. I grandi nomi non bastano nel calcio per mietere successi. Occorre soprattutto disporre di giocatori che abbiano “fame” di vittorie. Indipendentemente dal loro blasone. Il presidente non ha bisogno dei miei consigli, sa il fatto suo, e ho apprezzato le sue ambizioni. Mi auguro solo che a Gela possano approdare atleti che siano seri professionisti, fortemente stimolati e pronti a rendersi utili alla causa».


Autore : Paolo Cordaro

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